La magica vita di Mia Martini l'Édith Piaf che abbiamo lasciato volare via tragicamente

Nessuno dimentica la grande cantante scomparsa nel 1995, una morte misteriosa che ha una sola causa accertata: l'indifferenza.

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Una voce graffiante e potente, un repertorio firmato dai grandi compositori della musica italiana che non vedevano l’ora di farle interpretare i loro brani, una vita difficile conclusa in modo drammatico. Mia Martini è un’eroina tragica dei nostri tempi che avremmo voluto ancora tra noi a lungo, molto a lungo. Una diva non convenzionale che si è ritagliata un ruolo importante nel nostro panorama musicale, nel nostro immaginario e nei nostri cuori. Anche oggi il suo ricordo conta molti fan, il film tv su di lei, Io sono Mia, dove è interpretata da Serena Rossi, andato in onda il 12 febbraio 2019, ha totalizzato subito 7,7 milioni di spettatori (e molti altri se ne aggiungeranno su Raiplay).

Mia Martini, gli inizi. La vita di Mia Martini è stata segnata da alcune tappe fondamentali: dagli esordi nel suo paesino del profondo Sud, Bagnara Calabra, dove comincia a farsi conoscere, fino all’incontro decisivo con il produttore discografico Alberigo Crocetta che la svela al grande pubblico; dalla vittoria al Festivalbar del 1972 alla creazione apposita di un premio della critica a Sanremo, che dal 1996 porta il suo nome. Domenica Bertè era nata a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, il 20 settembre 1947, secondogenita di quattro figlie. Una delle sue sorelle, Loredana, diventerà anche lei una cantante con altrettanto successo, tanto da sfiorare per poco il trionfo a Sanremo 2019 a 68 anni. Le sorelle Bertè però non hanno quasi mai cantato assieme. Domenica, detta Mimì, ha una voce che ricorda quella della meravigliosa Aretha Franklin, e grazie a questo riesce presto a farsi notare. Cominciò a esibirsi nei locali e gli eventi facendo gavetta, fino a quando riesce a incidere il suo primo 45 giri col nome Mimì Bertè. Il nome d'arte Mia Martini lo adotterà nel 1970. Nella discografia di Mia Martini che da quel momento diventa sempre più di qualità, spiccano importanti collaborazioni tra cui quelle con Lucio Battisti, Franco Califano e Roberto Murolo.

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Mia Martini, la biografia. Dopo essersi fatta notare per la sua voce unica come corista per brani twist e rock del periodo, nel 1969 la cantante si trasferisce a Roma per fare il grande salto. Nella capitale conosce personaggi che sarebbero poi diventati famosi quanto lei come Renato Zero o importanti per la sua carriera come Alberigo Crocetta, che per lei fu come un padre e la portò al successo. Le canzoni di Mia Martini sono sempre di grande effetto, come il suo primo successo, Padre davvero, che venne censurata in Rai in quanto trattava di una figlia che si ribella al padre violento. Rileggendo il testo oggi, dopo le rivelazioni della sorella Loredana Bertè nella sua biografia Traslocando. È andata così, è difficile escludere che la canzone non si ispirasse al difficile rapporto col suo stesso padre. Nel 1972 esce quello che sarà uno dei suoi successi più memorabili, Piccolo uomo, canzone scritta per lei da due autori di razza come Bruno Lauzi e Dario Baldan Bembo. L'anno successivo è la volta di Minuetto, composta sempre da Baldan Bembo ma in coppia con Franco Califano. Da questo momento i suoi dischi vengono tradotti anche all'estero, soprattutto in Germania, Spagna e Francia. Oltralpe, commossi dal suo aspetto fragile che contrasta con la voce potente, la paragonano alla leggendaria Édith Piaf e la critica europea nel 1974 la dichiara Cantante dell'anno. Con È proprio come vivere, Mia Martini vince il Disco d'oro: un milione di dischi venduti negli ultimi tre anni. L'anno dopo, nel 1975, la Rai le tributa il dovuto omaggio, con lo special Mia, a cui partecipano anche Lino Capolicchio e Gabriella Ferri. Sarà un susseguirsi di successi fino al Festival di Sanremo del 1982.

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Mia Martini, il premio. In quell’anno, il 1982, al Festival partecipa con un pezzo scritto da Ivano Fossati, E non finisce mica il cielo, che non vince ma viene apprezzato dai giornalisti al seguito della manifestazione, tanto che viene deciso di assegnarle un premio creato appositamente. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1995, il Premio della critica sanremese verrà intitolato proprio a lei e viene anche oggi assegnato, con una valenza persino superiore a quello del vincitore assoluto. Il rapporto fra Ivano Fossati e Mia Martini, così fecondo dal punto di vista artistico, non fu solamente professionale. Fra i due ci fu una turbolenta storia d’amore, col cantante molto geloso della compagna, che le fece anche cambiare casa discografica. Una storia d’amore, questa, che per non viene raccontata nel film a lei dedicato, pare proprio su richiesta di Fossati. Pare che lui le abbia anche chiesto di non accettare una collaborazione col cantautore napoletano Pino Daniele, e che questo abbia incrinato ulteriormente il loro rapporto. Nonostante tutto però, durante la loro unione artistica fu prodotto l’album Danza, che è stato uno dei maggiori successi di Mia Martini.

La morte di Mia Martini. Era già da qualche anno che la cantante soffriva di un fibroma all'utero per il quale non intendeva operarsi, temendo possibili cambiamenti al timbro vocale. Per questo motivo assumeva farmaci anticoagulanti. Secondo la procura di Busto Arsizio, però, Mia Martini sarebbe morta, a Cardano al Campo il 12 maggio 1995, a causa di un arresto cardiaco, causato da un abuso di stupefacenti. La sua scomparsa quindi è ancora avvolta nel mistero e da anni si discute su quale sia stata la vera causa, se si sia trattato di incidente o persino di suicidio. Molti nel mondo dello spettacolo hanno dovuto fare i conti col rimorso di aver bistrattato questa grande cantante, arrivando a emarginarla con l’accusa assurda di portare sfortuna. Quello che resta, alla fine, è che lo spegnersi della sua esistenza ci ha privato di qualcosa di bello, anche se non ha cancellato una vita dedicata all’arte e al suo rapporto con il pubblico. Mia Martini ci ha lasciato in eredità tante bellissime canzoni, e una voce che non sarà mai dimenticata.

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