Silvana Mangano, la diva sfortunata del cinema italiano che non voleva fare film

La vita di un'attrice che ha amato Mastroianni da ragazzina, raggiunto fama e ricchezza a 18 anni e perso la voglia di vivere per colpa di un aereo in Alaska.

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Di Silvana Mangano si diceva che coglierla nell'atto di mangiare qualcosa fosse un evento straordinario, come per Audrey Hepburn. Al tempo il significato della parola anoressia era ancora poco diffuso, e se una diva non mangiava si parlava solo di “cura dimagrante”. Silvana Mangano non aveva il terrore di ingrassare, voleva solo essere qualcosa di diverso da una “maggiorata”, quell’etichetta che avevano appiccicato a lei e alle colleghe come Silvana Pampanini, Sofia Loren, Gina Lollobrigida. Tutte con la forma “a clessidra”. Privandosi del cibo voleva smussare le curve del suo bellissimo corpo per non distogliere l'attenzione dalle altre qualità, tra cui la sua bravura a recitare. Ma il volto e il corpo di Silvana Mangano esprimevano classe, eleganza. Non è mai stata volgare nemmeno nel ruolo della mondina, con le gambe troppo scoperte per il tempo. Era una delle attrici più amate dal pubblico italiano, la moglie di un personaggio fondamentale del cinema italiano, e la sfortunata madre di un figlio morto tragicamente lontano dall'Italia. Capita che la vita di un’attrice superi la fantasia dei suoi film, e quella di Silvana Mangano è una di queste.

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Silvana Mangano, biografia. Il 21 aprile del 1930, proprio mentre il sole entra nel segno del Toro, nasce Silvana Mangano, figlia di Amedeo, un ferroviere siciliano che a forza di guidare i vagon lits sulle tratte internazionali ha imparato l'inglese, e di Ivy Webb, una casalinga londinese che si è innamorata di lui ballandoci al Palais de Dance di Wimbledon. Silvana voleva fare la ballerina, un'idea che le era stata trasmessa dalla mamma, la quale invece non era riuscita a realizzare lo stesso sogno. Mentre si mantiene lavorando come modella, Silvana frequenta la scuola di danza della famosa coreografa Jia Ruskja e gli addetti ai lavori cominciano a notarla. A convincerla a mettere piede in un set cinematografico per la prima volta è il coreografo francese Georges Armenkov, che la fa partire per la Francia dove farà la comparsa in un film. L'anno dopo, all'età di 16 anni, la Mangano vince il concorso di bellezza Miss Roma, e quindi nel 1947 è di diritto una delle concorrenti di Miss Italia. Un edizione storica, quella del '47, che sfornerà molte star. Fra le altre concorrenti ci sono infatti Gina Lollobrigida, Gianna Maria Canale ed Eleonora Rossi Drago, ma la fascia la vincerà un'altra futura attrice, Lucia Bosè. Silvana Mangano attrice. Miss Italia, ai tempi, era considerato un ottimo vivaio dai cineasti, e Silvana ottiene le sue prime, piccole parti proprio perché viene notata durante la kermesse. Intanto studia recitazione e fra i compagni di classe incontra il suo primo amore famoso, il giovane Marcello Mastroianni. Lei ha 17 anni, lui, gelosissimo, 22 e per tutta la vita, quando minaccia pioggia, sentirà un lieve fastidio nel pollice della mano destra, che si è rotto nel tentativo di dare un pugno a un ammiratore della sua fidanzata. Una relazione della cui fine non si saprà mai il motivo. Lei, semplicemente, non si presentò a un appuntamento e da lì finì tutto. Si dice che Silvana, in fondo, non abbia mai smesso di amarlo. Ma più avanti declinerà l'offerta di Federico Fellini di girare col suo ex fidanzatino La dolce vita. Per lei si stava preparando il grande successo internazionale e l'incontro con l'uomo della sua vita. Silvana Mangano in Riso amaro era destinata a soli 18 anni a lasciare il segno con una performance di recitazione da applausi, al fianco di Vittorio Gassman (con cui sarebbe tornata poi a lavorare insieme ne Il lupo della Sila) e con Raf Vallone e Doris Dowlig. E con quel film conosce Dino de Laurentiis, il suo futuro marito.

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Per quel film Riso Amaro, Silvana è stata scartata al provino e non ci aveva pensato più. Poi si è imbattuta a Via Veneto nel direttore del casting, Giuseppe De Santis, nelle condizioni in cui non vorremmo mai essere viste da un contatto importante: struccata, scapigliata e vestita in modo modesto. De Santis invece la fermò perché in quella mise dimessa Silvana incarnava esattamente il personaggio che lui aveva in mente, e le propose il ruolo della protagonista. Sul set, de Laurentiis si innamorò di lei ma lei, misteriosa e sfuggente (sulla sua vita, molti anni dopo, getterà delle ombre anche la figlia Veronica dichiarando "forse aveva subìto violenze perché ne mostrava gli squilibri psicologici") lo respinge più volte. Intanto recita in Cagliostro (1949), con Orson Welles. Nel 1950 con Amedeo Nazzari in Il brigante Musolino, di Mario Camerini, una pellicola con cui la Mangano viene paragonata a Rita Hayworth e che le procura molte offerte per trasferirsi a Hollywood. Il produttore Alexander Korda era interessato a metterla sotto contratto, ma lei si rifiutò di iniziare una carriera in America e poco tempo dopo sposò Dino de Laurentiis dopo la sesta proposta di matrimonio. Con le nozze, Silvana Mangano diventa una sorta di regina che vive fra le ville di famiglia passando il tempo fra letture impegnate. Si prende cura dei suoi 4 figli e per convincerla a recitare ancora e a non sprecare il suo talento, il marito e la famiglia devono faticare parecchio, ogni volta. Probabilmente è questo l'unico motivo per cui le sue contemporanee Sophia Loren e Gina Lollobrigida conquisteranno quell'oncia di fama in più. La Mangano è infatti al tempo una delle star preferite tra il 1950 e il 1970 da registi e intellettuali. Recita in film del calibro di Anna di Alberto Lattuada (1951), L'oro di Napoli (Vittorio De Sica, 1954), Mambo (Robert Rossen, 1954), Teorema (Pier Paolo Pasolini, 1968) e Morte a Venezia (Luchino Visconti, 1971). Silvana Mangano in Le streghe. Con Pasolini e Visconti ha lavorato più volte: con il primo, in Edipo Re e Il Decameron, e con il secondo, in Ludwig e Gruppo di famiglia in un interno. Già nel 1967 entrambi i registi avevano collaborato con Silvana Mangano a Le streghe, un film collettivo composto da cinque cortometraggi che il produttore De Laurentiis aveva pensato espressamente per lei. Si diceva che i film, a questa attrice, venissero cuciti addosso.

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Mentre Alberto Sordi la spinge a tentare anche la commedia brillante, gli altri registi che la vogliono nelle loro pellicole sono Vittorio de Sica, Mauro Bolognini e Franco Rossi. Per ripercorrere la sua carriera artistica (e con tutte le belle cose che ha fatto non è mai uno spreco di tempo) ci sono anche da vedere le produzioni internazionali come quando Silvana Mangano recitò in Ulisse (1954), con Kirk Douglas e Anthony Quinn, o la superproduzione Barabba (1962) di Richard Fleischer, con un cast di stelle di Hollywood e italiane (Anthony Quinn, Katy Jurado, Vittorio Gassman, Ernest Borgnine, Jack Palance), La diga sul Pacifico di René Clement, con Anthony Perkin, il capolavoro Jovanka e le altre di Martin Ritt con Jeanne Moreau e Vera Miles, dove in un atto estremo di professionalità artistica accetta di farsi rasare la testa a zero per esigenze di copione, e Oci ciornie(1987) di Nikita Mijalkov, con il ritrovato Marcello Mastroianni. Una delle sue figlie, Raffaella, ha co-prodotto con suo padre uno degli ultimi film di Silvana Mangano, Dune, diretto da David Lynch nel 1984.

Silvana Mangano, vita privata. Perché, intanto, Silvana Mangano si stava isolando sempre di più dal mondo? Si parla di male oscuro, la depressione, che troppo spesso tormenta gli artisti. Ma soprattutto, nel 1981 la sua famiglia era stata colpita da un grave lutto. Il figlio Federico era morto quell'anno a soli 25 anni in un incidente aereo in Alaska, il dolore aveva dato il colpo di grazia ai rapporti col marito Dino de Laurentiis e i due avevano divorziato. La stampa, nel 1987, vedendola in un film col suo primo grande amore Marcello Mastroianni auspicava un ritorno di fiamma fra i due che in realtà non c'è mai stato. Silvana, ormai soffocata dal vizio del fumo preso da giovanissima, è sempre più ombrosa e solitaria. Farà pace col marito solo quando intuirà che le rimane poco tempo da vivere. Morirà infatti di cancro a soli 59 anni, a Madrid, dove viveva una delle sue figlie. Lasciandoci in eredità le bellissime immagini del suo sguardo impenetrabile, sempre vagamente triste, del suo giro vita sottile e delle gambe interminabili. E del suo stile naturale, che ancora oggi è da imitare.

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