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Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti Sophia Loren, la divina

Ha davvero fatto perdere la testa a uno come Cary Grant? Ha maledetto il giorno in cui si è tolta quel dannato collant?

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Una decina di anni fa, nel 2009, per la precisione, Sophia Loren, era ospite a I migliori anni di Carlo Conti. Quando, dopo una bella intervista a cuore aperto è andato in onda un segmento drammatico de La ciociara, il pubblico si è alzato in piedi in una standing ovation. E lei, che si è tolta gli occhiali per asciugare una lacrima di commozione, è tornata improvvisamente giovanissima. È stato come se, senza l’orpello degli occhiali, col viso un po’ arrossato e gonfio per il pianto, fosse riemersa la Sofia giovanissima, quella che nei cinegiornali del 1962, quando vinse l’Oscar per quel film, veniva chiamata con orgoglio “una ragazzina che faceva la fame a Pozzuoli”. Quella ragazza bellissima è sempre lì, nascosta sotto gli strati del tempo. E noi non saremo mai stanchi di parlare di lei, del suo talento e della determinazione con cui è diventata una star amata da tutto il mondo è simbolo indiscusso della bellezza italiana. «Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti», dice lei. Labbra rosse come il pomodoro della sua Pozzuoli, curve sinuose come pasta fresca fatta in casa. Sophia Loren è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni più voraci e veraci. Ottantadue anni, Madame Scicolone icona (scusaci Susan…) del cinema mondiale ieri, oggi e domani. Sulla donna che fece perdere la testa a Cary Grant ("va beh, è stato un flrt", dice lei minimizzando) ci sono ancora tante cose che vogliamo sapere.

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Sophia Loren età, Ieri oggi e domani. Romana nel core e campana d’adozione. Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone è nata a Roma il 20 settembre 1934, ma si è trasferita con la famiglia a Pozzuoli, in provincia di Napoli, in giovanissima età. La mamma si chiamava Romilda Villani, il padre Riccardo Scicolone. I due non erano una coppia felice. Il padre mandò un mazzo di fiori alla partoriente, diede il cognome a Sofia e poi andò a vivere con un’altra donna. Nel 1939 ebbe anche un’altra figlia con Romilda, chiamata Maria, che però non volle nemmeno riconoscere. Le premesse della vita della futura diva non sono state le migliori. Sofia cresce quindi con la guerra, di cui capisce e patisce i bombardamenti (si ferisce anche al mento, durante uno di questi) e la fame. A Napoli c’è tanta miseria, in casa sua più che nelle altre. Sofia è magrissima perché non mangia tutti i giorni. Aspettava la fine del mese perché la zia prendeva lo stipendio e poteva portarla al cinema, dove restavano tutto il giorno per vedere anche 4 film di seguito con un solo biglietto. “A volte mi chiedevo se la mia vita sarebbe sempre stata così triste”, racconterà molti anni dopo in un’intervista a Che tempo che fa. “Vedere i film americani, un altro tipo di vita possibile, anche se era finzione, mi serviva come fuga dalla realtà”.

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La carriera di Sophia Loren comincia prestissimo. La mamma Romilda era bella quanto lei. Aveva vinto un concorso come sosia di Greta Garbo e il biglietto per recarsi a fare dei provini in America. Ma i genitori glielo avevano impedito, per cui lei non fece nulla per stroncare le aspirazioni della figlia. Quando a Cinecittà iniziarono le riprese del colossal Quo Vadis, mamma Romilda si portò la 15enne Sofia a Roma e lavorano insieme come comparse. Nel 1950 Sofia vince il titolo di Miss Eleganza a Miss Italia, che corrisponde al secondo posto, e viene scritturata di diritto per posare nei fotoromanzi. Ma questo titolo le spianò la strada anche verso prime apparizioni cinematografiche. La sua carriera cominciò subito con il botto dal momento che nel suo primo anno di attività partecipò a quindici pellicole, contemporaneamente affiancò anche il famoso presentatore Corrado nella conduzione di Rosso e Nero. Il suo irrompere nel mondo del cinema è devastante. Totò si innamora di lei (non ricambiato) sul set di Tototarzan dove lei ha una particina col nome Sofia Lazzaro. Sul set di Anna ha incontrato Vittorio De Sica, che diventa il suo amico del cuore. Nel 1951 la nota anche il produttore Carlo Ponti che decide di prenderla sotto la sua ala.

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Ponti ha 23 anni più di lei, e Sofia, che non ha mai avuto un padre nella sua vita, si sente subito attratta da questa figura protettiva. Mamma Romilda, che degli uomini si fidava ormai poco, è invece contraria al nascere della loro relazione, teme che lui se ne voglia solo servire. Ponti, invece, ha ravvisato in Sofia le qualità nascoste di una grande attrice e vuole tirarle fuori. Il fatto che si sia innamorato anche lui di lei, cosa non difficile, tanto era bella, è solo un effetto collaterale. Carlo Ponti lanciò Sofia Loren nel mondo dello spettacolo che conta. Su consiglio del produttore Goffredo Lombardo era già diventata, più internazionalmente, Sophia, col ph, e aveva cambiato il cognome in Loren. Prima che Ponti le chieda di sposarlo, recita in Due notti con Cleopatra con Alberto Sordi (che di lei diceva “è bella come l’albero di Natale”, ma Sofia non gradisce questo complimento che la fa “pacchiano”). Recita in Un giorno in pretura con Walter Chiari, Carosello napoletano, ancora con Totò in Tempi nostri, e Miseria e Nobiltà. Nel 1954 la sua fama divenne internazionale grazie a Vittorio De Sica che la vuole ne, L’Oro di Napoli. Nello stesso anno gira anche Peccato che sia una canaglia, di Alessandro Blasetti, dove recita per la prima volta con Marcello Mastroianni, un artista che segnerà per sempre la carriera dell'artista. Poi, dal 1957 al 60, una lunga serie di film americani, anche con registi come Sidney Lumet e George Cukor.

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Ma i suoi film migliori, che tirano fuori il suo vero talento, sono quelli italiani. Pane, amore e… con la scena leggendaria del sensualissimo mambo ballato in abito rosso (è ancora cliccatissima su YouTube). Importantissimo il ruolo de La donna del Fiume, dove Sophia si svela un'ottima attrice anche nel ruolo drammatico affidatole da Pasolini, autore della sceneggiatura. Sophia Loren ha lavorato con tutti i big del cinema internazionale: da De Sica a Monicelli, da Ettore Scola a Dino Risi, fino ad arrivare a Charlie Chaplin, Sidney Lumet, George Cukor, Michael Curtiz, Anthony Mann e André Cayatte. Ma è con De Sica che Sophia Loren stringe il sodalizio più grande, il tutto spesso arricchito dalla presenza del mitico Mastroianni, su tutti ricordiamo il suo film più rappresentativo, La Ciociara, e l'intramontabile Ieri, oggi e domani, con cui vinse anche un David di Donatello. L’attore con cui stringerà il sodalizio artistico più bello, invece, resterà sempre Marcello Mastroianni, con cui gira, tra gli altri, Ieri, oggi e domani(1963), Una giornata particolare (1977), Matrimonio all’italiana (1964). Pellicole che i più giovani dovrebbero vedere per capire meglio anche lo spirito della cultura italiana.

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Sophia Loren film e locandine epiche. Sophia Loren e l’arte dello “sfilamento del collant”. Ci abbiamo provato e riprovato, e poi riprovato ancora portando avanti e indietro i frame della scena clou di Ieri, oggi, domani. Ma lo spogliarello di Adelina, la venditrice di sigarette abusiva dipinta da Mastroianni, è destinato a rimanere impossibile da bissare (scusaci Dita Von Teese…).

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Sophia Loren è l'emblema del cinema italiano nel mondo. In shorts e galoche, ne La donna del fiume la Scicolone fa un baffo a tutte le fimmine che popolano il Glastonbury in Levi’s e stivali Hunter. La quantità di premi ricevuti durante la sua carriera è incredibile: la Coppa Volpi, nel 1958, per Orchidea Nera, un premio al Festival di Cannes e un Premio Oscar per la Ciociara, il Bafta come attrice internazionale dell'anno. Nel 1991 è stata insignita della Legion d'Onore in Francia. Nello stesso anno le è stato assegnato un Oscar alla carriera. Tre anni più tardi ha vinto un Orso d'Oro alla carriera al festival di Berlino. Nel 1996 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro l'ha insignita del titolo di Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Nel 1998 ha vinto un Leone d'oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia, e un Globo d'oro alla carriera assegnato dalla stampa estera. Quasi noioso elencarli tutti, ma che orgoglio! Nel 1999 ebbe lei l'onore di premiare Roberto Benigni per il suo capolavoro la Vita è Bella, e lanciare il famoso urlo “ROBERTO!!!”. Il suo nome è tra le stelle della Walk of Fame di Hollywood. E il 21 maggio 2009 è entrata di diritto nel Guinness dei Primati come attrice italiana più premiata al mondo.

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Sophia Loren oggi. Parure e maxi occhiale d’ordinanza, la ciociarade noantri continua a calcare i red carpet internazionali in occasione di prime ed eventi speciali, con una disinvoltura da far rabbrividire blasonate new entry del tappeto rosso (scusaci Amal…). Chi spera di incontrarla tra le viuzze di Napulé o in un attico con vista Colosseo rimarrà deluso. Sophia Loren vive a Ginevra. Ed è proprio sulle rive del Rodano che l’attrice ha scritto nel 2015 l’autobiografia Ieri, oggi e domani. Nel suo meridione adorato è, però, ritornata quando l’anno dopo ha girato la campagna pubblicitaria del profumo Dolce Rosa Excelsa di Dolce e Gabbana. Sullo sfondo di Bagheria, la Loren s’è lasciata immortalare dal premio Oscar Tornatore sulle note di Ennio Morricone (e tra le rose di Stefano e Domenico). Come dicevamo prima? Sophia Loren è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni più voraci e veraci. E lo sarà sempre.

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