Il potere femminile alla PAPRIKA nel nuovo album di MYSS KETA

MYSS KETA usa erotismo e satira come UNA DONNA CHE CONTA

MYSS KETA
Dario Pigato

Myss Keta la donna con la maschera, che usa satira, ironia ed eros come un'arma per farsi spazio nella scena. Il 29 marzo è uscito PAPRIKA il suo nuovo album che mette sul beat (un insieme di elettronica, rap, R&B, latino e future pop) una piccola grande rivoluzione femminile.

Il progetto Myss Keta parte come un cazzeggio (testuali parole) con gli amici del Motel Forlanini, un collettivo di artisti milanese con cui, in una caldissima notte d’agosto del 2013, scrive e registra il singolo MILANO, SUSHI & COCA. Dissacrando la Milano da bere. Il lavoro collettivo continua e nel 2018 esce il primo album UNA VITA IN CAPSLOCK. Ora Myss Keta, dopo l'apertura del concerto di Cosmo al Forum di Assago, rivendica una certa serietà e il secondo album arriva proprio al momento giusto per BATTERE IL FERRO FINCHÉ È CALDO, come il titolo di una delle tracce.

Il 29 marzo l'album PAPRIKA si abbatte su un'Italia che sta per ospitare il Congresso Mondiale delle famiglie, un'Italia che in parte ancora pensa la condizione della donna come inferiore a quella dell’uomo. E poi c’è Myss Keta. Lei che urla, ansima (oh sì) e ti ricorda in ogni pezzo che le donne nel 2019 non possono proprio più essere messe all’angolo. In MAIN BITCH Myss Keta ripete allo sfinimento "Sono il CEO bitch" e ditemi voi se questa non è la cosa più hardcore che avete sentito cantare da una donna nella musica italiana. Una donna che canta non l'aspirazione di trovare l'uomo perfetto ma di essere il CEO di una grande azienda. Scordatevi il passato e accogliete Myss Keta.

Myss Keta
Dario Pigato

L'album PAPRIKA vanta featuring con alcuni tra i/le migliori rapper e cantanti d'Italia e alterna pezzi estremamente ballabili (per gli amanti del genere LA CASA DEGLI SPECCHI vede la collaborazione con Gabry Ponte) a tracce più ponderate. LE RAGAZZE DI PORTA VENEZIA REMIX e 100 ROSE PER TE possono tranquillamente essere il manifesto del femminismo 2019. In LE RAGAZZE DI PORTA VENEZIA REMIX Myss Keta si alterna a Elodie, Priestess e Joan Thiele raccontando una generazione di signorine bene che girano "guidate dalla brama, mosse dall’inerzia / panta della tuta, piumino a vita alta / occhi a cuoricino, pronte per la svolta" e il cui motto è "non ci dire cosa fare noi non la faremo".

Ma la vera rivoluzione sta in 100 ROSE PER TE featuring Quentin 40, dove per una volta la prospettiva di potere uomo-donna in un appuntamento viene ribaltata. Non ci sono più le Rose rosse per te di Massimo Ranieri, da regalare all'amata, ma è la donna a offrire rose e tutti gli altri vezzi del corteggiamento all'uomo: "Gli dico no, non facciamo alla romana / baby stasera manda la signora". Nel testo allo sugar daddy (ossia l'uomo ricco da cui farsi offrire pranzi, cene e via dicendo) Quentin e Myss Keta sostituiscono la sugar mama.

Negli altri featuring del nuovo album Myss Keta duetta con rapper dalla discografia non prettamente femminista, ma così facendo butta giù quella barriera che tiene separati rap, donne e una certa idea che queste non si possano avvicinare a tematiche forti. A chi le chiede come mai si accosti ad artisti come la Dark Polo Gang lei risponde che magari il pubblico di Wayne Santana ascolterà il remix di UNA DONNA CHE CONTA e così facendo si aprirà una nuova porta.

Paprika cover, Myss Keta
Dario Pigato

Titolo e copertina dell'album PAPRIKA risentono di influenze varie ed eventuali. La mortadella cavalcata da Myss Keta in foto è un riferimento a Valeria Marini in Bambola; il nome Paprika si rifà agli omonimi film di Tinto Brass, che secondo Myss Keta esplora una femminilità potente, e il film di Satoshi Kon con incubi e sogni dai confini labili e colori vivi. Altre ispirazioni David La Chapelle e David Linch. Fatto sta, che oltre tutti questi riferimenti culturali, che sicuramente ai più sfuggono, sulla copertina c'è lei, avvolta in un mutandone di lattex, dipinta di rosso, coperta solo da una finta chioma biondissima, il seno enorme in bella vista, a gambe spalancate sopra una mortadella gigante. E ci vuole davvero un gran fegato a farlo.

Io tutto sommato guardo Myss Keta e penso che per questa estate posso anche non mettermi a dieta, posso tenere quel o quei (dai, non prendiamoci in giro) chili di troppo se poi li so portare con una certa sicurezza, con la sua sicurezza. Se prendo coscienza del mio corpo, dei punti forti e di come giocarci. Ed è un po' quello che vuole trasmettere Myss Keta, insieme alla naturalezza del sesso, del desiderio, di una libertà del corpo che non serve negare.

Myss Keta nel suo corpo sembra sentirsi una favola e racconta che le uniche critiche che la fanno arrabbiare non sono quelle sulla sua musica, ma sul suo aspetto fisico. Una sera, ad una festa, ho sentito qualcuno vantarsi di aver visto Myss Keta senza mascherina aggiungendo un commento molto simile a quello che Berlusconi ci aveva regalato anni fa (senza che nessuno ne sentisse il bisogno) su Angela Merkel. Inizialmente ho pensato che fosse un parere gretto come un altro, ma riflettendoci ho realizzato che l’etichetta di “inchiavabile” ti viene data quando fai davvero paura. Che lo stesso che dice “inchiavabile” è quello che è spaventato a morte dalla tua intelligenza, dal tuo potere: da te come donna.

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