Kim Kardashian: «vi racconto l'esperienza traumatica che mi ha portato a optare per la maternità surrogata»

«Scegliere l'embrione è stato davvero difficile. Abbiamo scelto quello più sano, era una femmina».

«Odiavo essere incinta, ma per quanto odiassi quella condizione, avrei comunque voluto esserlo di nuovo». Così Kim Kardashian comincia a parlare della sua esperienza traumatica del parto per spiegare perché ha scelto la maternità surrogata per la sua terza maternità. Quando l'attrice e imprenditrice statunitense 37enne rivelò all'inizio del 2017 che stava pensando di avere un (altro) figlio, questa volta con una madre surrogata, aveva attribuito la sua decisione ad alcune complicazioni avute quando partorì la figlia North, nata nel 2013, e il figlio Saint, nato nel 2015.

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In una recente intervista a Elle, la star dei reality e dei social ha parlato delle sue esperienze traumatiche del parto legate alla placenta accreta, difetto di cui soffre che si verifica quando la placenta aderisce così tanto all'utero da non staccarsi o da staccarsi solo in parte, ragione per la quale ha optato per la maternità surrogata. «Dopo il parto, la placenta dovrebbe essere espulsa naturalmente dal corpo. La mia era bloccata. Molte donne muoiono di parto per questo motivo, per emorragia. Per tirarla fuori il dottore ha dovuto infilarmi tutto il suo braccio e tirarla fuori a forza. È stato molto doloroso, un vero trauma».

Dopo quell'esperienza, la scelta è stata semplice. «Definisco questa maternità surrogata, ma in realtà il DNA è completamente mio e di Kanye, quindi tecnicamente si dovrebbe chiamare maternità surrogata gestazionale, a differenza della maternità surrogata tradizionale in cui si usa lo sperma del papà e gli ovuli della madre surrogata», spiega. Kim capì subito quando trovò la candidata giusto. «Avevo la sensazione di potermi fidare di lei», racconta. Il passo successivo è stato scegliere l'embrione. «È una cosa davvero difficile. Che sesso volete? Ho risposto: "l'embrione più sano?" Era una femmina».

Le uniche richieste di Kim sono state che la bambina nascesse a Los Angeles «dove sono nati anche gli altri miei figli e dove c'è il mio medico. La madre surrogata ha potuto fare e mangiare tutto quello che voleva. Le ho detto sin dall'inizio: "Io ho mangiato dolci ogni giorno. Se hai voglia di doughnut o gelato, mangiali. Fai quello che ti senti... Odiavo essere incinta. Ma per quanto odiassi quella condizione, desideravo poterlo essere ancora. Consiglierei la maternità surrogata a chiunque, è stata una bellissima esperienza». Altri figli in vista? «In questo momento la mia vita è perfetta. Prendersi cura di tre bambini mi sembra abbastanza. Inoltre penso sia fondamentale in ogni famiglia che la mamma dia al marito le stesse attenzioni che dà ai suoi figli».

Via marieclaire.com


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