Il figlio di Meghan Markle e Harry non sarà mai un nobile

Durante il battesimo del piccolo Archie, al suo nome non è stato premesso nessun titolo: è un commoner è c'è più di un motivo (serio) per cui forse lo resterà per sempre.

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Si fa presto a dire “royal baby”, anche troppo presto. Era l’hashtag di benvenuto alla nascita del piccolo Archie, il figlio di Meghan Markle e del principe Harry e tutti attendevano di scoprire di quale titolo la nonna gli avrebbe fatto dono. Ma se baby Archie, invece, di "royal" non avesse proprio nulla e fosse un “commoner”, uno di noi? Ricapitoliamo: il primo figlio di Kate Middleton e William è "Sua Altezza Reale il principe George di Cambridge". Il suo feudo al momento è quello paterno, così come per William è stato fino al 2011 quello del Galles, di cui il padre è principe. Ma quando George sarà grande, probabilmente da sposato e destinato a ereditare il trono, gli verrà assegnato il suo personale, probabilmente la Scozia (sempre che il regno regga lo scossone della Brexit). Secondo la legge emanata dal suo avo Giorgio V, il nonno di Elisabetta, c’è però un limite all’elargizione del trattamento di Altezza Reale. Secondo questa regola, gli unici ad averne diritto sarebbero il primo figlio o nipote del re (in questo caso della regina) e poi del principe di Galles, Carlo. Quindi, ad averne diritto per nascita, in teoria, sarebbero solo Carlo, William e George.

Ma Elisabetta II, cuore di bisnonna, non se l’è sentita di lasciare sguarniti gli altri nipoti. Quindi nel 2012, tramite le cosiddette lettere patenti, provvedimenti che emana il/la sovrano/a senza bisogno della conversione in legge da parte del governo, ha deciso che tutti i figli di William e Kate Middleton avrebbero goduto del titolo di Altezza Reale, non solo George, ma anche Charlotte e Louis. Già in passato l’eccezione era stata fatta per le due figlie del principe Andrea, Eugenia e Beatrice, su richiesta del padre (e quando il cocco di mamma chiede, Elisabetta non resiste mai). Secondo la legge, quindi, anche baby Archie non ha nessun diritto al trattamento di Altezza Reale, quel titolo che venne strappato via a Lady Diana dopo il divorzio, e che William promise alla madre di restituire quando sarebbe stato lui il re (senza riuscirci, purtroppo). Ma a detta delle fonti vicine alla Corona, la regina Elisabetta non sarebbe stata affatto restia a scavalcare la legge anche questa volta. Sarebbe bastata un’altra “lettera patente” e il piccolino sarebbe stato sistemato.

Il titolo di Archie, però, sarebbe dovuto essere annunciato durante il battesimo, lo scorso 6 luglio, ma non è successo. Archie è rimasto un “commoner”, un non nobile. Figlio di duchi, sì, ma senza un titolo suo. La nonna è stata meno generosa con il figlio della new entry americana? No, pare proprio di no. Sembra proprio che a non volere il titolo per il figlio sia stato Harry. A parte quella vecchia storia della mamma Diana, che per i figli non valeva certo di meno senza un appellativo aristocratico prima del nome, Harry non è un amante della visibilità. Non sembrerebbe, eppure non si è mai sentito molto a suo agio sotto i riflettori, il suo imbarazzo all’annuncio della nascita del figlio ne è stata una prova. Non ha sopportato l’esposizione mediatica alla morte della madre, non ha sopportato le didascalie sotto le foto in baciava Chelesy Davy, la fidanzatina storica, in cui veniva criticato per la violazione del protocollo reale che vieta effusioni in pubblico. Per cui, anche se il titolo è puramente onorifico e non comporta obblighi concreti (ma sicuramente qualcuno diplomatico), Harry ha pensato che lasciare in pace il suo bambino, fargli vivere una vita da persona comune, o almeno un’infanzia, sarebbe stata la cosa migliore per lui. Così, il piccolo Archie sarà Archie Mountbatten-Windsor e basta. Per ora, almeno. Poi, si vedrà?

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