Ma davvero tutto quello che pensiamo di Melania Trump è sbagliatissimo?

Due nuovi libri mostrano altre sfaccettature della sfuggente First Lady degli Stati Uniti che no, non capiremo mai.

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Tesi, antitesi, sintesi. Stavolta bisogna scomodare Hegel per capire le ultime notizie su Melania Trump. La tesi principale è che Melania Trump comunichi attraverso i suoi vestiti da couture-politik un disagio tatuato addosso sin dall’insediamento nel ruolo di First Lady. Antitesi: la credenza che Melania Trump oggi sia schiava dei colpi di testa (non tricologici) del marito Donald Trump. Sintesi: tutto quello che sappiamo finora di Melania Trump è falso. Prego?! Abbiamo palesemente sbagliato gli assunti di partenza, leggendo comunicazioni semiotiche nei look di Melania Trump che lei non ha mai personalmente voluto dare. A rivelare l’errore clamoroso che l’intero mondo ha compiuto nel leggere chi è davvero Melania Trump sono due libri: uno di Cliff Sims, ex assistente dello staff di comunicazione di Donald Trump in campagna elettorale e poi alla Casa Bianca, che ha pubblicato un memoir intitolato Team of Vipers (un titolo, un programma), l'altro Let Me Finish di Chris Christie, ex governatore del New Jersey che ha curato il passaggio dello staff di Trump alla presidenza. Due titoli agli antipodi, in realtà.

Nel libro di Chris Christie, Melania Trump è descritta come "intelligente, navigata, molto intuitiva e immensamente piacevole". Una donna all'altezza del suo ruolo, cosa che facilmente è stata messa in discussione, e l'unica persona di tutta la numerosa famiglia presidenziale a domare l'incontenibile Presidente degli Stati Uniti. Non ci sono Ivanka Trump, Lara Trump o altri parenti che riescano dove riesce FLOTUS. "Una cena di due ore con Donald potrebbe essere estenuante. Ma quando lui parla troppo, Melania gli mette una mano sul braccio ed è il segnale che lui deve lasciar parlare gli altri. Ha un'influenza tranquillizzante su di lui". Forse questo potevamo intuirlo, certo. Ma sono le rivelazioni dell'altro libro spiegare come si dovrebbero modificare radicalmente le percezioni di Melania Trump da parte del mondo intero.

Nel suo libro Cliff Sims cita un aneddoto in particolare legato alla notte in cui Donald Trump fu eletto. L’attuale presidente USA rimase scioccato dalla sua vittoria. “L’uomo che non resta mai senza parole fu messo in silenzio dal verdetto della storia. Per un momento, un brevissimo momento, sembrò persino vulnerabile” scrive Sims. E ad accorgersi del timido smarrimento di colui che era appena diventato il leader del mondo occidentale fu proprio la signora Melania Trump, che, racconta Sims, strinse la mano al marito Donald sussurrandogli che la nuova avventura l’avrebbero affrontata insieme. Già questo dovrebbe chiarire che, per quanto la coppia presidenziale Donald Trump Melania Trump sia stata spesso nel mirino della stampa specialmente per le scappatelle di lui (come quella con Stormy Daniels e altrettante che silenziosamente emergono) e per i bronci inscalfibili di lei, il libro di Cliff Sims sembra voler ribaltare tutte le poche, pochissime certezze che ci vengono dalle apparizioni pubbliche della vera Melania Trump (non la sosia). “Non è mai stata la persona che gli osservatori esterni sono convinti che sia - una sposa riluttante, messa lì per caso, che vuole scappare da lui” scrive l’ex membro dello staff.

“Molte persone fuori dalla Casa Bianca che sono state traviate dal mito, spesso sostenuto da fonti anonime, che Melania odi segretamente il marito, che voglia il divorzio o che addirittura abbiano firmato un contratto d’affari per restare insieme” scrive Cliff Sims. Ma non è affatto così: come in ogni relazione anche il matrimonio di Melania Trump e Donald Trump ha i suoi alti e bassi, ma FLOTUS non ha mai mancato di prendere sul serio il ruolo pubblico di cui è stata investita. “È la protettrice più fiera di suo marito” sostiene l’ex membro dello staff presidenziale. La Melania Trump descritta da Cliff Sims è l’esatto contrario della lacrimosa vittima del marito che appariva tra le pagine di Fire&Fury di Michael Wolff, il primo libro ad agitare la presidenza Trump dal di dentro. Altro che lamentele: Melania Trump prende molto sul serio il suo ruolo, è una donna attentissima ai dettagli e nulla sfugge al suo controllo visivo, nemmeno le divise del personale della Casa Bianca. Prepara ogni giorno la rassegna stampa per Donald Trump, interviene ai meeting nella Sala Ovale e sa come lavorare perché l'opinione del marito sia concisa e corretta. Melania Trump è parte attiva del governo, per quanto epitome di discrezione. Avremmo dovuto intuirlo, d'altronde la richiesta di licenziamento dell'inossidabile Mira Ricardel è arrivata proprio da Melania.

Solo su una cosa Melania Trump si dimostra più vulnerabile: l’accento. Parlare in pubblico non le piace particolarmente, anche se sta imparando a gestire questa parte del suo ruolo. Di origini slovene, Melania Knavs Trump cerca sempre di limitare i discorsi pubblici. Quando proprio non può evitarlo, studia dizione e fa pratica di inglese per estirpare ogni possibile suono che la renda attaccabile dal pubblico. Durante le prove per il discorso natalizio del 2017, Melania era molto preoccupata di sbagliare le pronunce ed è stato dovere morale di Donald Trump sostenerla. “Se sbagliava lui la incoraggiava. Le ha persino detto “Sembri di New York, tesoro, non sembra nemmeno che tu abbia un accento””. Forse la voce segreta di Melania Trump non la sentiremo mai. Come non capiremo mai le sue infinite sfaccettature pubbliche e private.

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