Quando Jean-Luc Godard fece annullare il Festival di Cannes nel 1968​

«Non dobbiamo perdere interesse per 15 giorni di ciò che sta accadendo nel Paese».

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Claude Lelouch, Jean-Luc Godard, Francois Truffaut, Louis Malle e Roman Polanski alla conferenza stampa durante il Festival di Cannes nel 1968Getty Images

In piena celebrazione del 50mo anniversario del Maggio Francese, ricordiamo che Jean-Luc Godard fa parte di quel gruppo che partecipò a quella grande rivolta che portò alla cancellazione del Festival di Cannes del 1968. Quel fatto entrò nella storia e anche Godard. La 71ma edizione del Festival di Cannes, quella di quest'anno, oltre ad avere deciso di usare come locandina ufficiale il bacio di Anna Karina e Jean-Paul Belmondo in Pierrot le Fou, pellicola diretta da Jean-Luc Godard nel 1965, presenterà anche il film sperimentale del celebre regista francese, Le livre d'image, il cui significato si può riassumere in una sola frase: «Solo silenzio, nient'altro che una canzone rivoluzionaria, una storia in cinque capitoli, come le cinque dita della mano».

Fu con i suoi accoliti Claude Berri e François Truffaut, che Jean-Luc Godard fece cancellare il Festival di Cannes nel 1968. Molto impegnato, il regista era prima di quell'anno, conosciuto soprattutto per il suo lungometraggio Chinoise, uscito nel 1967. Come rappresentante della Nouvelle Vague, partecipa alle manifestazioni in veste sia di cittadino sia di regista. Diversi altri intellettuali si impegnano, come Jean-Paul Sartre con il suo slogan "Elezioni, trappola!", e altri due "grandi" del cinema francese: François Truffaut e Claude Berri. Insieme, seguono la strada aperta da Daniel Cohn-Bendit.

La manifestazione si estende fino a Cannes, dove Godard paralizza letteralmente la Croisette. Dopo il licenziamento di Henri Langlois, fondatore della Cinémathèque française e della Nouvelle Vague, Godard chiede che i film non vengano più proiettati, a sostegno di Langlois e delle manifestazioni studentesche. Thierry Fremaux, delegato generale del Festival, ha recentemente raccontato l'accaduto al microfono di France Info: «I leader erano Jean-Luc Godard, Francois Truffaut e Claude Berri. Questi giovani registi erano anche uomini del loro tempo che ritenevano che: "Non dobbiamo perdere interesse per 15 giorni, attraverso i film, i cocktail e gli abiti da sera, di ciò che sta accadendo nel Paese"». Prova che il festival ha sempre respirato l'aria del suo tempo, come avviene tuttora. Il fatto che Cate Blanchett quest'anno sia stata nominata presidente della giuria a Cannes, infatti, è legato all'affare Weinstein, perché l'attrice australiana è in prima linea nella lotta contro le molestie ed è coinvolta nel progetto Time's Up.

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Louis Malle, Monica Vitti e Roman Polanski durante il Festival di Cannes nel 1968

Il 17 maggio 1968, il Comitato di Difesa della Cinémathèque française dichiarò lo sciopero del cinema, l'interruzione delle riprese in studio, delle proiezioni nelle sale e della 21ma edizione del Festival di Cannes inaugurata il 10 maggio. Truffaut arriva a Cannes per tenere una conferenza stampa sotto l'egida del CDCF (Conseil du Commerce de France) e Godard pronuncia questa frase diventata famosa: «Io vi parlo di solidarietà agli studenti e ai lavoratori, voi mi parlate di travelling (un tipo di movimento della telecamera, ndr) e di primi piani: siete degli idioti!».

Il direttore del festival, Robert Favre, non intendendo essere sopraffatto da questo gruppo di giovani registi, pubblica un rapporto: «Hanno dato disturbo e interrotto la competizione. Jean-Luc Godard, sempre fedele a se stesso, ha dimostrato che un anarchico elvetico può essere a volte più settario e più fanatico di un monaco spretato. Con l'aiuto di alcuni registi francesi, che in passato hanno beneficiato di questo stesso festival, ha ottenuto, nel nome della "solidarietà", le dimissioni di quattro membri della giuria, i registi Louis Malle, Roman Polanski e Terence Young, e dell'attrice Monica Vitti. Ne segue che una minuscola delirante minoranza decide di boicottare il Festival con ogni mezzo possibile, compresa la violenza».

Prima della cancellazione del Festival ecco un ultimo colpo di scena: durante la proiezione di Peppermint Frappé di Carlos Saura, anch'egli solidale con il movimento, i giovani registi creano il caos. Si accendono le luci in sala e si sente la voce di Jean-Luc Godard: «I film appartengono a chi li fa, non abbiamo il diritto di proiettarli contro la volontà dei loro autori». Il Festival sarà ufficialmente annullato il 19 maggio. Per nove giorni.

Dopo un periodo di detestione, Jean-Luc Godard si riconciliò con il Festival di Cannes tanto che nel 1980 presentò Sauve qui peut (la vie) con Isabelle Huppert e Jacques Dutronc. E dal momento che la Huppert contribuì indubbiamente al suo successo, nel 1982 il regista presenta Passion che la vede ancora protagonista. In totale, Godard vedrà in concorso a Cannes otto film. Tre anni dopo sarà la volta di Détective, poi di Aria nel 1987 e di Nouvelle vague nel 1990. Gli anni 2000 prolungano il suo successo con tre film in concorso. Nel 2018, Jean-Luc Godard presenta a Cannes il suo ultimo film, Le Livre d'images, in concorso. Ma in competizione o meno, un film di Jean-Luc Godard a Cannes rimane un evento, per la sua storia con il festival e per la sua ripetuta presenza.

Via marieclaire.fr

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