Jacqui Ainsley, ovvero essere la moglie di Guy Ritchie dopo Madonna

La modella inglese è da 8 anni a fianco del regista e la loro storia è una relazione superparitaria.

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Esiste una vita dopo gli uragani pop, Guy Ritchie ne è la prova. Esiste una vita dopo Louise Veronica Ciccone in arte Madonna, e si chiama Jacqui Ainsley moglie di Guy Ritchie. Dal 2015 ufficiale, ma al suo fianco da cinque anni prima. Un gioco di numeri e incastri: appena due anni dopo il divorzio pesantissimo e ipermediatico dalla popstar primigenia e più grande che la storia della musica abbia mai classificato, Guy Ritchie conobbe la allora modella inglese classe 1981, all’epoca lanciatissima fashion icon. Jacqui Ainsley occhi da cerbiatta e sorriso à la Keira Knightley, capelli caramello e miele, alta, sottile, splendida. E soprattutto col cuore comodo come un paio di stivali vissuti. Colpo di fulmine? Totale. “Sapevo che sarebbe stato lui il padre dei miei figli” confessò Jacqui Ainsley in un’intervista a Hello. Tanto che nel 2015 è arrivato il matrimonio campestre nella tenuta di Ashcombe, avuta dal regista di Lock&Stock dal divorzio con Madonna e dove tuttora vive la numerosa famiglia Ritchie.

Jacqui Ainsley oggi ha 37 anni, ha lasciato la carriera di modella e ha scelto un ruolo preciso: moglie di Guy Ritchie, custode dei suoi segreti, benzina del suo talento creativo rinnovato. Hanno avuto tre figli nel giro di pochissimo (Rafael, Rivka e Levi) e su Instagram Jacqui Ainsley li celebra in continuazione. Di più: festeggia anche i figli di Guy Ritchie e Madonna, ovvero Rocco e David Banda, per ricorrenze e momenti familiari condivisi.

Anche di recente Jacqui Ainsley su Instagram non ha nascosto il suo rapporto felice con i figli che Guy Ritchie ha avuto con la ex moglie. Jacqui ha celebrato i 18 anni di Rocco con un affettuoso post su IG che ha fatto maliziare molti: come avrà preso Madonna questa pubblica esposizione di famiglia felice non sua? Nel 2016 la scelta di Rocco di vivere col padre (e Jacqui) a Londra aveva riempito le pagine dei giornali facendo supporre l’inadeguatezza di Madonna come mamma. Poi i video virali e le pubbliche dichiarazioni d'amore materno hanno stemperato la questione.

Nonostante la presenza social e l'incasellamento di “moglie dopo Madonna”, Jacqui Ainsley mantiene un profilo di discrezione ammirevole. Lei è se stessa, Madonna è altro. Ed è fuori da tutto questo. Grazie alla sua celebrità in scala ridotta rispetto a quella della popstar mondiale, Jacqui Ainsley ha rimesso in pace il tumulto dell’oggi 50enne Guy Ritchie. Che è innamoratissimo come un adolescente alle prime tempeste d’amore: “Sono felicissimo, passo un sacco di tempo pensando a mia moglie. È come una mano in un guanto. Non litighiamo, capisci, finisce le mie frasi e capisce a cosa sto pensando prima che io stesso lo pensi. Ci sono relazioni che funzionano così e sono fortunato ad essere in questa posizione” aveva confessato Guy Ritchie ad ET online nel 2017.

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Ma pensare che Jacqui Ainsley Madonna la veda come una rivale o un metro di paragone è riduttivo, persino sbagliato. Non si possono comparare due persone e personalità così diverse, anche se in molti nel gossip ci hanno provato, seguendo l’antico sadismo che fa contrapporre le donne in base alle loro differenze. Madonna era too much per Ritchie? Guy Ritchie non aveva il physique du rôle per restare accanto a madame Ciccone? Probabile. Tanto che il loro matrimonio è finito ed entrambi si sono presi le loro parti di colpe. Poi per Guy Ritchie è arrivata Jacqui Ainsley. Quindi sì, è possibile avere una vita diversa, forse più tranquilla per quanto ancora esposta al pubblico, dopo Madonna Ciccone. L’uragano celebrity appartiene ormai al passato, così come i flop che avrebbero potuto costare molto più della carriera (e non è detto che non l’abbiano fatto, almeno parzialmente, a leggere le cronache passate). Con la cura Jacqui Ainsley Guy Ritchie è tornato anche a dirigere film (Aladdin uscirà nel 2019 ed è attualmente in post produzione, nel 2020 dovrebbe dirigere anche il terzo capitolo di Sherlock Holmes) e ha ripreso il controllo di quel talento anarchico che lo aveva reso uno dei registi più amati della nuova scena inglese degli anni 90. Tutto merito di Jacqui Ainsley?

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