È morto Peter Lindbergh, ritrattista delle top, delle ombre e delle luci (delle donne)

Il fotografo tedesco celebre per i suoi ritratti b/w di top model e personalità è scomparso a 74 anni.

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Getty Images

Con una foto silenziosa e potente la famiglia ha dato l’addio a Peter Lindbergh morto a 74 anni: un saluto struggente su Instagram "Lascia un grande vuoto" si legge nel messaggio firmato dalla seconda moglie Petra, dalla prima moglie Astrid, dai quattro figli e sette nipoti. Peter Lindbergh ha saputo rivoluzionare il concetto di bianco e nero, i suoi non-colori distintivi assieme alla grana spessa e ai volti che emergevano dai chiaroscuri come promesse. Il cordoglio dell'intero mondo artistico è unanime. Chi ha avuto la fortuna di vedere anche una mostra di Peter Lindbergh non potrà mai dimenticare il suo senso della luce e dell'ombra.

Peter Lindbergh era nato in Polonia nel 1944, mentre la Seconda Guerra Mondiale era agli sgoccioli. Si era trasferito da ragazzo a Duisburg per studiare arte e dal 1978 a Parigi, per portare il suo tocco di eleganza al mondo della moda. Che, seppure non amasse molto nella forma di industria, era l’ossatura della bellezza che lui ricercava nei volti delle top model che fotografava. Davanti all’obiettivo di Peter Lindbergh modelle come Naomi Campbell, Linda Evangelista, Eva Herzigova si svelavano in tutte le loro personalità contraddittorie, fragili, meravigliose. Celebre e storico collaboratore di magazine internazionali, con Vogue Peter Lindbergh aveva affinato la potenza evocativa dei suoi scatti firmando innumerevoli copertine: la sua ultima firma, epitaffio di uno stile fotografico che non aveva rivali quanto a minimalismo ed eleganza, è stata la September Issue dell’edizione UK con Meghan Markle editor di eccezione.

Ma non c’era solo la moda da esaltare nello stile di Peter Lindbergh: quello che lo attirava erano le persone, le loro complessità da imprimere col nitrato d’argento. Attrici come Penélope Cruz e Isabella Rossellini, politiche come Jacinda Ardern, ogni donna (e ogni uomo) di fronte all’obiettivo di Lindbergh diventava più di sé. “Ho bisogno di tempo per scattare una foto, è costruita gradualmente. Per me le immagini sono più interessanti quando c’è intimità” ebbe a dire una volta, come ha riportato Le Monde.

Peter Lindbergh non cercava il corpo perfetto, anzi: la sua incessante ricerca del sublime riguardava lo scatto. “Noi fotografi siamo qui per liberare le donne dalla dittatura della perfezione e della giovinezza” amava ripetere. Peter Lindbergh ha giocato anche con il colore, fotografando una rinnovata Britney Spears in una delle sue ultime campagne pubblicitarie. Tanti i libri di Peter Lindbergh, grandissimi compendi della sua fotografia. Il suo stile in bianco e nero granitico, eterno, ricco di sfumature profonde, lo ricorderemo in quella copertina con le top model più famose degli anni 90, immortalate e iconizzate per sempre dallo scatto perfetto. Naomi, Linda, Cindy, Christy e Tatjana, nel 1989: il certificato di nascita delle supermodel lo ha firmato lui. A Peter Lindbergh morto a 74 anni dobbiamo dire addio. Ma negli archivi troveremo sempre una sua foto immensa a ricordarlo.

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