Negli occhi di Saoirse Ronan c'è il cielo d'Irlanda e il talento purissimo

Storia di una giovane attrice dalla carriera così lineare e scintillante che non si vedeva dai tempi di Liz Taylor

Scotland's Premiere Of Mary Queen Of Scots
Duncan McGlynnGetty Images

Gli occhi di Saoirse Ronan sono stati da subito il biglietto da visita che le ha facilitato una carriera sfolgorante. Ma di persone con occhi bellissimi, chiari e grandi come i suoi ne esistono tante. Fissando però quelli della giovane attrice irlandese, anche se in realtà è nata a New York, non ti perdi nel vuoto di una personalità insignificante, e fu per questo che Peter Jackson la scelse per il ruolo di Susie nel commovente Amabili Resti, dopo averla notata in un altro film cult, Espiazione. Da allora in poi, Saoirse, che è figlia d’arte, ha gestito bene la sua carriera scegliendo sempre film che valorizzassero la sua fisionomia così particolare, avvicinandosi sempre di più all’Oscar al quale è stata candidata già tre volte (e prima o poi arriverà). Anche Ed Sheeran l’ha voluta a tutti i costi nel video di Galway Girl, che racconta una notte di passione vissuta dal cantante con una ragazza irlandese. Nel film del 2019 Maria Regina di Scozia Saoirse fa a gara di bravura con Margot Robbie. La sua biografia, anche se è molto giovane, è già interessante è ricca di particolarità. La prima è che la pronuncia esatta del suo nome è “Sersha” (con la e chiusa): lo ha spiegato lei stessa con una canzone monologo intonata durante il Saturday Night Live che ha spopolato su Youtube.

Saoirise Ronan, biografia. Saoirse Ronan nasce a New York il 12 aprile 1994, vero nome Saoirse Úna Ronan (Úna vuole dire “piccola foca”). Figlia unica di Monica Ronan, nata Brennan, e dell'attore Paul Ronan, vivrà praticamente sempre sul set, tanto che la sua carriera è iniziata molto presto, ad appena 9 anni. A tre anni però è andata a vivere con la famiglia in Irlanda, la terra d'origine dei suoi genitori, tra le cittadine di Carlow e Howth a un centinaio scarso di chilometri da Dublino. Il suo debutto, a seguito del padre, è sul set in alcune produzioni della tv irlandese, due serie intitolate The Clinic e Proof. Nel 2006, a 12 anni, sostiene il provino per interpretare Luna Lovegood in Harry Potter e l’Ordine della Fenice ma ci crediate o no, i responsabili del casting de regista Paul Yates la scartano. L'esordio al cinema arriva però quello stesso anno in un altro film, 2 Young 4 Me – Un fidanzato per mamma, insieme a Michelle Pfeiffer. La vera occasione arriva l'anno successivo quando, ancora adolescente, ottiene la candidatura all'Oscar e ai Golden Globe come miglior attrice non protagonista nel film Espiazione di Joe Wright. In questo film, che contiene un lungo piano sequenza giudicato da molti esperti “il più bello della storia dei cinema”, Saoirse veste i panni di Briony, la ragazzina che con le sue azioni innesca una trama disperata e struggente, coinvolgendo i due personaggi principali interpretati da Keira Knightley e James McAvoy. Gira altri film come Ember - Il mistero della città di luce e Houdini - L'ultimo mago dove interpreta il ruolo della figlia di Catherine Zeta-Jones. Nel 2009 però esce un altro film importante per la carriera di Saoirse Ronan: Amabili resti. Forse la sua vera consacrazione. Per accettare questo ruolo da protagonista Saoirse deve disdirne uno appena accettato, da antagonista in Robin Hood di Ridley Scott. Un bel dilemma, ma forse ha fatto la cosa giusta. Nella pellicola di Peter Jackson, attorniata da mostri sacri come Susan Sarandon, Stanley Tucci, Rachel Weisz, Mark Wahlberg (che sarà più un successo di critica che di pubblico) riesce a non farsi oscurare nemmeno per una scena, che per altro gira praticamente sempre senza interagire con gli altri attori. Il suo, infatti è un ruolo drammatico e surreale, quello di Susie Salmon, una ragazzina abusata e uccisa da un vicino di casa maniaco che continua a seguire in forma di spirito le vicende della sua famiglia terrena. La bravura con cui riesce a sostenere un ruolo così atipico le vale una nomination ai BAFTA e un Critics' Choice Awards.

Saoirse Ronan, film. Negli anni seguenti tutti la vogliono. Lavora ancora con Joe Wright in Hanna, con Wes Anderson in Grand Budapest Hotel, con Neil Jordan in Byzantium, con Geoffrey Fletcher in Violet & Daisy. Gira The Host, tratto dall'omonimo romanzo dell’autrice di Twilight Stephenie Meyer, che non bissa però il successo del film di vampiri. Nel 2013 circolano rumor che la vorrebbero nel cast dell'atteso nuovo capitolo della saga de Il signore degli Anelli. Saoirse Ronan ne Lo Hobbit avrebbe dovuto interpretare Itaril di Mirkwood, ma è costretta a dire di no: non può restare ferma un anno intero per le riprese, il tempo che le è stato prospettato. A malincuore declina la proposta e nel frattempo è tra le protagoniste di Come vivo ora (e sul set conosce l’attore George MacKay con cui esce per un po’) e Lost River. Nel 2015 gira con John Crowley Brooklyn, storia di una ragazza irlandese che emigra negli Stati Uniti per trovare lavoro – nel quale si immedesima molto – e per il quale ottiene una seconda nomination agli Oscar, stavolta come miglior attrice protagonista. Nel 2017 è la volta di Lady Bird, il film d'esordio della giovane regista Greta Gerwig uscito a novembre 2017. Da doppiatrice presta la sua voce al personaggio di Margaret Gacher per il film d'animazione Loving Vincent, dedicato alla figura di Vincent Van Gogh, e nel 2018, come già detto, è Maria Stuarda in Maria regina di Scozia. Nel 2019 la vedremo in ha un nuovo lavoro con Greta Gerwig, Little Women, storia di giovani sorelle nell’America dopo la guerra civile, nel 2020 nel nuovo film di Wes Anderson, il musical The French Dispatch e poi ancora al fianco di Kate Winslet in Ammonite. E l’amore? Il mio fidanzato è il lavoro”, continua a rispondere ostinatamente. Saoirse Ronan ora vive a New York, dove ha sostenuto il necessario rito di passaggio/consacrazione di Broadway con Il crogiuolo di Arthur Miller, il celebre e complesso dramma che racconta l’epoca del maccartismo americano metaforizzandolo nella caccia alle streghe di Salem. Ma lo dice anche lei, il cuore è sempre lì, nella verde Irlanda, che ogni tanto rievoca sorseggiando un tè Irish Blend.

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