“Non mi sposerò mai più, David sarà per sempre mio marito, non il mio defunto marito. Non chiamatelo così”. Poche parole, un virgolettato, la sintesi della storia d’amore tra David Bowie e Iman conclusa con lo shock che il 10 gennaio del 2016 investì ogni cosa come un’enorme onda d’urto, quando i media annunciarono la morte di David Bowie. Era una mattina fredda, nessuno se l’aspettava, Bowie era tornato sulla scena con un album, Blackstar (9,90 euro su Amazon.it), pieno di brani che sembravano presagire il suo destino ma che poi si è scoperto aveva composto molto prima di sapere che per lui la vita era al capolinea. David Bowie passerà alla storia come uno degli artisti più eclettici, torbidi, geniali, teneri, eleganti, ambigui, prolifici di quei favolosi anni 70 e 80, ma anche come l’uomo così terribilmente, irresistibilmente sexy da averci costretto a riscrivere i canoni della bellezza maschile. Così sexy che nessuno – nessuna - ha avuto da ridire quando si è sposato con una delle donne più belle del mondo, Iman, la top model somala di cui negli anni 80, quando il razzismo era roba di nicchia per quattro svitati americani con i cappucci in testa, le adolescenti attaccavano al muro le foto con la puntina insieme a quella di Christie Turlington, Stephanie Seymour, Cindy Crawford e le altre. E sognavano di avere la pelle nera.

Parigi, 1991
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David Bowie e Iman si erano conosciuti a una festa a Los Angeles ma non è stato affatto un incontro casuale. Il cantante e la top model avevano un’amicizia in comune, il loro parrucchiere e visagista Teddy Antolin che ha fatto in modo di farli incontrare al suo compleanno. “Lo vedevo così triste e solo”, ha raccontato Antolin che aveva sentito il cantante esprimere apprezzamenti su Iman guardandola sulle pagine della rivista a bordo, durante un volo aereo insieme. Sembra incredibile, eppure una star della portata di Bowie aveva difficoltà a trovare una compagna stabile. Il suo passato artistico geniale ma disordinato e denso di errori, tra cui una lunga relazione con la droga, si mescolava come acqua e olio a un profondo sentimentalismo e alla serietà commovente con cui prendeva le storie con le sue donne. David voleva essere l’uomo di qualcuna, di quella giusta, proprio come Paul Newman con Joanne Woodward. Ma era un tipo difficile da “sistemare”. Provava a frequentare qualcuna ma non era semplice capire se la donna che gli si dichiarava innamorata lo era di lui, del personaggio, o del suo patrimonio. Bowie aveva frotte di ammiratrici disposte a tutto per lui, ma fra le quali non se la sentiva di scegliere. La donna giusta doveva portare in dote un sentimento sincero ed essere famosa a sufficienza per non impressionarsi davanti a lui, per non soffrire di sudditanza. Quando Antolin gli ha presentato Iman alla festa, David ha sentito un fremito al cuore. “Ho pensato subito che fosse quella giusta”, racconterà poi in molte occasioni.

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La vita sentimentale di David Bowie era stata densamente complicata. La sua storia più conosciuta è quella con Angie Bowie, incontrata nel 1969 a Londra, quando lei aveva 19 anni e lui 22, sposata nel 1970. Angie era un’artista come lui ed è considerata una delle figure più influenti del glam rock: stravagante, bisessuale, con uno stile parallelo e convergente al marito, di cui era la versione artistica al femminile. I due ebbero un figlio, Duncan Jones - oggi regista - che per anni verrà chiamato col secondo nome Zowie, e cresciuto praticamente da una babysitter scozzese. Quando David e Angie si separano sarà il padre a ottenere la custodia e a prendersene cura. Nel frattempo, mentre era ancora sposato, Bowie aveva assunto un’assistente personale di nome Coco Schwab che si rivelerà una delle persone più importanti della sua vita. Coco mantenne il suo posto di lavoro per 46 anni ed è stata la principale responsabile della disintossicazione del cantante dalla droga, dopo il periodo berlinese. Tuttavia, Coco è indicata come una delle cause della rottura con Angie che, gelosa della loro complicità, sospettava che fossero amanti. Dopo il divorzio, nel letto di David sono passate anche parecchie groupie di cui una, Lynn Koenigsaecker detta Queenie, famosa per aver raccontato alla stampa di aver perso la verginità con lui a 15 anni, suscitando uno scandalo.

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Negli anni a seguire in molte delle sue biografie ufficiose (e qualcuna ufficiale come Sono l'uomo delle stelle 20,40 euro su Amazon.it) sorgerà qualche dubbio sulla bisessualità di David Bowie e saranno in molti a insinuare che si trattasse di una montatura per non discostarsi dallo spirito dei tempi, qualcuno dice suggerita addirittura da John Lennon. Si parla per molto di una relazione fra David Bowie e Mick Jagger, in pubblico si salutavano con un bacetto sulle labbra. Poi il tiro viene aggiustato verso un episodico menage à trois dei due musicisti con una donna. Fra le conquiste di David, più o meno confermate, c’è però Susan Sarandon, con cui ha girato Miriam si sveglia a mezzanotte. Lui la definiva “dinamite pura” e sono stati insieme per tre anni. Ma anche Tina Turner, Amanda Lear, la vedova di Charlie Chaplin Oona O’Neil, l’immancabile Marianne Faithfull e una sospetta intimità con Iggy Pop, uno dei suoi migliori amici di sempre, ma anche con Liz Taylor. Nessuna di queste storie sarà per lui quella “giusta”. Nel frattempo, la sua metà della mela, Zara Mohamed Abdulmajid, prima di assumere il nome d’arte Iman, viveva una vita sentimentale decisamente meno affollata. A 18 anni era sposata con Hassan un manager della catena Hilton, ma lo mollò quando decise di diventare modella su invito del classico talent scout che l’aveva fermata per strada a Mogadiscio. Negli Stati Uniti non sfuggì alla corte dell’attore donnaiolo Warren Beatty (la sorella Shirley McLaine diceva “sono l’unica donna di Hollywood con cui non è stato a letto”). La storia durò poco, mentre la sua fama di modella cresceva. Il marito successivo è il giocatore di basket NBA Spencer Haywood, medaglia d’oro alle olimpiadi del 1968, con cui ha una figlia, Zulekha. Poi, si parla di una relazione con un musicista, ma sostanzialmente anche lei vagava nella fine degli anni 80 in cerca dell’anima gemella, esattamente come David Bowie.

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A quella festa di compleanno del suo parrucchiere, nel 1990, David Bowie non sa come agganciare Iman per convincerla a uscire con lui. “Mentre la guardavo pensavo già ai nomi dei figli che avremmo avuto insieme”, racconterà lui. Nervoso come un collegiale, preoccupato di sembrare troppo frettoloso, la sente dire che la mattina dopo sarebbe partita per uno shooting di moda, e con noncuranza fa una nota mentale del giorno e dell’orario del rientro. Si fa trovare a sorpresa all’uscita del suo volo e la invita “a bere un tè insieme uno di questi pomeriggi”. Durante i 24 anni della loro storia, Iman lo prenderà in giro spesso, dopo aver scoperto che non era affatto un bevitore di tè e che quella era la prima cosa che gli era venuta in mente, nel panico. Dopo quel primo appuntamento i due cominciano a vedersi, cercando di non farsi notare dalla stampa. Durante una vacanza a Parigi, sulla riva della Senna, lui sfodera un anello con zaffiro da 15 carati e una cascata di diamanti (che lei aveva apprezzato in una vetrina di Ponte Vecchio durante un altro viaggio insieme a Firenze) e le chiede di sposarla. Pare assurdo, ma lei risponde di no. “Come faccio a sposarlo?”, spiegò al loro amico comune, allibito. “Non ho mai incontrato sua madre e lui non ha mai conosciuto i miei genitori!”. Le cose si svolsero quindi seguendo le regole di lei, musulmana e tradizionalista, e lo scandaloso Duca Bianco si comportò come un piccolo lord del 1800 per ottenere il sospirato “sì”. Incontrò la mamma e il padre di lei, un diplomatico in pensione, e le presentò la sua mamma, l’ex cameriera Peggy. Poi portò la sua amata in crociera romantica sul Bosforo, le chiese per la seconda volta di sposarlo tirando fuori un anello in più, con un diamante giallo. E stavolta, lei accettò.

Il matrimonio di David Bowie e Iman si tenne in segreto prima a Losanna, in Svizzera, il 24 aprile del 1992 e poi nella piccolissima chiesa episcopale americana di Saint James a Firenze, il 6 giugno successivo. Il banchetto di nozze si tenne a Villa La Massa, nella campagna Toscana. La lista degli invitati comprendeva lo stilista Valentino, Yoko Ono, Bono Vox, Thierry Mugler, Steve Winwood e il leggendario produttore Brian Eno. David prepara personalmente la playlist musicale, gli invitati ballano fino allo sfinimento. Lui, ebbro di felicità (e di nient’altro, perché dal fidanzamento con lei è diventato astemio), prende il microfono e ringrazia pubblicamente il cielo per avergli donato questo “meraviglioso ibrido fumé di Audrey Hepburn e Sofia Loren”. Lei è ormai certa di aver fatto la scelta giusta. “Mi sono innamorata di David Jones, non di David Bowie, un giorno in cui i lacci di una delle mie sneaker si erano sciolti e lui si è inginocchiato subito per riallacciarli. Ero lì, in strada, con tutti che mi guardavano mentre David Bowie mi allacciava le scarpe”, racconterà Iman. Vanno a vivere fra New York e Londra cercando di non farsi notare troppo (un’impresa non facile) e continuando a curare progetti di lavoro, lui musicali, lei la sua linea di cosmetica. Nel 2000 la loro felicità raggiunge vette altissime quando nasce la loro unica figlia Alexandria Zhara, che oggi è molto seguita con l'accoun Instagram Lexi Jones. La loro routine diventa quella di tutte le famiglie felici del mondo, con lui che spesso fuma di nascosto perché non riesce a mantenere la promessa di smettere (ok, non beveva più), e che quando è ospite in tv parla della figlia e della moglie in quel modo stucchevole che sui social odiamo veder fare dagli amici, ma che con lui era solo... awwwww.

David Bowie e Iman staranno insieme per 24 anni, un tempo infinito per due celebrità. Quando la morte lo porta via a lei, ai figli e a tutti noi a soli 69 anni, mentre tutti gridavano al miracolo per lo straordinario ritorno sulle scene, non aveva tradito sua moglie nemmeno una volta. Lui e Iman hanno condiviso bellissimi soggiorni in Indonesia, dove David aveva da tempo una villa segreta arredata come un sogno ad occhi aperti. Hanno condiviso peccati di gola, come la pasticceria francese di cui lui era ghiotto. Hanno condiviso i primi acciacchi di lui, che aveva 8 anni più di lei e che come tanti di noi litigava con il colesterolo alto, anche se non ingrassava mai. Hanno condiviso l’operazione al cuore di lui nel 2004, la sua arteria otturata che gli bloccava la spalla. Era il conto che il suo fisico provato da anni di stravizi all’apice della carriera - cocaina, eroina, alcol - gli stava presentando. Il 10 gennaio del 2016 è il suo ultimo giorno di vita, dopo un conto alla rovescia iniziato 18 mesi prima, con la diagnosi di un cancro al fegato tenuto accuratamente segreto al mondo. David è a casa sua a Manhattan, circondato dai suoi cari. Fino all’ultimo ha lavorato all’opera teatrale Lazarus, che andrà in scena a Broadway con protagonista Michael C Hall, la star di Dexter. David Bowie verrà cremato senza un funerale, come scritto nelle sue volontà (in cui lascia anche due milioni alla sua assistente Coco Schwab) e le ceneri verranno sparse da Iman a Bali, con un rito buddista. Già, Iman. Si può sopravvivere alla morte di un uomo così? Si può, si cerca di farlo, anche per i figli. “Ma non avrò mai più un altro compagno”, ha detto lei tre anni dopo. Come darle torto.