Saltare i pasti come il principe Carlo, ovvero: trucchetto magico o epic fail nutrizionale?

Pare che nei programmi del principe durante gli impegni e i viaggi ufficiali non compaia mai la voce "lunch": due specialisti ci spiegano perché è uno strano esempio.

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C’è un detto dalle origini misteriose secondo cui ciò che mangi fino alle 12 non ingrassa, ciò che mangi fino alle 17 non gonfia (?!) e tutto ciò che mangi dopo, beh, meglio non pensarci. Sembra uno dei tanti inviti a saltare la cena, una delle formulette dimagranti più gettonate da chi non ha tempo e costanza, e soprattutto da chi pensa che adottandola potrà mangiare durante il giorno tutto quello che vuole. Poi ci sono quelli che fanno il contrario: non mangiano nulla per tutto il giorno, magari sorseggiano tanti caffè per tenersi su, e dopo ore di stenti e privazioni pensano di potersi premiare con una bella stecca di cioccolato. A quanto pare, questo è anche il tipo di alimentazione che segue – inspiegabilmente – il principe Carlo. Pare che i membri del suo staff, quando è in visita ufficiale da qualche parte, siano costretti a seguire i suoi ritmi e quindi anche la sua abitudine di tirare dritto fino alla sera tra un appuntamento e l’altro. Purtroppo, non funziona così, ce lo dicono (bello chiaro) due specialisti in materia.

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“All’età del principe è meglio fare piccoli pasti numerosi, per non sovraccaricare un apparato digestivo che ha già 70 anni di digestioni alle spalle”, spiega la dottoressa nutrizionista Giulia Vincenzo, "e fare in modo di mantenere al meglio lo stato nutrizionale. Quindi consumare pochi pasti abbondanti è un regime assolutamente sconsigliato per lui, ma anche a qualsiasi età. Saltare il pranzo, che è un pasto principale, che dovrebbe essere poi quello più ricco della giornata, non è una buona idea. Io ai miei pazienti sconsiglio categoricamente di saltare i pasti. Non parliamo poi della colazione! Va fatta sempre, gratificante e nutriente".

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Quindi, no, no, no a saltare i pasti come abitudine di vita o di dieta-fai-da-te. “E ancora meno quando una persona ha 70 anni”, spiega il dottor Antonio Grillo, geriatra alla direzione medica dei servizi sociosanitari dell’Istituto Piero Redaelli di Milano. “Non so perché il principe abbia queste strane abitudini, ma alla sua età è più opportuno che mai rispettare i tre pasti principali, e aggiungere anche una merenda leggera, come un frutto. È una distribuzione importante delle calorie soprattutto per chi soffre di diabete o ha la tendenza familiare”, ammonisce. “Il metabolismo non va ingolfato mai con pochi pasti abbondanti, o uno solo, va bene la cena leggera, magari entro le 20.00, ma mai saltarla. Per cui mi sento di bocciare l’abitudine di saltare i pasti anche per un motivo che non ha a che fare solo con la nutrizione: i pasti, soprattutto quando si ha una famiglia con cui condividerli, sono un momento conviviale che non bisognerebbe negarsi. Mangiare in compagnia è uno degli indicatori della qualità della vita”. E nessuno di noi potrà mai negarlo.

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