Euridice Axen ovvero questa non è un'intervista democratica

Di amori patologici, domande (s)comode e pop-ulismo cinematografico con la protagonista di Loro: “Sorrentino? Non è per tutti”.

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Getty Images

Se avete visto Loro, avete perso il fiato tra i sampietrini insieme a lei. Tra le scale infinite di palazzi storici infiniti, dove l’eco di storie infette rimbomba da secoli nei secoli. Se avete visto Loro, avete corso in motorino insieme a lei, alla ricerca di un motivo per cui sentirsi realizzati, compiuti, nel posto giusto al momento giusto con le persone giuste. Se avete visto Loro, l’ultimo film di Paolo Sorrentino, avete visto lei, Euridice Axen. Attrice 37enne dalle origini romano-svedesi, protagonista della pellicola sui Duemila di Berlusconi, diretta dal premio Oscar napoletano. Nelle vesti (striminzite) di Tamara interpreta la compagna di Sergio Morra (Riccardo Scamarcio), l’affarista tarantino che corrompe politici “offrendo” loro serate a base di escort e cocaina. E sogna di arrivare proprio a lui, Silvio.

A corrompere ministri ci arriva anche lei, con metodi molto poco democratici. Come le domande di questa intervista, che le faccio il giorno dell'uscita di Loro 2.

I tuoi primi passi li hai mossi sulle assi in legno di un teatro recitando Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij. Se, come il protagonista del romanzo, potessi nasconderti tra gli antri di un sottosuolo per guardare il mondo, cosa criticheresti alla “società” del cinema italiano?
Farei loro un invito: rischiate, apritevi alle novità, non importate dall’America ma scrivete prodotti nuovi. È facile lavorare a progetti dal successo sicuro, però la bellezza risiede anche nelle scommesse e negli azzardi. E poi, chiederei al resto del mondo di non considerare il mio mestiere “poco qualificante”. Perché etichettare gli attori? Ci paghiamo la vita come tutti.

Sorrentino “brutalizza” Roma ancora una volta, Sorrentino non si attiene alla realtà dei fatti, alla storia, alla cronaca… Più che in qualsiasi altra parte del mondo, lo spettatore medio italiano ha avuto da (ri)dire sul film. Cosa ne pensi?
In sintesi? Che sinceramente Paolo Sorrentino non è per tutti. L’ho sempre pensato e lo ribadisco adesso più che mai, visto che la cosa mi riguarda da vicino.

E chi sono loro, gli spettatori fatti per Sorrentino?
Le persone che si sanno emozionare, che hanno la capacità di vedere oltre, che includono i grigi e le sfumature nella loro vita, quelli che non si domandano “scusa, ma che c’entrava la pecora?”.

Ma non ti sei stancata di ricevere solo domande sul nudo? Perché sembra che ai media interessi solo questo… Si vanifica, forse, il senso di un film del genere?
Scusa, e poi gli strilli degli articoli come si fanno? (ride) Ancora non mi sono stancata del tutto, quando accadrà dirò loro di andarsi a leggere le interviste precedenti. Le cose imbarazzanti sono altre.

Tipo?
Quelle per cui non ha senso spogliarsi. Se la nudità racconta qualcosa, allora, non è mai volgare. La nudità è Tamara, fa parte di Tamara: sennò come la racconti?

Certo che il rapporto tra Tamara e Sergio è da manuale degli amori patologici…
È chiaramente una relazione malata ma, in fondo, si amano moltissimo. Si evince dagli sguardi di lui, dal completo abbandono di lei. C'è un legame forte, senza dubbio, ma ignorante, non sano, istintivo, devoto alla passione. Tamara e Sergio non sono innamorati, sono agganciati. Come moltissime coppie…

La parola molestia, oggi più che mai, è tanto delicata quanto abusata. Dove sta, secondo te, l’abuso concreto e dove l’abuso del termine?
Ci sono abusi che sono meri tentativi fisici di violenza, alcuni diretti e altri tramite “invito”. Ci sono poi abusi psicologici, di persone che indirettamente e quasi “educatamente” provano a raggirarti. Oltre a denunciare esplicitamente tutto questo, penso che forse ci siamo svegliati solo ora, troppo tardi, perché questi meccanismi sono sempre esistiti. E non sopporto l’idea che una donna debba vivere con l’ansia del “mi avrà invitato a cena perché vuole provarci?”, “se accetto il pranzo e non la cena, sarò più professionale?”, “quella pacca sulle spalle era un messaggio?”. Questi pensieri non dovrebbero esistere, non fanno parte della normalità, ci appesantiscono la vita e basta.

Come giudicavi loro nel 2009?
Giudicavo per quel poco che avevo modo di vedere, vivevamo la nostra realtà senza rendercene conto. Li avessi visti così chiaramente come nel film, di certo il mio giudizio sarebbe stato diverso.

Stasera vado a vedere Loro 2
È un epilogo, chiarirà alcune cose e ne lascerà in sospeso altre.

Dici che se ci fosse stato in programma un Loro 3, Sorrentino l’avrebbe già girato?
Forse. Ma, conoscendo Paolo, tutto è possibile.

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