Milva, la diva invisibile che non riusciamo a smettere di adorare

Da quando la Pantera di Goro si è ritirata la gente si inchioda alla tv quando la figlia Martina Corgnati porta sue notizie (e questo è amore).

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“Il mio mestiere l’ho fatto con dignità, e credo, anche bene”. Queste sono le parole che Milva ha detto quando ha annunciato il suo ritiro dalle scene, nel 2010, “perché non ho più modo di farlo nel modo migliore”, ha spiegato. Quel giorno si è chiuso l’ultimo capitolo della carriera di una grande artista il cui ricordo non riesce proprio a sbiadire, prova ne è il picco di audience che fa registrare la figlia di Milva Martina Corgnati, apprezzata critica d’arte, professoressa all’Accademia di Belle Arti di Brera, ogni volta che compare in tv in sua rappresentanza. La Rossa, Milva la pantera di Goro, Milva la cantante italiana più amata all'estero. Sono tutti i soprannomi, le etichette, gli onori guadagnati grazie alla fortuna (e l’impegno) che le hanno permesso di essere una delle voci più eccelse del panorama musicale internazionale. Milva è stata un "animale da palco", come si dice in gergo, una star per talento e per vocazione, una che con i suoi successi ha scritto un lungo capitolo della storia della canzone italiana. Negli anni 60 il panorama artistico canoro, in Italia, si divideva in curiose fazioni «zoologiche». La gente nei bar, dove andava a vedere la tv, si chiedeva: “Qual è la tua preferita tra la Tigre di Cremona, l'Aquila di Ligonchio o la Pantera di Goro?”, che erano rispettivamente Mina, Iva Zanicchi e appunto, Milva. Nascevano vere e proprie discussioni tra i sostenitori delle tre. Milva le canzoni più belle le ha forse cantante in quel periodo, così come per tutto quel fantastico tris di primedonne. Milva i successi più significativi li ha ottenuti proprio tra gli anni 60 e gli 80, dopo un esordio da ragazzina.

Milva, data di nascita 17 luglio 1939, è originaria di Goro, un piccolo paese del Ferrarese sul delta del Po. Il suo nome all'anagrafe è Maria Ilva Biolcati, ma all'inizio della carriera, quando si esibiva in alcuni locali notturni ferraresi e bolognesi, si faceva chiamare Sabrina. Milva è un soprannome che arriverà qualche tempo dopo, una volta vinto il concorso per voci nuovi indetto dalla Rai nel 1959. Quando il papà si troverà ad affrontare un crack economico anche lei, giovanissima, riuscirà a contribuire alle spese di famiglia andando a cantare. È così brava che riesce a strappare un cachet di 70mila lire a serata, circa 34 euro di oggi, che per allora erano una cifra più che dignitosa.

Milva, anni 60. La giovane Milva cantante ha destato ammirazione da subito. Debuttò nel 1961 a Sanremo, giungendo terza al Festival con il brano Il mare nel cassetto. Durante la cerimonia di premiazione Betty Curtis, giunta più in alto in classifica, le rivolse un gestaccio poco elegante. Le polemiche, spesso clamorose, in effetti accompagneranno per tutta la carriera di Milva. La Biolcati nel 1963, ad esempio, attacca duramente la giuria del Festival di Sanremo per il suo mancato ingresso nella terna dei vincenti, giurando di non mettere più piede all'Ariston. Poi ci ripensa, anzi è ospite fissa per 10 edizioni di fila. Celebri anche le frecciatine a distanza con Mina e Ornella Vanoni. Nel frattempo vince un titolo di cantante dell'anno, debutta al cinema. Milva nel film La bellezza d'Ippolita si scontrerà con i critici, colpevoli di essersi concentrati più sulle cosce di Gina Lollobrigida che sul suo talento musicale, e a teatro con Strehler, specializzandosi nel repertorio di Brecht, fino a quel momento appannaggio delle cantanti tedesche. Gli anni 60 sono anche cruciali per Milva nella vita privata. Nel 1961 Milva e Maurizio Corgnati diventano marito e moglie. Si separeranno nel 1969, dopo che nel 1963 è nata la figlia Martina. Milva racconterà in seguito di non essersi sentita una buona madre perché per dare precedenza al lavoro ha sacrificato le persone che aveva intorno, figlia compresa. E ha confessato anche di aver provato un filo di gelosia perché la "bambina" del marito Maurizio, fino alla nascita di Martina, era stata lei.

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Milva, anni 70. Pur non disdegnando frequenti apparizioni televisive, nel decennio successivo Milva si concentra sulla sua vocazione teatrale. Straordinario il successo del 1973 dell'Opera da tre soldi di Bertold Brecht eseguito da Strehler, in cui la pantera di Goro è un’eccezionale Jenny delle Spelonche, accanto a Domenico Modugno nelle vesti di Mackie Messer. Si guadagna il soprannome la Rossa per i suoi capelli, ma anche per la fede politica di sinistra ostentata con orgoglio. Una fede che traspare da diversi lavori di Milva, canzoni famose come Bella ciao o quelle contenute negli album Canti della libertà, Libertà e tanti altri. Passione politica che la porta ad avvicinarsi a diversi autori impegnati come il greco Mikis Theodorakis, Enzo Jannacci o Franco Battiato. Nel 1979 perde tragicamente il suo nuovo compagno, Mario Piave, trovato crivellato di colpi in auto, vicino Ostia, ma con il quale era sul punto di separarsi.

Milva, anni 80. Proprio dalla collaborazione con Franco Battiato, all'inizio degli anni 80 nasce un'altra celebre canzone di Milva, Alexander Platz, che si trova nell'album Milva e dintorni. Nel 1982 Milva trionfa ancora a teatro con La vera storia, opera di Luciano Berio messa in scena alla Scala di Milano, e spopola in Germania, Francia e Spagna con le sue esibizioni. Milva, discografia. I numeri della produzione musicale di Milva sono straordinari: 62 album in studio, 64 raccolte, 14 album live. Enorme la sua popolarità in Germania in tutta Europa, ma anche in Giappone e in Sudamerica.

Milva oggi. Nel 1990, tornata a Sanremo con Sono felice. è arriva quarta. Ci ha riprovato tre anni dopo. Milva, con Uomini addosso non riesce però neppure ad approdare in finale. Va meglio nel 2007, quando si piazza tra i primi con The Show Must Go On, scritta da Giorgio Faletti. Ma il 2007 è un anno tragico per Milva. Problemi di salute provocati dallo shock per una rapina subita in casa le provocano un malore che la costringe all'ospedale. Il 2010 è quindi l'anno del ritiro ufficiale di Milva. La malattia. Nel 2004 un intervento di appendicite acuta ha cominciato a minare la sua salute, poi sono arrivati altri problemi che le hanno compromesso la mobilità e la memoria. La stanchezza l’ha indotta a dire basta, a ritenersi soddisfatta dopo aver ottenuto la Legione d’Onore in Francia, il titolo di commendatrice in Italia e il cavalierato della Repubblica Tedesca. L'ultima apparizione pubblica la fa a L'Arena, ospite di Massimo Giletti, su Raiuno. La sua collega Ornella Vanoni, nel 2010 le ha lanciato un affettuoso invito a ripensarci, ma è caduto nel vuoto. Ora a farle da portavoce è sua figlia Martina Corgnati, che di recente, ospite di Barbara D’Urso a Domenica Live, ha rilanciato l’appello di premiare la madre a Sanremo per la carriera (con un boom d'ascolti non certo inaspettato). Dato che, nonostante il record di presenze alla kermesse Milva a Sanremo, non ha vinto mai. La sua richiesta è stata accolta nel 2018 su iniziativa di Cristiano Malgioglio e di una petizione con tanto di hashtag #PremioCarrieraMilva. La consegna è stata fatta durante Il Festival di Sanremo 2018, ed è stato uno degli episodi memorabili che hanno reso gloriosa quell'edizione.

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