Michelle Obama, l'aborto, la fecondazione in vitro e la concessione emotiva di una vita

Un figlio perso 20 anni fa e la decisione col marito Barack Obama di affidarsi alla fecondazione assistita: le rivelazioni shock dell'ex first lady che commuovono i suoi fans.

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Michelle Obama ha perso un figlio 20 anni fa, con un aborto spontaneo, e questo l’ha costretta, per avere le sue figlie, a ricorrere alla fecondazione in vitro. La moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama è un simbolo di forza femminile, è una colonna delle nostre certezze che sembra impossibile da abbattere. Invece anche lei ha avuto il suo momento buio come qualsiasi comune mortale e oggi, alla vigilia dell’uscita del suo libro biografico Becoming (21 euro su Amazon.it), lancia la rivelazione-bomba che sta scuotendo l'emotività di mezzo mondo. “Mi sono sentita persa e sola", ha detto durante un’intervista al programma del venerdì Good Morning America sul canale Abc. "Mi sentivo come se avessi fallito perché non sapevo quanto fossero comuni gli aborti spontanei, perché non ne parliamo abbastanza", ha detto l'ex first lady prendendosi per l’ennesima volta il compito di dare coraggio a quella metà dell’umanità di cui fa parte, e di cui per la stragrande maggioranza fanno parte donne con possibilità molto minori delle sue, e soprattutto che non hanno un uomo come l’ex presidente al suo fianco, con cui forma una coppia solidissima.

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Michelle Obama oggi ha 54 anni e le sue figlie, Sasha e Malia hanno 17 e 20 anni. Quando ha subito l’aborto spontaneo aveva quasi 35 anni e i medici le lasciavano poche speranze di poter ancora concepire naturalmente senza rischiarne un altro. “Così abbiamo preso questa decisione”, ha spiegato anticipando parte del contenuto del libro in uscita il 13 novembre. Un libro di cui si discute già molto perché, sempre parlando della famiglia che ha costruito faticosamente, Michelle racconta della preoccupazione che ha vissuto quando Donald Trump ha messo in dubbio la nazionalità americana di Barack Obama: "E se qualche squilibrato avesse preso una pistola e fosse venuto a Washington? E se fosse andato a cercare le nostre ragazze? Donald Trump, con le sue innumerevoli e sconsiderate allusioni ha messo a rischio la sicurezza della mia famiglia e per questo non lo perdonerò mai", ha scritto. Una leonessa che difende i suoi cuccioli e il suo branco. E che secondo indiscrezioni in molti, nel partito dei Democrats, cercano disperatamente e da tempo di convincere a candidarsi come prossima presidente degli Usa. Un evento che sarà difficile vedere realizzato, ma non per mancanza di consenso popolare: solo perché, come raccontano le fonti vicine a lei e all’ex presidente “Non vedeva l’ora di lasciare la Casa Bianca: uno stile di vita, quello presidenziale, che non sopportava più”.

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