Isaac Carew, lo chef che ha fatto innamorare la popstar Dua Lipa con la pasta all'italiana

Il cuoco emergente è un 33enne londinese, bello come un modello, cresciuto alla scuola di Gordon Ramsay e in una famiglia di donne. Nei suoi supper club serve cucina godereccia che racconta in The Dirty Dishes.

Isaac Carew
Alan Gelati

Se questa storia fosse una ricetta avrebbe tutti gli ingredienti per rendere il piatto invitante. Innanzitutto, un giovane chef bello come un modello (in effetti fa anche questo), un libro di cucina dedicato a sua mamma e una storia d’amore con una pop star di successo da seguire sui social come un moderno fotoromanzo. Questo è il mix unico di Isaac Carew, 33 anni, «londinese fino al midollo» con un accento brit per noi irresistibile. Sul set dove sono state scattate queste foto Isaac si cambiava con disinvoltura, da vero modello, e si era portato il camice da chef, da alternare agli abiti firmati, insieme al suo primo libro di ricette The Dirty Dishes fresco di stampa.

In termini di fascino dà il suo meglio in abiti “civili”, felpa con cappuccio e occhiali da vista rotondi, quando si siede per l’intervista. Nessun agente a proteggerlo da domande indiscrete, ha già fatto sapere che della sua relazione preferisce non parlare. Per chi ha un orecchio poco avvezzo ai ritmi pop-dance vale la pena spendere due parole sulla fidanzata Dua Lipa, che si è guadagnata una carriera con ammirabile testardaggine, travolgendo le classifiche con il primo e unico disco. Si sono frequentati per qualche tempo, per poi allontanarsi e farsi rivedere insieme un anno fa. Oggi si scambiano il gesto d’amore più concreto per una giovane coppia: ripostarsi le stories su Instagram a vicenda. Il sorriso di Isaac è aperto, tiene orgogliosamente il suo libro tra le mani: meglio partire dalle domande sul cibo.

In cucina bisogna divertirsi: è la filosofia di Isaac Carew, 33 anni, chef di Londra. Ha iniziato nel ristorante del padre, per arrivare in uno stellato. Si è fermato solo per scattare qualche foto (è anche modello). Qui indossa: camicia Ralph Lauren; pantaloni Fendi; sneakers Converse.
Alan Gelati

Come ha iniziato a cucinare?
Mio papà aveva un paio di ristoranti a Londra, e anche il mio padrino. Ho iniziato da ragazzo, pulendo spinaci e verdure. Mio padre mi ha reso la vita in cucina davvero difficile. Voleva che imparassi il più possibile, senza scorciatoie.

Ma il libro è dedicato a sua madre.
Sì. I miei si sono separati quando avevo tre anni. E mia mamma mi è sempre stata vicina: non importa quanto disubbidiente fossi o cosa avessi in mente di fare nella vita. Senza di lei non sarei dove sono ora.

Quale sapore ricorda della sua infanzia?
Le cipolle. Le odiavo da bambino e riuscivo a sentirne il sapore in ogni piatto. Ora le amo.

Una ricetta del libro con un significato speciale?
Tante si riferiscono a momenti della mia vita. Per esempio, l’insalata di riso della mia madrina. Il Dirty Mushroom Roast invece scatena sempre una guerra in famiglia: mia sorella lo odia, mentre mia madre lo adora. Tra le mie preferite metto il burger di scampi profumato alle erbe e il tortino di granchio.

Sembra una famiglia molto “al femminile”.
Vero, fin da bambino sono sempre stato circondato da donne forti, penso soprattutto a mia madre. E anche i miei più cari amici sono stati cresciuti da formidabili mamme single. È una caratteristica che oggi ammiro perché l'ho sempre vista in tutte queste donne.

Nella prefazione del libro ha deciso di aprirsi sulla sua dislessia, come mai?
Perché mai e poi mai avrei immaginato di scrivere un libro. So che è solo un libro di ricette, non un enorme impegno di scrittura. Non ne parlo molto ormai, della dislessia, perché nella mia vita quotidiana non è più un grande impedimento. Ma, ovviamente, quando mi sono messo a scrivere le prime pagine ho visto che era comunque una sfida.

Isaac Carew insieme a Dua Lipa e ai genitori di lei. Spesso Isaac accompagna la fidanzata a eventi e premiazioni. E lei lo sostiene allo stesso modo, frequentando le sue serate culinarie.
Getty Images

È molto seguito su instagram, poteva continuare a postare le ricette, ancora si comprano libri di cucina?
Io sì! Ne compro anche cinque a settimana. Vede com’è diverso leggere una ricetta su un libro? (lo sfoglia). In realtà posso dire che non avrei il libro se non fosse per il mio profilo. Postavo foto di quel che cucinavo e un giorno un giornalista ha scritto un articolo sul fatto che ero un modello che sapeva cucinare bene. Il mattino dopo la mia casella di posta era piena di richieste di case editrici.

Qual è lo spirito dei suoi dirty dishes?
È un po’ un fuck you (con dito medio, ndr) alla tendenza del mangiare sano e “naturale” a tutti i costi, che ha invaso i social e il mondo in generale. Vorrei che le persone mangiassero cibo nutriente e delizioso senza doversi sentire in colpa. Ne ho abbastanza di sentire «devi mangiare l’insalata, i carboidrati mai alla sera». Promuovo il godimento del cibo vero.

Come è arrivato dallo chef Gordon Ramsay?
Non lavoravo con lui, ma per un suo ristorante gestito dalla chef Angela Hartnett all’hotel The Connaught a Londra. Non pensavo che il cibo stellato facesse per me. I miei colleghi al gastro-pub dove lavoravo mandarono il mio curriculum senza dirmelo. Avrò avuto 17 anni.

E lì cosa ha imparato?
L’amore per la pasta, la collaborazione in brigata e quanto duro lavoro richieda una cucina di quel tipo. Stavamo in piedi anche per diciotto ore oppure di turno per due settimane di fila senza giorno di riposo. E ho imparato quanto incredibile possa essere il cibo portato a quel livello.

Si dice sia un ambiente duro, ha mai pianto?
Yesss (sorridendo). Qualche volta. Quella che ricordo meglio è stata durante un servizio durissimo, con oltre cento coperti. Ho combinato un casino con un piatto. Uno degli chef ha iniziato a urlarmi contro e ho sentito le lacrime sulle guance. «Vai in cella frigo, ricomponiti e torna al lavoro», mi ha detto. E così ho fatto: non c’era motivo per quelle lacrime, era lo stress. In fondo ero solo un ragazzo.

Isaac insieme allo chef italiano Francesco Mazzei, che lo ospita a Londra nei suoi ristoranti per le serate dei Supper Club.

E la carriera da modello?
Mai e poi mai avrei immaginato di fare il modello. Dopo un anno in un ristorante di Miami, ero tornato a Londra ma sentivo di non essere nel posto giusto. Una donna mi ha fermato da Selfridges chiedendomi se mi interessasse fare qualche foto. Mi sono detto che potevo provare per qualche mese, guadagnare qualcosa e poi tornare a cercare lavoro in cucina full time. Ma poi lo stile di vita era decisamente più semplice di quello dello chef... Sono passati dieci anni senza accorgermene. Non era la mia passione, però, e sono tornato a cucinare.

E il mondo della cucina le sta dando credito? Il modello che vuole fare lo chef…
Lo spero, sembra di sì (sorride). Da una parte, oggi mi sarebbe piaciuto avere avuto qualche anno in più in cucina quando ero più giovane, ma allo stesso tutto si evolve, sto imparando comunque con altre esperienze.

Come funzionano le serate dei supper club che organizzate nei ristoranti dello chef calabrese Francesco Mazzei a Londra?
C'è un menu a prezzo fisso da comprare online, in genere sulle 35 sterline, bevande escluse. Un buon prezzo per Londra considerando la qualità del cibo che viene servito. Cucino tre ricette, Francesco altre tre. La prima sera puntavamo a trenta coperti, siamo arrivati a ottanta (Dua Lipa ci va e posta i piatti in sostegno al fidanzato, ndr).

Tre ristoranti a Londra dove trovarla a cena?
Il Padella, vicino al London Bridge, per la pasta. Da Sushi Samba oppure al Berners Tavern dello chef Jason Atherton.

Etichetta da ristorante, dove tenere il telefono?
Se sono a un appuntamento con la mia fidanzata di norma non si usano i telefoni. Ma dipende dalla compagnia e da cosa stai facendo. Diciamo che se è un pranzo veloce è concesso guardare le mail, ma se è un’occasione speciale bisogna decisamente metterlo via.

Amico dello chef calabrese Francesco Mazzei, Isaac a volte cucina nei suoi ristoranti di Londra. Ma sogna un posto tutto suo, con il menu dedicato alla pasta, sua grande passione insieme ai risotti. Qui indossa: camicia Givenchy; orologio Rolex.
Getty Images

Qual è il suo sogno: pub nella campagna inglese o ristorante pieno di vip in città?
Sicuramente in città. Sono londinese fino al midollo, mi piace la campagna ma non potrei mai viverci. Mi piacerebbe un posto piccolo, con menu tutto dedicato alla pasta fresca, a Soho. Ho ricevuto alcune offerte ma non ho ancora deciso niente. Voglio concentrarmi sul libro, magari scriverne un secondo. Lavorare in cucina è faticoso, ma quando il ristorante è tuo diventa un impegno da 24 ore al giorno! Mi sembrerebbe frettoloso aprirlo ora.

Si sente uno chef celebrity?
Marco Pierre White e Gordon Ramsay stavano in cucina, non miravano a diventare famosi. Quando ero ragazzo anche io pensavo nello stesso modo. Non cerco la fama, ma se è parte di quello che sto costruendo, allora sono contento di continuare.

Isaac insieme alla fidanzata Dua Lipa agli ultimi Grammy Awards a Los Angeles. Lui l’ha raggiunta da Londra per la serata. La cantante inglese di origine kosovara, 23 anni, ha vinto due premi: come miglior nuovo artista e miglior canzone dance.
Getty Images

Dove è stato in Italia?
Spesso a Milano, da modello, che trovo sia cambiata molto negli ultimi anni, la scena culinaria si è aperta. In Puglia, una delle mie regioni preferite, il cibo è favoloso. E a Roma, città meravigliosa.

Esistono persone che quando soffrono per amore perdono l’appetito e altre che si abbuffano, lei a quale categoria appartiene?
Non ci ho mai pensato. Non credo che influenzi il mio appetito. Come dice il mio tatuaggio sul braccio: still hungry, sono comunque affamato.

Mai sofferto per amore?
Certo, come tutti.

E qual è il suo comfort food in quei frangenti?
Un bel sunday roast. O un dolce come lo sticky toffee pudding con un goccio di rum.

Tutte le coppie hanno un piatto che celebra il loro amore, qual è il vostro?
La pasta.

Meglio un anno senza amore o senza pasta?
Senza pasta.

Cosa ammira della sua fidanzata?
L’etica del lavoro, è molto determinata, sa sempre cosa fare quando si tratta della sua carriera.

Cucina per lei?
Certamente.

Cosa le piace?
Tutto, niente in particolare. In generale siamo una coppia che cucina e mangia parecchio.

THE DIRTY DISHES (Bluebird) è il primo libro di Isaac Carew, chef e modello. Pubblicato per ora solo in inglese, mixa ricette di ispirazione italiana, come pasta e risotti, a pies, zuppe, salse e arrosti. e chiude con 10 dessert peccaminosi. Cento idee fast & delicious, promette Isaac.
Courtesy photo

Le foto di Alan Gelati sono state scattate per Marie Claire di aprile 2019. Styling Chloe Beeney. Trucco e capelli Luke Benson per Frank Agency using Wella Professionals e Tom Ford Beauty.

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