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Le malattie inconfessabili delle star del passato

Andy Warhol collezionava pezzi di pizza, Marilyn Monroe temeva l’abbandono costante. Ma non erano i soli...

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Claudia Kalb è una studiosa che ha scritto il libro Andy Warhol was a hoarder una vera perla per chi fa del voyeurismo una forma di cultura. Ma non solo: la Kalb ha scritto un racconto delle più grandi icone della storia passata, da Marilyn Monroe ad Andy Warhol, scoprendo come questi geni abbiano sofferto di traumi e fobie enormi. Tanto da farle diventare quasi delle macchiette. La scienza, oggi più che allora aiuta la Kalb a raccontare personaggi mai visti e a svelarne segreti non proprio piacevoli. Del resto se non vi è il maggiordomo a svelare altarini e vizietti (come invece hanno fatto loro) ecco che ci pensa la scienza.

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Marilyn Monroe ha sofferto tutta la vita di disturbi emotivi dovuti a un’infanzia passata tra una casa affidataria e l’altra, questo illustra la patologia da sindrome d’abbandono che ha sempre vissuto e che l’ha portata a divorzi e matrimoni sfocatissimi.

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Andy Warhol aveva certo l’estro e la genialità del comprendere cosa sarebbe funzionato nel futuro: e le sue capsule del tempo, scatole piene di oggetti ninnoli e inutilità, sono diventate opere d’arte costosissime. Ma dietro a questa intuizione vi è un disturbo di accumulo compulsivo. Il che spiegherebbe anche pezzi di pizza in decomposizione.

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Fëdor Michajlovič Dostoevskij ha raccontato meglio di chiunque al mondo la miseria e la ricerca di una fortuna fugace: non è un caso, però, che un suo capolavoro, il Giocatore, parli esattamente del disturbo di cui soffriva lo scrittore ovvero gioco d’azzardo e convinzione massima che i soldi investiti in una mano gli sarebbero tornati moltiplicati.

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Lady Diana è stata per anni icona di stile e beneficenza, il che le ha permesso di avere un’altissima credibilità nel mondo internazionale. Di suo, però, la questione con la Regina Elisabetta e il principe Carlo negli anni hanno aumentato i suoi picchi di bassa autostima e un’altalenante bulimia.

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Charles Darwin soffriva tremendamente… di tutto. Male fisico che altro non era se non somatizzazione dell’ansia. Un’ansia che il padre dell’Origine della Specie ha cercato di studiare su se stesso. Portandolo a temere fortemente anche per la vita dei figli (era sì anche molto ipocondriaco).

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Frank Lloyd Wright ha cambiato il volto del mondo, costruendo edifici stupendi dai costi proibitivi: ma non era ancora contento e continuava a fare sfoggio del suo genio umiliando amici, clienti e parenti. Il suo disturbo era narcisistico, una forma per nulla lieve di egocentrismo.

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