“Siamo tutti sulla stessa barca" Meryl Streep monumentale a Venezia76

L'attrice dei record arriva in Laguna con The Laundromat, il nuovo film di Steven Soderbergh, ed è, come sempre, una Bibbia che parla, recita, incita al cambiamento.

ITALY-CINEMA-VENICE-FILM-FESTIVAL-MOSTRA
ALBERTO PIZZOLIGetty Images

“Siamo tutti sulla stessa barca, viviamo in un mondo in cui la cupidigia e la brama di soldi non appartengono a un unico Paese. C’è una collusione mondiale per cui solo una piccola parte delle persone può agire e mantenere quello che ha. Il sistema deve cambiare e la trasparenza è l’unica arma che abbiamo a disposizione, perché il tipo di corruzione di cui stiamo parlando è ciò che definisce la nostra contemporaneità. Quelli che stiamo vivendo non sono certo momenti facili, ma se stiamo qui a parlarne è già un inizio. L’intrattenimento, di tanto in tanto, può servire a dare un contributo alla riflessione”. Non è un politico che ci parla così – anche se l’ha già interpretato sul grande schermo (la Thatcher in The Iron Lady) – ma l’attrice tre volte Premio Oscar Meryl Streep, la star più attesa oggi qui al Lido (assieme a Jude Law, protagonista della serie tv The New Pope di Paolo Sorrentino) grazie a The Laundromat, il nuovo film di Steven Soderbergh, che questa mattina ha già conquistato la stampa.

ALBERTO PIZZOLIGetty Images

Lei è Ellen Martin, una vedova che inizia ad indagare su una frode assicurativa inseguendo a Panama City due soci in affari, Jürgen Mossack e Ramón Fonseca, che strumentalizzano il sistema finanziario mondiale. “Questa è stata la mia parte più difficile – ci confessa quando la incontriamo all’Excelsior - perché non sapevo nulla di questa storia fino alla sera prima”. A un certo punto del film - basato sul bestseller di Jake Bernstein Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite- viene letto un qualcosa (non possiamo aggiungere altro per non spoilerare troppo, ndr) che è stato realmente scritto dalla persona che rivelò tutta la faccenda (John Doe, nome utilizzato solitamente per indicare le fonti anonime), ed è per questo che la Streep, come ci conferma, ha voluto rispettare al massimo le sue parole. “Nulla doveva essere perso dell’opera coraggiosa fatta dalle persone coinvolte che hanno poi scosso molti centri di potere”, precisa. “Mi sento responsabile soprattutto nei confronti dei familiari delle vittime che hanno perso la vita”. “Ammiro il lavoro di Soderbergh da tempo, aggiunge, e sapevo che solo lui o Brecht avrebbero potuto costruire questa narrazione così brillante e diretta ad intrattenere la gente partendo da un qualcosa di incredibilmente complesso e cupo”.

VINCENZO PINTOGetty Images

Per Meryl Streep che abbiamo amato in ruoli indimenticabili - da I ponti di Madison County a La casa degli spiriti, da Mamma Mia a Il diavolo veste Prada, da The Hours a I segreti di Osage County, Florence e molti altri - Ellen, il personaggio che porta sullo schermo –(“un personaggio di finzione che è la somma di tanti altri nella realtà”) non è poi diverso da quello che potrebbe essere sua madre, ci dice. “Come lei, è una donna che va in chiesa, che segue i dieci comandamenti e che crede esista la giustizia. Poi, però, quando scopre che la giustizia non c’è, si attiva per riattivarla. “Nell’interpretarla ho cercato di capire quale potesse essere l’approccio migliore con cui affrontare un argomento così complesso, in modo da arrivare più facilmente al pubblico. Il lutto, il dolore è la molla di questa donna, perché quando subiamo qualche cosa a livello personale, il mondo intorno a noi non si ferma”. Tutti facciamo affidamento alle persone più passionali, sono loro che portano l’acqua a tutti noi, e anche noi, nel nostro piccolo, consiglia la Streep, possiamo impegnarci a fare qualcosa per sostenere chi si fa avanti e cerca di lottare. “Posso trarre anche io beneficio da queste leggi fatte per proteggere i patrimoni, ma a me non interessa proteggere il diritto delle persone che fanno soldi quanto me. A me interessa la sorte delle persone che vengono fottute per mantenere questo sistema”.

“Nessuno – continua questa splendida settantenne - può pensare di non essere complice. Chi pensa di non essere complice in questo ha sbagliato o non ha colto le cose per come stanno. Chiunque di noi investa i propri soldi in qualcosa, deve sapere che sta investendo nel sistema o è alla base di queste frodi”. Grazie al suo lavoro, lei ha potuto spesso potere dire quello che pensava, o meglio, far notare a un gran numero di persona cosa funzionava e cosa no. “Quando accetto un ruolo mi chiedo sempre se con lo stesso possa aiutare il mondo o fare ancora più caos. Non so se aiuterò il mondo ad andare avanti, ma ho un’unica vita e ho avuto la fortuna di fare cose a cui sono molto grata. Da quando ho avuto figli ho capito che tutto conta e che è bello fare film divertenti, ma sono ancora più felice se possono portare il mondo un po’ più avanti”. Impegno e divertimento sono le sue regole "ma recitare per me non è mai un compito da svolgere o una medicina da assumere: mi piacciono le sfide, perché mi aprono la mente. Quando si comincia ad avere una certa età tendi a rimanere ancorata alle tue opinioni, quindi se c’è qualcosa che ti fa guardare oltre, è ancora meglio”.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito