Rosalía, la cantante spagnola che porterà le 17enni a laurearsi in flamenco

Identikit della "Rihanna del flamenco" che in un anno ha monopolizzato le playlist di Pharrell, James Blake e Pedro Almodóvar.

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Mariano Regidor

"¿quién lo diría / Que hasta en la esquina esta song sonaría?" ovvero "Chi l'avrebbe detto che questa canzone avrebbe suonato in ogni angolo?" canta Rosalía in Yo x Ti, Tu x Mi, il suo ultimissimo successo globale, che in due settimane ha superato i 30 milioni di stream su Spotify. La cantante Rosalía, nel giro di due anni, può vantare collaborazioni con Pharrell, James Blake, J. Balvin, la partecipazione a Dolor y Gloria del regista Pedro Almodóvar, due Latin Grammy Award, una performance agli MTV Video Music Awards 2019. E pensare che a quindici anni si è presa un "no" a Tu sí que Vales Spagna, che i beat se li produceva da sola, che la sua stylist e creative director era (ed è) sua sorella.

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Rosalía Vila Tobella, nata nel 1993 in un comune vicino Barcellona, è diventata una stella del pop, il New York Times la definisce "la Rihanna del flamenco" ma forse questa etichetta è davvero superflua. Sarebbe semplificare il lavoro che Rosalía ha fatto reinventato il flamenco, ma con rispetto, e unendolo a pop, R&B e alle vibes della nuova musica globale. A tredici anni frequenta la periferia barcellonese e, in uno di quei pomeriggi al parco, dallo stereo della macchina di alcuni amici comincia a suonare una musica viscerale, drammatica, che riempie l’aria. È quello il momento in cui si innamora del flamenco. Per anni lo studia e, nel 2017, si laurea alla Scuola di Musica della Catalogna con José Miguel Vizcaya, uno dei massimi esperti di flamenco. Il tema della tesi di Rosalía, un romanzo del tredicesimo secolo che racconta la storia d'amore tra una donna e suo marito che, pazzo di gelosia, la imprigiona, diventa poi l’ispirazione per El Mal Querer, il secondo album uscito nel 2018 che porta Rosalía al successo globale. Il primo album Los Ángeles, uscito nel 2017, è totalmente cupo, ammorbato dalla fascinazione per morte, redenzione e culto. Gli arrangiamenti sono minimalisti e piuttosto aderenti al flamenco tradizionale. Il secondo è una vincente via di mezzo tra l’eredità del flamenco, la malinconia dell'album precedente, e la musica latinoamericana che passa oggi in radio e scala le classifiche.

Rosalía compone, produce e arrangia i pezzi. In El Mal Querer, che può essere reso con "amore tossico", ci sono elettronica, R&B, hip-hop, fino a campionamenti di mani che battono tenendo il tempo, tipiche del flamenco, e rumori di moto che danno gas, a richiamare la zona industriale in cui è cresciuta. Ogni canzone è una storia a sé stante, non a caso sono divise in capitoli, e contaminazione è la parola d'ordine. Pienso en Tu Mirá (Cap.3 Celos), è basato sul cambio di ritmo tipico dell'amalgama nella canzone tradizionale spagnola, Bagdad (Cap.7 Liturgia) invece richiama Cry Me a River di Justin Timberlake. Rosalía riesce a dare voce alla generazione di ventenni spagnoli, quelli capitati dentro la crisi del 2008, quelli divisi tra le spinte indipendentiste e la globalizzazione, quelli che devono capire cosa prendere della tradizione e come portarla negli anni '20 del 2000. Questo è quello che Rosalía fa con la sua musica e anche nei video. Tra visioni oniriche e coreografie degne di Beyoncé, si mescolano tori, toreri, uomini con il copricapo a punta della settimana santa (capirote) e vestiti di marca dai colori fluo, unghie dalla lunghezza spropositata e placcate d'oro, usate come armi. Rosalía si diverte a mescolare le carte e appropriarsi di ruoli e luoghi che sembrano non appartenerle o essere riservati agli uomini. Nel video di Pienso en Tu Mirá, ambientato nel sobborgo fatto di capannoni e fabbriche dove Rosalía è cresciuta, lei imbraccia il fucile, mentre gli abiti dei camionisti che popolano la zona si impregnano di sangue, all'altezza dal cuore.

Con gli ultimi tre singoli, Yo x Ti, Tu x Mi, Con Altura, Aute Cuture, Rosalía trasporta il flamenco nel mondo della moda esagerata, dei diamanti al collo, montagne di banconote e vita vissuta al massimo col mito di "Vivo rápido y no tengo cura / Iré joven pa' la sepultura". Il ritmo è sicuramente coinvolgente e ballabile ma, alle strofe di Milionaria che fanno più o meno così: "So che sono nata per essere milionaria / Come se piovesse, lanciando banconote in aria", preferiamo l'enciclopedia di amori sfigati di El Mal Querer, in cui se non altro, possiamo specchiarci di più.

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