Sophie Fontanel: con i capelli bianchi alla scoperta di me stessa

Sfidando critiche e pregiudizi la giornalista francese ha deciso di non tingersi più e di raccontare su Instagram e poi in un libro, Une apparition, la cronaca di una ricrescita. E un nuovo sentimento di libertà

Sophie Fontanel
Courtesy photo Sophie Fontanel

Questa è la storia di un innamoramento. E l'epopea di una vittoria. Quella di una donna sui suoi capelli, quando quei capelli cominciavano a diventare troppo bianchi e sull'età non si poteva più mentire. E' la storia di Sophie Fontanel, giornalista francese di moda (firma storica di Elle, oggi al Nouvel Observateur), che a 53 anni decide di farsi un regalo: piantarla una volta per tutte con il colore, e vedere l'effetto che fa. Su di lei, sul mondo, sulla sua faccia. Per raccontare passo dopo passo su Instagram l'avventura di una ricrescita.

Un impertinente look zebra
È la storia di un innamoramento perché a dispetto dei pregiudizi, degli altri, e di tutte le paure, le sue, Sophie ha scoperto che bianco è bello e che così, nature, più bella era soprattutto lei, malgrado un impertinente "look zebra", un po' colorato e un po' no. Il seguito è che, essendo la signora una scrittrice di lungo corso, tempo qualche mese e l'esperimento è diventato anche un libro, Une apparition (Robert Laffont editore), con cui Fonelle - questo l'alter ego che l'ha consacrata regina delle blogger di moda - si è definitivamente conquistata un posto nell'olimpo delle donne più seguite di Francia.

Un'occhiata alla foto di copertina basta da sola a definire il senso dell'impresa. Il risultato di due anni di going gray è sotto gli occhi di tutti: un'abbagliante zazzera bianca così prepotente da avere il tono di un manifesto di libertà. «Sto andando alla scoperta di me stessa». In risposta allo sguardo interrogativo di un autista che, di fronte all'Hotel Meurice, la osservava immortalare la prima striscia di ricrescita con una sequenza di selfie sullo sfondo delle Tuileries, Sophie aveva riassunto così la novità della sua vita. E anche questa intervista incomincia con la stessa tenera spavalderia: «Quando impari a non considerare cosa pensa l'altro della tua ipotetica bellezza o della giovinezza evaporata, allora il paradiso è possibile. Del resto, Warhol l'aveva detto: il bianco è senza età, irreale. Non è il vecchio, è l'eterno».

Una rinascita. L'occasione per reinventarsi. Ecco quello che avrebbe dovuto essere l'abbandonarsi all'ineluttabilità di una testa candida. Il primo che Sophie mette a parte è il fratello Marc. «Finalmente. Dammi retta: sembrerai 10 anni più giovane. E più coerente con te stessa», aveva commentato. E lei: «Vuoi dire una vecchia che finalmente assomiglia a una vecchia?». Adesso invece dei dubbi Fonelle non ne parla proprio più. Che sia entusiasta si capisce dalla voce, quando racconta di quel clic che tre anni fa le è improvvisamente scattato nella testa, una mattina d'estate a Saint Tropez. Seduta al bar del porto, da uno yacht vede uscire una donna sublime, ancora giovane, ma con lunghi capelli avorio. E' l'Apparizione che dà il titolo al libro e segna la svolta. Il momento non era dei migliori e la vacanza nel sud della Francia aveva quasi un sapore di convalescenza: Sophie aveva appena lasciato Elle, il posto della vita, e nell'immaginarsi la ripartenza faceva il conto degli anni, delle rughe, dei fili bianchi sulla testa. «Eppure quella donna era affascinante, fiera, si faceva notare e non sembrava per niente vecchia. Ciò che avevo sempre pensato dei capelli bianchi e di me doveva essere falso».

La cronaca di una sfida
Une apparition è diviso in tre capitoli, il cui titolo indica altrettante tappe verso la liberazione dalla schiavitù della finta giovinezza: Un po' (leggi un centimetro circa di riga grigia), Molto (intorno ai quattro), Appassionatamente (tutto quello che è venuto dopo). Tra una fase e l'altra, la cronaca di una scelta che per Sophie Fontanel, un account Instagram da 157mila follower, era diventata una sfida, da mostrare a tutti perché tutti sapessero. Ecco l'esperimento antropologico della donna che corre verso un futuro diverso ostentando la ricrescita. Con l'umorismo come scudo. «Molti uomini mi trovavano più sofisticata. Alcuni mi fermavano per farmi i complimenti, altri con la speranza che le mogli seguissero l'esempio. Prima temevo che smettere di tingersi equivalesse a una rinuncia a sedurre e a essere guardata. Invece no. La natura fa bene le cose: il bianco illumina, addolcisce le rughe, a un certo punto della vita riporta la luce che ti manca».

Altro discorso i pregiudizi delle altre. Quando Sophie mostra in un post una delle prime immagini del grigio che spunta, sul suo account tra gli altri compare anche il commento di un'amica speciale, Inès de la Fressange: «Followers di tutto il mondo: IMPEDITEGLIELO #ideaassurda». Tingersi, per la signora che ha imprestato il volto alla Marianna e impersonato la Francia, è "politesse": una forma di educazione dovuta. La cortesia minima di una donna che sa come tenersi.

Scusi, c'è un uomo nella sua vita?
Ma la dame "enneigée", innevata, come la chiama uno dei suoi fan, va dritta per la sua strada. Anche con la chioma bicolore di cose ne succedono, e parecchie. Tra le quali: 1) Fontanel trova un posto in una nuova redazione («Ti assumo perché sei moderna e piena di vita», la rassicura il direttore); 2) seduce e si fa sedurre; 3) compie la metamorfosi definitiva, quella rimasta in sospeso da una vita, dal brutto anatroccolo al cigno. La ragazzina che non amava guardarsi in foto non c'è più. Sophie riceve i complimenti e li accetta. Davanti allo specchio scopre quella che altri avevano già visto ma non lei, una tipa attraente capace di piacere, che la "nudità dei capelli" ha reso più sciolta e più vera.

Un giorno, nel salone di Delphine la parrucchiera, testarda coprotagonista di questa storia, a Sophie si avvicina una signora. La segue su Instagram e l'ammira; le piacerebbe imitarla, ma non osa. Si vergogna un po': ci terrebbe a farle una domanda. «Non risponda, se mi trova indiscreta, ma... c'è un uomo nella sua vita?». La risposta è al capitolo tre. Noi non sappiamo quale o quali uomini abbia adesso Fonelle. Ma quello che alla fine del racconto la corteggia e la ama fa pensare ce ne siano stati ancora e che, comunque sia finita, lei ora sia tranquilla. «Mi ci erano voluti i capelli bianchi per imparare che ero capace di infischiarmene almeno quanto lui». Più chiaro di così...

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