È morto Niki Lauda, il freddo computer umano con il cuore caldo

Tenace difensore della sua vita privata, considerato insensibile e calcolatore, il leggendario ex pilota di Formula Uno è invece stato sempre un romantico (e le sue storie d’amore confermano).

Niki Lauda, Grand Prix Of Monaco
Paul-Henri CahierGetty Images

Niki Lauda è morto e i suoi milioni di fans (nostalgici) ricordano le sue imprese sulle piste di Formula 1. Più di tutti, lo piange la sua adorata moglie Birgit, al quale era legato da una storia commovente e da un dettaglio che rendeva la loro relazione molto speciale. Ora è sepolto a Vienna, dopo un funerale commovente, e come ultimo abito indosserà per sempre la tuta rossa della Ferrari. Ogni epoca ha i suoi eroi e da quando - grazie al cielo - non c’è bisogno di condottieri, gli eroi sono gli sportivi. Niki Lauda oggi era un eroe? Forse sì perché questo pilota austriaco, il cui nome per i più giovani è legato quasi solo alla linea aerea di cui è proprietario, ha fatto sognare una generazione intera con le sue imprese sulle piste della Formula 1, anche a bordo della Ferrari che grazie a lui ricominciò a risplendere di fama internazionale. In effetti, ha riportato anche delle ferite “di guerra”. Il suo volto era sfigurato a causa di un gravissimo incidente di cui rimase vittima a Nürburgring il 1 agosto del 1976, un incubo che al tempo ha tolto il sonno a mezzo mondo. Lauda aveva infatti chiesto ai colleghi di boicottare il circuito perché non era dotato, secondo lui, delle necessarie misure di sicurezza. Aveva ragione. I suoi colleghi non aderirono, la corsa si tenne, e a pagarne le spese fu proprio lui che, dopo un impatto, rimase prigioniero dell’abitacolo dentro il quale respirò fumo tossico e rischiò di morire tra le fiamme. La chirurgia plastica del tempo fece il possibile per restituirgli un viso accettabile, ma l’intervento a cui è stato sottoposto di recente ai polmoni è una conseguenza di quella lontana e brutta avventura.

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Il nome di Niki Lauda è diventato un termine per antonomasia. Negli anni 70 ogni bambino che sfrecciava con la bici si immedesimava in lui e ne urlava il nome come un grido di battaglia. Intanto, lui si contendeva il podio col rivale storico, James Hunt, così diverso da lui come carattere e stile di vita. Una storia avvincente, quella della loro amicizia/rivalità, tanto che nel 2013 il regista Ron Howard gli ha dedicato un bel film, Rush. La leggenda vuole che Hunt fosse un gran donnaiolo e viveur mentre Lauda, che veniva chiamato (poco gentilmente) “King Rat” a causa degli incisivi sporgenti, fosse una sorta di ragioniere delle corse, che passava il suo tempo a fare calcoli e strategie per aumentare il suo rendimento in pista, tanto che il secondo nickname che gli è stato affibbiato in tempi più recenti è “Il computer”. In verità Lauda è stato solo molto riservato riguardo alla sua vita privata, che invece era viva e interessante. Soprattutto dal punto di vista sentimentale.

Mariella von Reininghaus al Gran Premio di Monza, 1975
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La prima storica fidanzata di Niki Lauda si chiama Mariella von Reininghaus. Rampolla della famiglia che produce la più famosa birra di Gratz, oggi sarebbe una socialite con un profilo Instagram da migliaia di follower. Bella, imperturbabile, dalla personalità aristocratica e vagamente somigliante a Carolina di Monaco, Mariella era l’antidoto all’impulsività di Niki. Qualcuno dice che le sue qualità non sarebbero mai affiorate senza di lei che ne stemperava l'aggressività, anche se in seguito lui dirà, descrivendola “è la donna che per fortuna non ho mai sposato”. Lauda in quegli anni era stato praticamente ripudiato dalla facoltosa famiglia in cui era nato. Il padre e la madre erano contrari alla sua vocazione di pilota e lui, pur di continuare, ha preferito allontanarsene, cosa che gli ha reso la vita difficile. Le corse sono lo sport più costoso in assoluto, e chi vuole diventare professionista deve contare su una buona base economica per raggiungere i suoi obiettivi. Lauda si indebitò chiedendo prestiti, tanto era sicuro che un giorno avrebbe recuperato tutto e molto di più.

Niki Lauda e la prima moglie Marlene Knaus
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In quel momento storico Mariella era il suo unico punto di riferimento. Ma la loro storia finisce nel 1975, quando a Salisburgo Lauda incontra l'ex modella, fotografa e interior designer Marlene Knaus. Sono entrambi a una delle feste dell'attore Curt Jurgens, che in quel momento è l'amante di Marlene. È un vero colpo di fulmine, i due lasciano i rispettivi compagni e nel giro di due mesi fanno coppia. Cinque mesi prima del fatidico incidente Lauda e Marlene si sposano e dalla loro unione nasceranno due figli, Mathias, che è poi diventato pilota come il padre, e Lukas, che fa da manager al fratello. Ma a unirli sarà soprattutto la dedizione con cui lei lo assiste mentre lui entra ed esce dalle sale operatorie per ricostruire la parte superiore del volto e un'orecchia. "Marlene deve essere stata terrorizzata dalla mia faccia”, racconterà poi lui, “ma mi ha fatto solo sentire di essere un grande uomo e mi ha dato la volontà di guarire". La loro relazione apparirà sempre perfetta, ai fans e ai media. Eppure, intorno al 1982, Lauda ha una relazione extraconiugale. Il nome della sua fiamma è avvolto nel mistero, o meglio, il pilota non gradisce che venga pubblicato sui giornali (“non sono mica Boris Becker, che mette in piazza la sua vita”, dice). Da questa relazione nasce anche un figlio, Christoph. Pare che Lauda non abbia contatti con lui perché al tempo avrebbe deciso, di comune accordo con la madre, che le loro vite sarebbero state separate.

Niki Lauda e la seconda moglie Birgit Wetzinger
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Marlene ha retto il colpo, apparentemente. Ma si sa come vanno queste cose, magari si tampona la ferita, ma poi resta la cicatrice. Nel 1985, dopo essere diventato tre volte campione del mondo (ma i genitori gli avranno poi chiesto scusa?), Niki Lauda decide di ritirarsi definitivamente dalle corse. È già da considerarsi un miracolo che dopo l’incidente abbia corso per altri nove anni. Ma ora vuole dedicarsi all’altra sua vocazione, quella imprenditoriale. Lavora per un po’ come consulente alla Ferrari, con Luca di Montezemolo, poi nel team Mercedes. Ma intanto investe nella sua prima compagnia aerea. Non riesce a far smettere di parlare di sé sui giornali. Nel 1991, dopo 15 anni di matrimonio e due figli Niki Lauda e la sua compagna storica Marlene Knaus si separano, senza rendere nota la causa. Lei da quel momento non è più sotto i riflettori ma sembra che non abbia più intrapreso nuove relazioni. I due sono rimasti amici, lei vive a Ibiza e spesso li si vede ancora cenare insieme da qualche parte nel mondo.

Negli anni Niki Lauda scrive cinque libri e porta avanti i suoi investimenti nella compagnia aerea che porta il suo nome, Lauda Air, poi la vende, poi se la ricompra all’inizio del 2018. Nel frattempo, il suo rivale storico, James Hunt, muore per un attacco di cuore a 45 anni (“sono molto dispiaciuto, ma non stupito”, dichiarerà lui alla stampa riferendosi alla vita privata avventurosa di Hunt il playboy). La sua salute comincia a risentire di problemi congeniti ai reni e viene operato al cuore. Il fratello Florian gli dona un rene quando i suoi smettono di funzionare, ma purtroppo l’operazione fallisce e ben presto anche l’organo donato diventa inservibile. Si offre di salvarlo il figlio Lukas ma risulta incompatibile alla donazione col padre. Niki Lauda sembra arrivato alla fine. Il miracolo lo compie l’amore. Al tempo Lauda frequentava da quattro anni Birgit Wtzinger, un’hostess della sua compagnia aerea, più giovane di lui di 30 anni. Birgit si fa avanti per sottoporsi al test di compatibilità col suo uomo e il risultato è positivo. Nel 2005 i due sono andati sotto ai ferri insieme e l’ex campione ha ricevuto dalla sua ragazza il rene che gli ha permesso di continuare a vivere. Il gesto ha talmente colpito l’ex pilota che tre anni dopo ha deciso di sposarla. Hanno avuto due figli, Mia e Max. "Adoro Birgit. Per me, lei è la donna perfetta. Voglio passare il resto della mia vita con lei”, ha dichiarato lui per spiegare il motivo delle loro nozze. "La nostra relazione sta andando perfettamente bene, ho fatto quello che ogni gentiluomo deve fare”. E pensare che lo chiamavano “il ratto” e “il computer”. Addio campione.

Darren Heath PhotographerGetty Images
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