100 domande a Roberto Bolle, il ballerino italiano con carisma da rockstar

I segreti del grande étoile che dopo i successi nei teatri di tutto il mondo e in tv, sogna di cenare con Papa Francesco e di organizzare una grande festa della danza sulle strade.

Roberto Bolle
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È un tipo classico, ma futurista. Con Danza con me su Rai Uno, ha vinto la sfida di far amare il balletto a quasi cinque milioni di spettatori. Con OnDance, Accendiamo la danza, dall’11 al 17 giugno, travolgerà Milano grazie a una festa “diffusa” che farà base al teatro degli Arcimboldi (ondance.it). A 43 anni il 26 marzo - auguri! - Roberto Bolle non rinuncia a smuovere corpi, animi e cervelli. Cominciando dai suoi, ovviamente. Lo dimostra rispondendo a raffica alle nostre domande

1) Quando era bambino, che cosa rispondeva a chi le diceva: «Cosa farai da grande?» Questa è facile: il ballerino.

2) Cosa dice a chi ha ancora pregiudizi sui ragazzi che sognano di diventare ballerini? Che sono anacronistici. E anche un po’ sciocchi.

3) Le pesano le rinunce, i sacrifici e gli sforzi? Ho avuto troppo in cambio per avere rimpianti.

4) Felice per i premi, gli applausi e i guadagni? Felice e orgoglioso del mio percorso artistico, di quello che ho realizzato con passione e sacrificio.

5) Ha iniziato molto giovane, ora è uno splendido 40enne: com’è cambiato, dentro? Molte cose sono cambiate, tantissime sono rimaste identiche. È cambiata la consapevolezza di quello che sto facendo, di dove sto andando. Prima era più istinto, ora so quello che voglio.

6) E che cosa è cambiato nel suo corpo? Anche qui la risposta è: la consapevolezza. So aiutarlo a fare quello che fa, ho coscienza di ogni sua parte, di ogni movimento. C’è un legame molto forte tra la mente e il corpo dei ballerini, più intimo che nella maggior parte delle persone.

7) Perché la danza in tv ha avuto tanto successo? Credo che siamo riusciti a toglierle quel cappotto di cosa vecchia e ne abbiamo mostrato la gioia, la bellezza, la capacità di essere nella contemporaneità, di divertire ed emozionare.

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8) Cosa si può imparare dal balletto da trasferire nella vita quotidiana di tutti noi? Tantissimo. L’aspirazione alla perfezione, al bello, la disciplina, il sacrificio.

9) Che cosa significa essere un sex symbol? Non saprei… Come mai me lo chiede?

10) Perché tra le sue fan ci sono signore âgé scatenate. Veramente mi aspettano fuori dai
teatri, per un autografo, persone di ogni età: ragazzi, mamme, papà, nonni, bambini. Non ho mai fatto un censimento.

11) Nachman Braslaw diceva: «Ogni giorno si deve ballare, anche se solo nel pensiero». Il suo pensiero dove volteggia per distrarsi? Al mare, l’acqua è il mio elemento più congeniale. Non avere il limite della gravità per un ballerino è un sogno.

12) Rudolf Nureyev o Erik Bruhn? Rudolf Nureyev.

13) Carla Fracci o Margot Fonteyn? Carla Fracci.

14) Chi inviterebbe a ballare: Donald Trump o Kim Jong Un?Entrambi, farebbero meno danni.

15) Geppi Cucciari dice: «È molto, molto triste la vita di Bolle. Non ha mai mangiato un tegolino». È vero, non l’ho mai mangiato, ma sono una delle persone più sorridenti e felici che ci siano.

16) Sa cucinare? Poco, purtroppo.

17) Piatto preferito? Risotto di zucca.

18) Ha mai pensato di marchiare il corpo con un tatuaggio o un piercing? No, non lo farei mai.

19) Danzerà anche nella prossima vita o si reincarnerà in un…?Delfino. Ma ballerò anche così.

20) Perché lei non suda? Questo lo dice lei.

21) Paura di invecchiare? No, invecchiare no, non riuscire a fare più quello che faccio, un po’ sì.

22) Cos’è il successo? È sintonia tra ciò che sai fare e ciò che il pubblico ama di te. Non è detto che duri, non è detto che lo ottieni.

23) Le fa piacere essere considerato una star o la mette a disagio? È un onore, ma anche una responsabilità per come sono fatto io. È qualcosa che prendo molto seriamente.

24) Perché fa sempre molte piroette verbali quando le si chiede della sua vita privata? Nessuna piroetta. Non ne parlo e basta. Ho una vita artistica internazionale diciamo rilevante. Ti interessa parlare di quella? Sono a disposizione. Se vuoi parlare di me per quel che faccio nella mia vita privata: avanti un altro, non è un problema.

25) Si è fatto fotografare nudo da Bruce Weber, recentemente accusato di molestie dai suoi modelli. Con lei è andato tutto bene?Certo.

26) Crede in Dio? Sì.

27) Se Dio l’avesse fatto inadatto alla danza, come l’avrebbe presa?Non bene, immagino. La strada verso la propria felicità si costruisce sognando, ma anche con la capacità di lavorare con quel che hai. Non so dire cosa avrei fatto.

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28) Hai desiderato essere padre? E' un desiderio che non ho ancora mai avuto veramente. Fa parte dell'immaginario di quello che verrà.

29) Ma una volta, in discoteca, ci è mai andato? Pochissimo, non è la mia dimensione ideale.

30) Chi sono i veri amici di Roberto Bolle? Pochi ma molto, molto buoni.

31) Roberto Bolle and Friends: un’allegra comitiva o un raduno di artisti meticolosi? Entrambe le cose. Sul pullman sembriamo ragazzini in gita che scherzano, ma sul palco con i miei gala raccolgo alcune delle più belle eccellenze mondiali.

32) Era di buon umore nel giorno del suo 40esimo compleanno? Perché mai non avrei dovuto esserlo? Ero in famiglia, durante uno dei miei viaggi in giro per il mondo da 48/72 ore.

33) Ballare può lanciare messaggi politici e sociali? La danza può esprimere tutto.

34) I personaggi della storia che vorrebbe incontrare? Leonardo da Vinci, Raimondo di Sangro principe di Sansevero, Lorenzo il Magnifico, Nelson Mandela.

35) Perché in Italia a molti piace ballare ma a pochi piace studiare danza? Lo dice lei. Le scuole di danza hanno molti più iscritti degli sport, per esempio. E tanti italiani, a ogni età, hanno come hobby la danza e fanno corsi di ogni genere.

36) A che cosa pensa sul palco? A entrare nelle emozioni dei personaggi che interpreto.

37) A che cosa ha pensato quando ha ballato davanti alla Regina Elisabetta per il Giubileo? Che era una grande occasione, oltre che un onore che non mi sarei mai aspettato. E poi ho pensato: stavolta non posso proprio sbagliare.

38) I primi tre nella playlist del suo smartphone? Jovanotti, Coldplay e Sting.

39) La città che accoglie meglio la danza? Tokyo.

40) La città che accoglie peggio la danza? Sinceramente non glielo saprei dire. Forse, per fortuna, non ci sono ancora andato.

41) Tra non essere applauditi e una caduta imbarazzante, cos’è peggio? Sicuramente non essere applauditi. Una caduta può capitare a tutti.

42) Tre film utili per diffondere la bellezza della danza? Billy Elliot, Il sole a mezzanotte e il mio, ovviamente: L’arte della danza.

43) E tre libri? Biografia di un ribelle di Meyer-Stabley su Rudolf Nureyev, Blood Memory di Martha Graham e l’autobiografia Il diario di Nijinsky.

44) Si è mai sentito tirato in ballo? Sì, certo.

45) E come ha reagito? Tendenzialmente non mi curo di loro ma guardo e passo.

46) Che differenze ci sono tra la danza classica e quella contemporanea? Ogni stile è specchio dell’epoca e dei tempi in cui è concepito e prende vita. La danza contemporanea riflette il gusto attuale, e si avvale anche di effetti digitali, ledwall e potenti fasci luminosi per emozionare un pubblico sempre più ampio.

47) Mai pensato: «Mollo tutto»? Da ragazzo, una volta sola, a 14 anni. Poi sono rinsavito.

48) Il primo balletto della sua vita? Il primo saggio alla Scuola della Scala era Il carnevale degli animali. Io facevo la rana.

49) Il più bel balletto della sua vita? L’Histoire de Ma­non con cui debuttai al Metropolitan di New York.

50) Il peggior balletto della sua vita? Una volta, a 19 anni, ho ballato il passo a due de Il corsaro in un centro sportivo. Le condizioni erano pessime, ballai malissimo. Ma la lezione fu utile.

51) In Prototype, che apre il gala Roberto Bolle and Friends, lei interagisce con i suoi doppi virtuali. Quanti Roberti Bolle ci sono dentro di lei? Molti, come in tutti noi.

52) Ha il potere assoluto su tutto e tutti per un giorno: la prima decisione che prende? Lei tarpa le ali della mia fantasia...

53) La tecnologia può aiutare un ballerino classico? Aiutare non è la parola giusta. La tecnologia può creare delle nuove prospettive alla danza. Aprire possibilità di spettacolarizzazione e immergerla nel presente.

54) Dal 1999 lei è ambasciatore di buona volontà per l’Unicef. Vale la pena essere sempre buoni? A me piace molto essere buono. Credo sia un segreto di felicità.

55) Si arrabbia molto? Pochissimo.

56) Ha già fatto un film: a quando un altro? Il mondo del cinema mi intriga molto... Vedremo.

57) Cosa la fa arrabbiare? La cattiveria gratuita.

58) Cosa le fa passare la rabbia? Le cose belle e buone. E danzare, naturalmente.

59) Se non avesse fatto il ballerino, lei sarebbe diventato… Forse un nuotatore, ma mi sarebbe mancato il lato artistico. Forse un attore, ma mi sarebbe mancato il lato atletico.

60) Incute soggezione ai colleghi giovani. È vero? Ma no. Sono un buon maestro e credo un buon modello. Un domani voglio dedicarmi a crescere le nuove leve, mettere a frutto la mia lunga e importante esperienza per la danza che verrà.

61) E lei, per chi ha provato soggezione? Dei miei maestri. Ma non in senso negativo. La soggezione e il timore dei maestri ti aiutano a rimanere saldo nella ricerca degli obiettivi.

62) Su quale musica non ballerebbe mai? Non ho preclusioni di sorta. Ho ballato anche su una canzone di Marilyn Manson. E ho detto tutto.

63) Come ha reagito la sua famiglia quando ha dato le dimissioni da primo ballerino della Scala? Mi è sempre stata di supporto. Mi ha dato quella sicurezza che mi ha permesso di osare. Sempre.

64) Cosa direbbe al se stesso di 25 anni fa? Vai avanti. Non mollare. Lavora, sacrificati e i risultati arriveranno. Era ciò che già mi dicevo allora.

65) Se la sua vita fosse un balletto famoso, sarebbe… Uhm, meglio di no. Tutti i personaggi dei balletti che preferisco, da Romeo in Romeo e Giulietta a Des Grieux ne L’Histoire de Manon fino a Evgenij Onegin nell’Onegin, finiscono male.

66) Se la sua vita fosse un film, chi ne sarebbe il regista? Baz Luhrmann.

67) Un sogno a cena con...? Papa Francesco.

68) Quando la rivedremo in televisione schermi? Non saprei. Per ora ci dedichiamo a OnDance...

Laura Ferrari

69) Tre suoi pregi che secondo lei il pubblico ancora non conosce.Sono una persona onesta nel profondo, con tutto quello che ne consegue.

70) Tre suoi difetti che secondo lei il pubblico non conosce. Sono disordinato, pigro se devo fare cose che non rientrano nelle mie passioni, e fatico a ricordarmi i compleanni.

71) Quali sono i suoi guilty pleasures? Cioccolato fondente 75%.

72) Ha mai commesso qualcosa di illegale? Non mi faccia sembrare noioso… No, mai.

73) Come pensa di essere percepito dalle persone, come uomo e non come ballerino? Come un bravo ragazzo, il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere... (Ride)

74) Come pensa di essere percepito dalle persone, come ballerino e non come uomo? Come un artista che riesce a unire qualità fisiche, tecniche ed emotive.

75) Cosa le dice la mamma prima di ogni spettacolo importante? Mi chiede se ho riposato e mi fa l’in bocca al lupo!

76) Che rituali ha prima di andare in scena? È superstizioso? No, nessun rito scaramantico.

77) È più noioso fare l’indossatore o passare una giornata alla sbarra? Senza dubbio è più noioso fare l’indossatore!

78) Un suo indirizzo segreto. Se glielo dicessi non sarebbe più segreto. Le andrebbe bene un indirizzo falso?

79) Un suo luogo segreto. Nella mia testa, quando voglio cancellare tutto il resto e calarmi nel personaggio che sto per interpretare, prima che si apra il sipario.

80) Ha un WhatsApp o un sms che si è trascritto per conservarlo gelosamente? Era un complimento, una dichiarazione d’amore o un rimprovero? Sì, mi capita di salvare messaggi che mi regalano un’emozione particolare.

81) Quante volte al giorno usa i social? Diverse volte. Di solito durante le pause tra gli allenamenti controllo i messaggi.

82) Il suo Instagram è pieno di…? Immagini in sala ballo e in scena. Mi piace raccontare a chi mi segue i retroscena degli spettacoli, la preparazione, la vita quotidiana della danza.

83) È bravo a farsi i selfie? Devo ammettere che sì, me la cavo piuttosto bene.

84) La foto a cui tiene di più? Tutte le foto di quand’ero bambino, forse perché sono più rare e quindi più preziose rispetto alla strabordante quantità di immagini in cui oggi tutti siamo immersi, a rischio di saturazione.

85) «Quando sei ballerino, lo sei per sempre», ha detto in un’intervista. Questo vale anche per le persone antipatiche? Non credo. Il percorso della vita può anche insegnare alle persone a diventare più simpatiche.

86) La critica che le ha fatto più male? Sinceramente non ricordo, anche perché cerco di dare poca importanza alle critiche che arrivano da persone esterne e lontane. Al contrario, do molta importanza alle critiche di amici e delle persone con cui lavoro. Le loro osservazioni, anche se non sono sempre elogiative, non sono mai cattive o gratuite, mi servono a crescere.

87) Il riconoscimento che l’ha inorgoglita di più? Tanti. Direi Ambasciatore dell’Arte e della Cultura Italiana nel Mondo.

88) Virginia Raffaele è: a) una grande ballerina; b) una grande amica; c) una che si mette in ballo? Tutte e tre le cose

89) I ballerini lo fanno meglio? I ballerini fanno meglio tante cose perché hanno una padronanza e una consapevolezza del corpo come pochi altri.

90) Come passa le sue serate? Se non sono su un palco o su un aereo di solito mi dedico alla parte creativa di tutti i progetti di cui sono direttore artistico. Alcuni giorni speciali però li trascorro a cena con amici o a guardare la televisione, smaltire posta, leggere libri che non ho letto, guardare film che non ho visto.

91) L’ultima promessa che ha fatto e ha mantenuto? OnDance. Era un po’ che mi girava in testa e volevo organizzare questa grande festa della danza. E adesso via si parte, ci siamo!

92) L’ultima promessa che ha fatto e non ha mantenuto? Trovare più tempo da dedicare a me stesso e ai miei amici. Io mi riprometto sempre di farlo ma poi gli impegni prendono il sopravvento.

93) Quanto conta, per un ballerino, essere molto fotogenico? Solitamente lo siamo. Non abbiamo riserve, abbiamo la capacità di vederci dall’esterno, i ballerini sono fotogenici per antonomasia.

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94) Che cos’è per lei la bellezza? La bellezza per me non è solo un valore estetico, ma un’aspirazione etica e morale. È bello avere la libertà di seguire sempre le proprie passioni.

95) È preoccupato per il futuro di chi? Di tutti noi: lei non lo è?

96) È preoccupato per il futuro di cosa? Delle conseguenze planetarie dell’incapacità di superare gli egoismi, i particolarismi, gli interessi biechi.

97) Essere nato nella provincia piemontese le è servito o l’ha ostacolata? Ho dovuto staccarmi giovanissimo dalla mia famiglia per inseguire il sogno della danza. Ho dovuto lottare sin da piccolo ed è una esperienza che ha forgiato il mio carattere e mi è servita tantissimo nella vita.

98) Ha dichiarato in molte interviste che per lei è difficile verbalizzare i sentimenti. Perché fatica ancora adesso, a dire ti voglio bene?
Perché sono una persona estremamente riservata, estremamente.

99) L’ultima volta che ha pianto? A gennaio, interpretando Armand ne La dama delle camelie.

100) L’ultima volta che ha riso? Adesso, rispondendo ad alcune domande, mi sto divertendo molto. Per fortuna rido spesso.

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