Antonella Elia è la vincitrice (a)morale di Pechino Express o la Raffaella Carrà 2.0 di cui non ci siamo accorti?

Dalla tv più pop degli anni 90 alle corse in cerca di un passaggio per le vie di Tokio: perché ci piace detestare una soubrette che ha preferito abbracciare alberi invece che sgambettare negli studi tv?

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Antonella Elia ha vinto Pechino Express. No, calma, non vi siete persi nulla. Le stiamo solo assegnando la vittoria (a)morale. Perché come dice Valeria, una lettrice di Marie Claire che non si è persa una puntata "mi piace troppo, non si capisce se ci fa o se c'è". Pechino Express, per chi non lo ha mai seguito, è un reality on the road dove coppie di personaggi più o meno famosi devono raggiungere un traguardo a tappe in Paesi esotici e sostenere prove, senza usare denaro. Quest'anno si svolge in Giappone e Antonella Elia è probabilmente la più famosa di tutto il cast. Come dicono in giornalisti di bassa lega, è una che non smette mai di stupirci, o forse la seguiamo proprio perché sappiamo che di sicuro: 1) piange molto; 2) sa essere una discreta piantagrane; 3) dirà sicuramente qualcosa di memorabile.

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In questa occasione, piangere ha già pianto. La sua compagna di squadra è Jill Cooper, insegnante di fitness statunitense che aggredisce scalinate ripidissime e infinite fischiettando, e alla povera Antonella che ansima e singhiozza accorata dietro di lei continua a ripetere di non sprecare le energie frignando. Quella però risponde che il pianto è liberatorio, rigenera, e la aiuta negli sforzi. Un po' come i gemiti delle tenniste quando battono il servizio. Poi si è fatta artigliare da un gattino microscopico che aveva preso in braccio (la gif è già cult) e ha litigato q.b. con la squadra avversaria dei Compositori. Le aspettative non sono andate deluse. Con quei caschetto biondo e la faccia tosta che si ritrova, avrebbe potuto diventare la nuova Raffaella Carrà. Invece è Antonella Elia, una razza a sé che forse qualcuna imiterà.

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Anche se di cose ne ha fatte tante, in tv, al teatro e al cinema, le fasi salienti della vita di Antonella si possono dividere in tre. La fase televisiva, quella in cui faceva la valletta non muta di Corrado ne La Corrida, diventando sempre di più la co-conduttrice. Poi, Non è la Rai al fianco di Enrica Bonaccorti. E poi con Mike Bongiorno nella Ruota della fortuna. Lì Antonella si produsse in una uscita storica, quando una concorrente rifiutò come premio una pelliccia e lei esultò facendo infuriare il conduttore, che in una tv commerciale sorretta da sponsor e pubblicità non trovò molto opportuna quella manifestazione di solidarietà. Con Raimondo Vianello, che spalleggiava in Pressing (anche se non capiva nulla di calcio), ha completato la serie dei grandi vecchi della tv storica. Le signore più avanti con gli anni, abituate a Sabina Ciuffini, o al massimo alla discrezione di Nicoletta Orsomando e delle presentatrici televisive, non sapevano se farsela piacere o se considerarla una che non sta mai zitta.

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L'hippie che si cela nel suo corpo trovò la massima espressione nella fase dell'Isola dei famosi. La prima volta che ha partecipato, nel 2005 (è poi tornata nel 2012 e ha vinto). Metteva continuamente in crisi il pubblico alternando un cinismo micidiale, che la portò ad accapigliarsi con Aida Yespica (futili motivi esasperati dalla fame nera) ad atteggiamenti infantili, saluti al sole e manifestazioni di affetto verso le creature grandi e piccole della natura dalla formica al cormorano, da cui la fama di abbracciatrice di alberi. Non se ne faceva scappare uno.

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Poi tornò a casa e iniziò la fase numero tre, in cui indossava i panni della moderna Savonarola, mantenendoli per un po' con l'astuzia di chi sa come far parlare di sé. Ce l'aveva con chiunque indossasse una gonna troppo corta, rispolverò espressioni morte negli anni 50 ( "le svergognate"), attaccava Eva Grimaldi ("quella si concede alla grande", riportava il Corriere della Sera) diede della pu***na a Moana Pozzi (che manco le rispose). E poi su Excelsior, una rivista per soli uomini che faceva concorrenza a Playboy negli anni 90, uscirono le foto artistiche in cui posava nuda a 22 anni (tra l'altro bellissima) a Massa Lubrense, per l'obiettivo di Rosangela Betti. Antonella Elia è tutto questo: un groviglio di contraddizioni. Piace perché assolve tutti noi dalle nostre incoerenze. E non glielo vogliamo dare, una vittoria anticipata a Pechino Express?

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