Il caso Cyntoia Brown ci riguarda tutte (grazie anche a Rihanna e Kim Kardashian)?

Il suo caso fece molto discutere, la sua grazia unisce personaggi molto diversi tra loro che hanno usato i social come mai prima (per coprire la questione).

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Joshua Rawson Harris su Unsplash

Perché tutto il mondo è tornato a parlare di Cyntoia Brown? Perché ha vinto l'ultima battaglia della sua guerra cominciata quando era ancora una bambina. La vittoria è arrivata attraverso le parole del governatore del Tennessee, Bill Haslam, che le ha concesso la grazia. “Cyntoia Brown ha confessato un crimine orribile, ma imporre a una minorenne una sentenza a vita è una cosa troppo dura, considerando anche i passi straordinari che ha fatto per ricostruirsi una vita”, ha dichiarato il politico. Il fatto è arcinoto, ovvero: Cyntoia era in carcere, condannata all'ergastolo nel 2006, giudicata come una donna adulta nonostante quando uccise - due anni prima, a colpi di pistola - il 43enne Johnny Allen, fosse ancora minorenne. Fuggita di casa appena prima di finire la scuola primaria, Cyntoia a 16 anni face uno dei tanti incontri sfortunati deleteri della sua vita: un uomo di 24 anni, soprannominato Kut Throat (letteralmente “taglia-gola”) che la stuprava e la costringeva a prostituirsi. Vivevano insieme in un motel a Nashville, dal quale scappò per poi incontrare il suo carnefice, Allen appunto, in un parcheggio.


La storia in pillole. Dopo essere stata convinta ad andare a casa sua, la ragazza si trovò di fronte l'uomo, che tentò di violentarla. Gli sparò, ma la giuria non accolse la sua versione di aver agito per legittima difesa, sostenendo che venne ucciso per essere derubato, poiché Cyntoia Brown lasciò l'abitazione portando con sé il portafogli dell'uomo. Nella sua deposizione, Brown disse di essersi spaventata dopo aver visto, in casa di Allen, un armadietto che conteneva delle armi. Si rifiutò di fare sesso con lui, e quando l’uomo mise un braccio sotto il letto su cui si trovavano pensò che stesse per prendere un'arma con l'intento di spararle. Si alzò così dal letto, prese una pistola nella sua borsa ed esplose i colpi mortali.

La storia mediatica.
Nel 2017 il suo caso conquistò una grande attenzione mediatica e per la sua liberazione si mobilitarono molte celebrità in primis l'appoggio più rumoroso arrivò da Rihanna e Kim Kardashian riunite sotto l'hashtag #FreeCyntoiaBrown. “Immagina di essere stata costretta a prostituirti - recitava il messaggio condiviso sui social - a 16 anni da un pappone soprannominato “taglia-gola”. Dopo giorni in cui sei stata ripetutamente drogata e stuprata da uomini diversi, vieni acquistata da un predatore sessuale di bambini di 43 anni che ti porta a casa sua per usarti per il sesso. Finisce che trovi abbastanza coraggio per lottare, gli spari e lo uccidi. Vieni arrestata e conseguentemente processata e condannata come una adulta a passare tutta la vita in prigione”.

Prima di allora, tra il 2011 e il 2012, per l'esattezza, l'uscita di Me Facing Life: Cyntoia's Story convinse un gruppo di avvocati a occuparsi del suo caso con l'intento di far ridurre la sua pena, facendo leva sulla storia disagiata della sua vita, cominciata già quando era nel grembo della madre alcolizzata che - a detta loro - generò dei ritardi nel suo sviluppo mentale. A due anni, proseguì la tesi difensiva, Cyntoia Brown fu data in affidamento e da lì in avanti la sua parabola discendente proseguì inesorabile. Un nuovo, importante tentativo di appoggiare la sua causa, ci fu nel 2015, quando un deputato Repubblicano dello stato del Tennessee, Jeremy Faison, dopo averla incontrata in carcere si impegnò attivamente per un suo rilascio anticipato, arrivando poi anche a proporre un disegno di legge mirato a rivedere tutti quei casi di minorenni condannati all’ergastolo dopo 15 anni di carcere. Anche in questo caso, l'iniziativa non ebbe alcun seguito. In prigione la donna ha proseguito gli studi arrivando anche a laurearsi. Oggi ha 30 anni e sarà rilasciata in liberà condizionale il 7 agosto del 2019, dopo 15 anni di prigione.

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