È guerra per il testamento di Johnny Hallyday (no, chi l'avrebbe detto?)

L'apertura delle volontà del cantante è stata uno shock per i due figli maggiori, diseredati: colpa dell'ultima moglie?

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Jean-Claude Camus è stato il produttore storico di Johnny Hallyday, ma anche un amico strettissimo che ne conosceva la storia a menadito, nonostante negli ultimi tempi i loro rapporti si fossero raffreddati. Ora ha deciso di rompere il silenzio per schierarsi dalla parte della vedova Læticia Hallyday, che sta sostenendo una battaglia per difendere l’eredità del marito. “Nessuno ha mai obbligato Johnny a fare nulla contro la sua volontà”, ha detto il manager del cantante (scomparso il 6 dicembre 2017 ndr). La contestazione è partita dai due figli maggiori di Hallyday, Laura Smet (che aveva avuto con Nathalie Baye) e David Hallyday (avuta con Sylvie Vartan) che hanno fatto presente il testamento precedente, firmato nel 2014, in cui Johnny aveva incluso nei lasciti tutto il suo clan, (mentre in quello saltato fuori dopo la morte i due figli sono stati diseredati e tutti i suoi beni, compresi i diritti delle canzoni, sono stati lasciati a Læticia ndr). In difesa dell’ultima moglie, accusata di aver manipolato il cantante, Jean-Claude Camus è intervenuto per testimoniare che Johnny aveva disposto delle sue volontà spontaneamente, e che era convinto di quello che faceva.

Johnny con la figlia Laura.
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"Molti anni prima della sua scomparsa, quando curavo ancora la sua carriera, un giorno gli ho chiesto: ‘Johnny, non pensi che sarebbe bello fare una fondazione per gestire la tua eredità se un giorno ti succedesse qualcosa?’ A cui il cantante avrebbe risposto: ‘Non voglio una fondazione, andrà tutto a Læticia’. Riguardo al conflitto nel clan Hallyday, iniziato il 12 febbraio scorso, Jean-Claude Camus ha fatto anche riferimento a una lettera che Laura Smet ha scritto a suo padre Johnny quando era già morto, e in cui diceva: "Quante volte abbiamo dovuto nasconderci per vederci? È insopportabile per me non essere stata in grado di dirti addio, papà, lo sai almeno?”. (Padre e figlia non si incontravano pubblicamente a causa dei cattivi rapporti di Laura con la nuova moglie, che lui non voleva esasperare, a volte di vedevano organizzando finti appuntamenti dal dentista ndr). Secondo l'ex-produttore di Johnny, Laura aveva chiesto a suo padre di incontrarsi giusto il sabato prima della sua morte, e Johnny le aveva risposto 'no, vieni la settimana prossima'. Jean-Claude Camus dice pure che, debilitato come era, Johnny aveva chiesto a Læticia di non permettere a nessuno di entrare nella sua stanza, una volontà che la donna si sentiva in imbarazzo a rispettare. Così avrebbe chiesto lui all’infermiera di non far entrare nemmeno la figlia, una volta. Un episodio che si è trasformato in equivoco fra Laura e Læticia, la prima è convinta che sia stata la seconda a impedire l’incontro, ed è rimasto a pesare come un macigno fra le due.

Johnny col figlio David.
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"Laura è stata una persona fragile per molto tempo, ora è migliorata e ne sono felice, ma è vero che la morte di suo padre non l’ha aiutato le cose”, ha dichiarato Camus cercando di spiegare perché Laura Smet abbia sollevato questo polverone mediatico, invece di lasciare che le cose si risolvessero con discrezione in famiglia. “È una persona ferita, ma avrebbe fatto meglio a parlarne con Læticia che mi sembrava molto disponibile a ricevere le sue istanze". Jean-Claude Camus ha quindi criticato le dure parole dei due figli di Johnny contro Læticia, si è detto addolorato per David Hallyday e Laura Smet, e spera che presto si giunga a una conclusione saggia della vicenda. Dice di non essere d’accordo anche con le dichiarazioni di Sylvie Vartan (secondo la quale Johnny Hallyday non avrebbe mai diseredato spontaneamente i suoi figli ndr) che ha dichiarato di essersi sentita a disagio con l'organizzazione del tributo popolare a Johnny Hallyday che è sembrato più uno show. Secondo Camus, invece, a Johnny piacevano gli spettacoli. Infine, ha biasimato la mediatizzazione di questa relazione. Le parole di Jean-Claude Camus ricalcano quello di un altro grande amico di Johnny Hallyday, Claude Lelouch, che ha detto recentemente: "Il film che ho girato con lui, Parliamo delle mie donne, racconta di un uomo che sente di aver dedicato la sua vita al lavoro piuttosto che ai suoi figli, e vuole recuperare il tempo perduto. Abbiamo lavorato su un argomento che entrambi conoscevamo bene". Per poi aggiungere anche lui che il testamento era stato scritto "in tutta lucidità, dalla sua mano".

Johnny con la moglie Læticia.
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