Milano torna a guardarci attenta e fiera grazie alla mostra di Paolo Di Paolo

In un video il grande fotografo romano racconta come sono nate le fotografie in mostra nella boutique di Bulgari a Milano.

Sbirciare un ragazzo adolescente goffo, nell'angolo di una foto dove protagonisti sono due giovani amanti. Guardare dall’alto le guglie del Duomo: geometriche, in ordine, maestose e alte. Questo è il potere nella macchina fotografica di Paolo Di Paolo, fotografo che ha immortalato le dive, i divini e i luoghi del piacere all’italiana. Ma è nelle strade della grigia Milano (vs gaudente Roma) che perfetti sconosciuti (e non solo) non sanno che verranno fotografati da un autore curioso, attento, prolifico. La figlia Silvia, che tra le altre cose ne cura anche l’archivio, ha raccolto una lunga storia d’amore tra il padre e Milano in quella che è una mostra, MILANO – Fotografie 1956 – 1962, allestita nella boutique Bulgari di Via Montenapoleone 2. In questa mostra Milano esplode silenziosa e sincera tra foto che dialogano con gioielli della collezione Heritage degli anni 50 e 60, creati dalla maison romana per il suo ricco parterre di attrici e celebrità del passato.

“Io non mi sono mai considerato un fotografo” racconta ancora oggi Paolo Di Paolo dopo che la figlia ha scoperto circa 250 mila negativi mentre si trovava in cantina a cercare un paio di sci, "la fotografia era uno strumento nuovo per descrivere la società. Mi licenziai e comprai questa Leica con cui ho fatto l’amore per lunghi mesi, guardandola dalla vetrina prima di averla” racconta il poeta di quel bianco e nero che ha immortalato Anna Magnani stesa al sole con il suo cane. Nato nel 1925, molisano, Paolo di Paolo è celebrato in questa mostra che vede la collaborazione tra Bulgari e Fondazione Sozzani: fino al 28 maggio la mostra curata da Silvia Di Paolo svela la Milano che rinasce, cambia forma, osa architetture e nuove abitudini in mezzo a nebbie meneghine e paltò. Per chi si è già innamorato o si innamorerà del fotografo romano d’adozione da non perdere anche la mostra La lunga strada di sabbia dedicata alle vacanze degli italiani nel magico anno 1959 (alla Fondazione Sozzani dal 5 maggio al 29 agosto realizzata con il patrocino del Centro Studi Pasolini e in collaborazione con Bulgari) più che mai attuale, più che mai vicina.

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