Cronache da Venezia 2018: il nuovo film di Valeria Bruni Tedeschi è un'autobiografia immaginaria

"I film che dirigo sono come capitoli di un'autobiografia immaginaria, nella vita è difficile toccare la verità e grazie alla finzione mi sembra ci si riesca più facilmente"

"The Summer House (Les Estivants)" Photocall - 75th Venice Film Festival
Dominique CharriauGetty Images

Probabilmente, il nome di Beatrice Morandini Valdirana non vi dirà nulla a meno che non siate dei grandi cinefili, ma soprattutto di lei, Valeria Bruni Tedeschi, che ne “La pazza gioia” di Paolo Virzì interpretava magistralmente proprio quella mitomane dalla loquela inarrestabile. Attrice e regista, spesso tutte e due le cose assieme, è arrivata anche alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per il suo nuovo film, “I villeggianti”, presentato in anteprima questa mattina nella sezione “Fuori Concorso”, ma si dovrà aspettare il 20 dicembre prossimo per vederlo in sala, quando uscirà per Lucky Red. Come in quel film, è sempre allegra – almeno in apparenza – e sorridente, eterna flâneuse pronta a camminare sempre da sola, tra follia e ragione, indipendenza e libertà.

Valeria BruniTedeschi indossa la bag in pelle nera Michael Kors
Daniele VenturelliGetty Images

Come in “Un castello in Italia”, terzo film da regista del 2013, anche in questo interpreta se stessa e parla della sua famiglia, ma mentre nel primo ci portava in una splendida casa nella campagna piemontese, stavolta ci apre le porte della villa che sua madre – Marisa Borini, presente in entrambi i film – e suo padre Alberto comprarono negli anni Sessanta a Cap Negre, un vero e proprio paradiso pieds dans l’eau sulla rinomata ed essenziale spiaggia di Cavalière. I villeggianti sono stati e sono loro, Valeria con la sua famiglia, sua sorella Carla Bruni (oggi Sarkozy) compresa, interpretata nel film da Valeria Golino. “A lei chiedo sempre di recitare con me e per me, ma lei risponde sempre di no”, ci spiega la regista fissandoci in maniera intensa con i suoi occhi celesti, regalando sorrisi che sono un mix tra tenerezza e timidezza. “Lo ha fatto una sola volta, per Woody Allen (per il film “Midnight in Paris”, ndr), ma con me mai – precisa - però ogni volta ci piace ripetere questo rituale familiare secondo il quale lei, come i russi, deve dire ‘no’ tre volte prima di dire ‘sì’, ma aspetto che si convinca”. “Una come Valeria (Golino, ndr) – aggiunge - non è stata assolutamente una seconda scelta, ma l’ho voluta perché faceva parte delle attrici insostituibili in questo film. Non potevo di certo immaginare questa famiglia senza una sorella come lei che desse organicità, malinconia e autoironia alla storia, complice anche la sua bellezza mitica”. La Bruni Tedeschi interpreta invece Anna, una donna irrequieta e un po’ folle che a tratti ricorda la Beatrice virziniana, una donna lasciata dal compagno Luca (Riccardo Scamarcio) che non ne vuole sapere più di quel posto “più vicino all’inferno che al paradiso” – dirà una cameriera - nonostante abbiano una figlia in comune, Célia, che è poi Oumy Bruni Garrel, la figlia che nella vita reale ha avuta con l'attore Louis Garrel.

Valentino/SGPItalia

“I film che dirigo sono come capitoli di un'autobiografia immaginaria”, ci spiega la Bruni Tedeschi. “Nella vita è difficile toccare la verità e grazie alla finzione mi sembra ci si riesca più facilmente", aggiunge, precisando che se c’è qualcosa vicino alla sua vita, “è pura coincidenza”. “Prendo sempre spunto da quello che conosco, ma poi i miei film diventano un’altra cosa. Quando scrivo e quando dirigo, voglio che ci sia l’improvvisazione dei miei attori, perché mi piace non sapere cosa ci sarà nella scena che andrò a filmare. Amo le sorprese, non soltanto sul set, mi piace guardare quello che succede senza però mai giudicare quello che è successo prima”. A Venezia, il festival dalla “tossica mascolinità” secondo la sterile polemica dell’Hollywood Reporter, ci parla anche del #MeeToo. “La causa la trovo giusta, ma per quanto riguarda il cinema sul tema molestie, credo si esageri un po'. Nella mia giovinezza ho lavorato molto con omosessuali e di molestie non ne ho mai subite. Rispetto comunque quel movimento, molto benefico nel mondo per tanti settori in cui le donne sono abusate, maltrattate e malpagate, una disparità quest'ultima che – purtroppo - c'è anche nel cinema".

Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi in occhiali da sole Max Mara
Daniele Venturelli
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