Hugh Grant oggi ha detto goodbye per sempre al ruolo di mascella più languida d'Inghilterra?

“Non voglio screditare le mie commedie romantiche, ma sono anche contento che siano finite. Arrivano cose nuove ora che sono vecchio e grinzoso”

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Tra i film di Natale è uno di quelli più apprezzati, tra i film da vedere nella vita entra di diritto, tra i film romantici è sempre nelle top ten delle classifiche o delle liste. Love Actually piace quasi a tutti. Perché c’è una persona che proprio non si spiega il successo planetario di un film in grado di accontentare cinefili, romantici, famiglie e quanto altro. Hugh Grant, nello specifico, che in Love Actually interpreta la parte del primo ministro inglese. Hugh Grant oggi però ha confessato di non essere un grande estimatore della pellicola di successo. E a 15 anni dall’uscita nelle sale, mentre la sua carriera sta rivivendo un momento doratissimo grazie anche alla serie tv A Very English Scandal l'attore britannico spiega i motivi della sua perplessità.

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“Non ho idea perché Love Actually sia così popolare. Lo guardano tutti a Natale, è una cosa carina”, ha raccontato l’attore in una recente intervista a Msn. Ma quel film non lo ha mai particolarmente apprezzato, a differenza di molti altri (Hugh Grant film in carriera ne ha girati più di 20, e moltissimi hanno avuto un successo planetario). Specialmente per una delle scene che sono diventate più celebri e che invece gli sono costate di più, in termini fisici e di imbarazzo: il ballo a Downing Street. “Quella scena in cui ballo è stata un orrore. Sospetto sia stata la più terrificante mai girata. Non è stato facile farla per un uomo inglese di 40 anni alle 7 di mattina, e farla completamente sobrio” ha ironizzato.

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L’attore dagli occhi blu e dal sorriso impacciato è stato incoronato sin dagli inizi della carriera il re della commedia romantica britannica. Hugh Grant anni 58, 5 figli, un matrimonio recentissimo con la produttrice Anna Eberardt, è quanto di più lontano dal debutto. “Non voglio screditare le commedie romantiche, sono orgoglioso che siano così popolari. Quando torno a casa dal pub e accendo la tv, olé, sono lì che parlo con qualche ragazza” ha ironizzato. “Sono grato per questo, ma sono anche contento che siano finite. Arrivano cose nuove ora che sono vecchio e grinzoso” ha concluso saggiamente l’attore. E mentre si attende il sequel di Quattro matrimoni e un funerale a 25 anni dall'uscita, che racconterà un quinto matrimonio ed è programmato per il 2019 con la produzione dalla BBC sotto forma di cortometraggio (il titolo sarà One Red Nose Day and a Wedding), con quasi tutto il cast al completo (Andie MacDowell inclusa) Hugh Grant si smarca definitivamente dal suo ruolo di golden boy che fu. E meno male.

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