Ecomaschi alla carica

Attori votati alla causa climatica, tycoon illuminati dal sole, ragazzi che inventano sistemi per ripulire il mondo. Ecco la nostra top 10 dei paladini dell'ambiente: sono più green o più hot?

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Sulla carta sono tutti d'accordo. Il pianeta ha la febbre alta, è colpa delle schifezze che gli facciamo respirare, dobbiamo darci urgentemente una regolata. Nel dicembre 2015 a Parigi, alla Conferenza dell’Onu sul clima, 195 paesi si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra, a investire in tecnologie non inquinanti ed energie pulite, a ripensare l’economia scrollandosi di dosso le logiche dei petrolieri e dei vecchi carboni fossili. Entro quando - bene bene - non si è capito, però. Mentre i grandi della Terra contrattano su progetti a lungo termine, una schiera di leader alternativi sceglie l’azione subito. Ci sono attori e registi che usano la celebrità per dare voce (e milioni) alle cause ambientali, imprenditori che fanno la rivoluzione verde, attivisti che rischiano la vita ogni giorno, ragazzi che dalla loro cameretta trovano nuovi modi per salvare il mondo. E saranno gli effetti benefici della natura, ma sono tutti belli! Questa è la top 10 dei nostri ecopaladini preferiti: da seguire per le loro gesta green e per l’aspetto hot.

  1. LEONARDO DICAPRIO ha iniziato nel '98, subito dopo il successo di Titanic, con la fondazione che porta il suo nome e supporta progetti a lungo termine per la salute del pianeta. Con milioni di dollari e campagne di sensibilizzazione stellari. Mentre noi alziamo il sopracciglio per il nuovo filo di pancetta e per le fidanzate tutte uguali, l’attore parla con i grandi del mondo per garantirci un futuro: ci sono le prove. Before the Flood - Punto di non ritorno è il documentario che Leo ha prodotto e che riprende gli ultimi tre anni dei suoi viaggi al centro del problema Terra, in cerca di soluzioni: dai produttori di petrolio “verde” ai piani per salvare le coste dall’annegamento. Il film testimonia anche la deforestazione selvaggia sull’isola di Sumatra e gli effetti scioglighiacci del surriscaldamento globale. Mentre giravano Revenant, DiCaprio e team hanno dovuto spostare di corsa il set a Ushuaia, trampolino argentino verso l’Antartide, perché era l’unico scenario che offrisse una quantità di neve decente. E la cosa non gli dev’essere andata giù. Nonostante l’Oscar.

      2. ELON MUSK: un tycoon illuminato, dalla luce pulita del sole. Il magnate di PayPal, SpaceX (corporation che progetta mezzi per viaggi spaziali) e Tesla Motors (che sforna veicoli elettrici ad altissime prestazioni) si è buttato anima e business nell’impresa di SolarCity. L’azienda californiana fornisce servizi e sistemi per l’energia solare, con una politica di abbassamento dei costi e moltiplicazione degli utenti. Ma Musk pensa sempre più in grande: ha appena tappezzato con più di 5mila pannelli fotovoltaici l’atollo di Ta’u, nell’arcipelago delle Samoa Americane. In modo che la comunità dell’isola sia autosufficiente dal punto di vista energetico, giorno e notte, e riesca pure a tenere un po’ di carica da parte per nuove infrastrutture. Che (r)innovatore!

      3. KUMI NAIDOO è un supercool fighter, da quando aveva 15 anni e ha sentito gli effetti del razzismo sulla sua pelle. Nato a Durban in Sudafrica, è diventato precocemente un attivista antiapartheid, si è laureato a Oxford, ed è stato il primo africano a ricoprire il ruolo di direttore esecutivo internazionale di Greenpeace, dal 2009 al2015. Ha dato il via e partecipato in prima persona alle spedizioni contro le piattaforme dei colossi petroliferi nel Mar Artico, in Groenlandia e nel Mare di Barents. Situazioni calde e accoglienti... Soprattutto, si è impegnato a dare forza alle istanze ambientaliste, ascoltando le voci dal basso delle persone coinvolte. Ora è alla guida di Africans Rising, movimento per la giustizia sociale, la pace e il futuro del continente più povero. Un futuro che parte dal ripensamento delle risorse energetiche e del loro accesso per la popolazione.

      4. BAS VAN ABEL: Fairphone è il nome del telefonino più sostenibile in circolazione, e di una fondazione. L’inventore e ceo è questo designer olandese, che ha vinto il Deutschen Umweltpreis, il premio tedesco per l’innovazione ambientale. Oratore al Ted Amsterdam, Van Abel ha spiegato com’è nata l’idea: al figlio si è rotto un videogioco e lui non è riuscito ad aprirlo. E si è chiesto perché non possiamo aprire i prodotti che compriamo, perché non sappiamo cosa c’è dentro. La responsabilità va con la conoscenza: dentro al Fairphone ci sono materiali di riciclo che non inquinano l’ambiente, minerali estratti nelle regioni di conflitto come il Congo, ma in una rete protetta di miniere che sostengono i lavoratori e i loro diritti. All’obsolescenza programmata che riduce il ciclo vitale di tanti telefoni, Van Abel oppone un apparecchio modulare pensato per essere riparato - basta cambiare un pezzo - e durare più a lungo. E, da bravo figlio del Dutch Design, è pure carino! Dico il cellulare (anche).

      5. XIUHTEZCATL MARTINEZ: «Dobbiamo ricordarci che siamo tutti indigeni di questa Terra e che siamo tutti connessi». Niente male come dichiarazione, fatta da un teenager all’Earth Summit delle Nazioni Unite. Questo 16enne cresciuto tra i boschi del Colorado secondo la tradizione azteca del padre, è un attivista per l’ambiente da quando ha sei anni. Più che un leader del futuro, una guida per il presente, un guardiano del pianeta per cui natura e diritti civili sono un’unica entità, l’unica vita possibile. Ha fondato Earth Guardians (earthguardians.org), un movimento di giovani artisti e musicisti che usano poesia e rap per educare e mobilitare migliaia di coetanei e chiedere insieme politiche ambientali più sagge ai capi del mondo. Per la sua preparazione sui temi, le doti da speaker, l’energia contagiosa e gli sforzi profusi continua a ricevere premi (tipo il Community Service Award da Obama) e a diffondere il suo messaggio via show globali in tv, radio, riviste, festival... Una forza della natura.

      6. IAN SOMERHALDER. La popolarità di The Vampire Diaries fa dell'attore un portavoce molto efficace dei programmi salvanatura delle Nazioni Unite. E anche della Ian Somerhalder Foundation, l’associazione filantropica creata nel 2010, dopo il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. Sì, questo affascinante ragazzo della Louisiana trapiantato nella domotica e salutista Los Angeles è cresciuto a pane e animaletti da adottare, gabbiani da ripulire dal catrame, vita selvaggia da rispettare e far conoscere. Poi ha allargato i campi d’azione: ha investito con successo in compagnie che impiegano tecnologie verdi e ha esplorato gli oceani per le riprese di Years of Living Dangerously, il documentario (zeppo di star) di James Cameron che affronta di petto il climate change.

      7. BOYAN SLAT: ha occhi blu come le acque che verranno ripulite dai rifiuti di plastica, grazie a una stupefacente trovata: il 22enne olandese è l’inventore (nella sua cameretta da nerd) e imprenditore di The Ocean Cleanup (theoceancleanup.com). Lanciata nel 2012, la sua idea ha raccolto 2 milioni di dollari via crowdfunding, e quest’anno partirà in grande nel Pacifico. Funziona così: una barriera marina a forma di V sfrutta le correnti per spingere la spazzatura galleggiante in un punto di raccolta centrale, invece di doverla inseguire tra le onde. Riducendo esponenzialmente i tempi e i costi energetici. E moltiplicando i premi assegnati a Slat da Onu, Forbes, Time magazine, FastCompany, London Design Museum...

      8. PRINCE EA: il nome d'arte di Richard Williams significa Principe della Terra. Laureato in Antropologia, questo muscolare 28enne di St. Louis è poeta, rapper, filmmaker e motivatore sui social. Non esiste ancora una definizione per il suo lavoro: promuove l’uguaglianza, il perseguimento della felicità, la spiritualità e la salvaguardia dell’ambiente in video autoprodotti che raggiungono milioni di visualizzazioni. Persino la mediaguru Oprah Winfrey è rimasta colpita e ne ha trasmesso uno nel suo show SuperSoul Sunday. Vedere per cedere: princeea.com

      9. JOSH FOX: Il suo documentario Gasland, già nominato agli Oscar, è considerato il manifesto del movimento antifracking, che si oppone alla fratturazione idraulica massiva delle rocce per l’estrazione di gas o petrolio. Il regista ha iniziato la battaglia dopo un’offerta ricevuta da una grande compagnia per ‘’utilizzo di un terreno di famiglia in Pennsylvania. Ha proseguito il suo lavoro di ricerca e denuncia con How to Let Go of the World and Love All The Things Climate Can’t Change, presentato all’ultimo Sundance, in cui si chiede: se è troppo tardi per arrestare il declino, cosa ci rimane di indistruttibile? E intanto tiene conferenze in giro per il mondo in cui illustra i gravi rischi di contaminazione ambientale legati all’estrazione di combustibili fossili.

      10. MARK RUFFALO è il volto più celebre della protesta a Standing Rock, la riserva indiana in Nord Dakota che rischia di essere devastata dalla costruzione di un oleodotto sotterraneo. L’Hulk cinematografico degli Avengers si è fatto ancora più verde in questo periodo, unendosi all’associazione Native Renewables per fornire pannelli solari ai nativi americani in rivolta e garantirgli l’energia e il sostegno necessari. Il tema è molto sentito dall’attore, che ha fondato con Josh Fox - più uno scienziato di Stanford e un megabanchiere - The Solutions Project, un’organizzazione che si prefigge di anticipare al 2050 la conversione degli Stati Uniti all’uso esclusivo di energie che non si esauriscono: il sole, il vento, le onde (e il suo sguardo sornione).

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