Anita Pallenberg, la reginetta degli anni '70 amata (troppo) dai Rolling Stones

Qualcuno dice che senza di lei la band più longeva della storia inglese non sarebbe esistita: di certo ne è stata la musa ispiratrice, la donna di tre su quattro, ma tutto questo è stata la sua sfortuna.

Performance
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Ci sono donne come Anita Pallenberg, o la sua grande amica Marianne Faithfull, che negli anni 70 non avrebbero mai avuto bisogno di farsi insegnare da una della generazione successiva (Cindy Lauper, per l’esattezza) che Girls Just Wanna Have Fun. Forse anche un po’ troppo. Decisamente troppo. Anita, così come Marianne, è stata una musa per la band più longeva della storia inglese, ha praticato l’amore libero con il valore aggiunto che i partner glieli invidiavano tutti perché erano grandi star: la storia Anita Pallenberg Keith Richards è leggenda. Con lui ha avuto anche tre figli. È stata una delle prime a essere definita it girl, e spettatrice - e partecipe - di cose che i posteri avrebbero letto solo recandosi nella sezione biografie musicali di Feltrinelli. Ha consumato droga. Tanta droga. Ma chi era Anita Pallenberg, e perché sono caduti ai suoi piedi tre su quattro membri storici dei The Rolling Stones?

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Anita Pallenberg è nata il 6 aprile 1942 a Roma, figlia di Arnaldo Pallenberg, un agente di vendita italo-tedesco con velleità artistiche, e Paula Wiederhold, segretaria all'ambasciata tedesca. Da piccola ha studiato in collegio dove ha imparato a parlare correttamente quattro lingue. Ma il suo spirito ribelle si manifesta a 16 anni quando fugge dalla scuola e diventa una delle ragazze della Dolce Vita romana. Poi vola in America, dove è entrata a far parte della Factory di Andy Warhol. Intanto lavora come modella fra Parigi e gli Usa, ma sceglie Londra come residenza stabile. Gira una dozzina di film nella sua vita, uno anche con Marco Ferreri (Dillinger è morto) e con Christian Marquand (Candy e il suo pazzo mondo, con Marlon Brando ed Ewa Aulin) ma quello per cui diventa famosa è Barbarella di Roger Vadim, con Jane Fonda, dove interpreta la Regina Nera.

Anita con Brian Jones
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Anita Pallenberg e Brian Jones. Nel 1965 Anita è a Monaco di Baviera, dove sta lavorando a un ingaggio di modella. Incontra una band di ragazzi esordienti e molto promettenti, The Rolling Stones, fra cui uno che parla bene il tedesco. Si chiama Brian Jones e i due diventano prima amici, poi iniziano una relazione sentimentale. Diventa la musa ispiratrice di tutta la band, ma con Brian assume grandi quantità di acidi. Jones non regge le droghe, lo alterano e lo rendono violento, gli causano incubi. Durante un viaggio in Marocco, nel 1967, lui la aggredisce con più violenza del solito e poi finisce in ospedale quasi in overdose. A difenderla c’è un altro membro del gruppo, Keith Richards, che la porta via. È la goccia che fa traboccare il vaso: Anita decide di lasciare Brian Jones, che morirà due anni dopo annegato nella piscina della sua casa.


Anita Pallenberg Keith Richards. Keith mette Anita sul primo aereo con lui e la riporta di corsa a Londra. I due si rendono conto di essere innamorati quella sera stessa, appena arrivati a casa. Lei si trasferisce a casa di lui, senza pensarci due volte, e ci resterà per 14 anni. “Era coltissima. mi faceva impazzire ciò che diceva e pensare che potesse dirlo in cinque lingue diverse”, dice oggi Keith. Durante quel periodo hanno tre figli, Marlon, Angela e Tara. Il terzo, Tara, rimane vittima della sindrome della morte improvvisa del lattante ad appena due mesi. Keith, che è in tour, si esibisce anche se ha appreso la notizia e viene criticato aspramente dalla stampa. Ma ancora oggi dichiara che suonare era l'unico modo con cui poteva tamponare il dolore. La morte di Tara non ha nulla a che fare con lo stile di vita di Anita e Keith, ma entrambi faticheranno molto a essere genitori modello. Il demone della droga, infatti, si è impossessato da tempo di loro e trascorrono il tempo a disintossicarsi da qualsiasi tipo di stupefacente, dagli acidi all'eroina, per poi ricascarci, spesso a fasi alterne durante le quali quello che è pulito si prende cura dei bambini. Keith, poi, aveva l’abitudine di dormire tutto il giorno e di stare sveglio la notte, che non era il massimo per il padre di tre bambini. Alla fine si disintossica definitivamente lui, ma non lei. Eppure tutti, da Marianne Feithfull a Richard stesso la descrivono come una donna combattiva. Fu la causa della loro separazione. Keith dice nella sua autobiografia di non aver mai smesso di amarla, ma che non era più possibile andare avanti. Lui si metterà con la futura moglie, Patti Hensen, ma i figli li terranno sempre in contatto.

Anita Pallenberg Mick Jagger. L’ultima relazione di Anita con uno dei Rolling Stones è solo presunta. O meglio, non si sa chi dei due dice la verità. Si dice infatti che durante la storia con Keith Richards, Anita abbia avuto una brevissima storia d’amore anche con il frontman del gruppo, Mick Jagger, grande amore della sua amica Marianne Feithfull. Oggi Mick dice di sì, pare che lo confermi anche nella sua autobiografia mai uscita, scritta negli anni 80 e lo conferma Keith Richards nella sua. Lei ha sempre detto di no, affermando che si trattava solo di una diceria. Il fatto sarebbe accaduto nel 1970 durante le riprese del thriller psicologico Performance (uscito in Italia col titolo Sadismo), di cui lei e Jagger erano protagonisti con James Fox. Forse Anita non ha mai voluto ammetterlo davanti ai figli, forse Mick se n’è vantato e Keith ci ha creduto. Non lo sapremo mai: il 13 giugno del 2017 è morta a causa delle conseguenze dell’epatite C, anche se qualcuno parla di circostanze misteriose. La gioventù sregolata le ha presentato il conto, è vero. Ma la vita le ha concesso molte proroghe, fino a farle raggiungere i 75 anni. Su cui neanche lei contava.

Anita con Kate Moss.
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