Il documentario ufficiale dove Meghan Markle ammette l'impossibile (e abbatte un altro tabù)

Il candore della duchessa di Sussex nel confessare i problemi di adattamento a Corte è una nuova sciabolata alla privacy dei Windsor.

Mi chiamo Meghan Markle e di professione abbatto tabù. Aggiornare skills nel curriculum di Meghan Markle, duchessa di Sussex, moglie del principe Harry, mamma di baby Archie, ex attrice di Suits, icona di stile überchic, prego. Nel mese della salute mentale tanto cara al marito principe, la non principessa Meghan Markle confessa l’inconfessabile su cosa significhi essere catapultata nella corte reale d’Inghilterra, l’unica vera monarchia pop del globo. In una nuova intervista esclusiva, realizzata per il documentario Harry & Meghan: An African Journey che andrà in onda il 23 ottobre sulla ABC, Meghan Markle ammette per la prima volta le difficoltà della sua esposizione pubblica e istituzionale.

Il ruolo ufficiale di duchessa di Sussex impegna Meghan Markle nei look costantemente alla berlina, ma soprattutto dal punto di vista mentale. E l’attenzione che le riservano è ben diversa da quella dei tempi dei set. La tristezza di Meghan Markle, il suo candore battagliero nel raccontare come si è sentita attaccata, sono di una sincerità profonda e autentica. Messe da parte le doti di attrice si scopre la Meghan Markle incinta che soffre per i giudizi sugli abiti (che avrà) indosso e l’aspetto fisico, la donna che non soffre molto le imposizioni di corte e le dribbla sbagliando volutamente borse, abbinamenti, comportamenti. “Ogni donna, quando è incinta, è molto vulnerabile. Questo ha reso tutto ancora più difficile, e poi quando hai un bambino appena nato... ecco, lo sai” ammette Meghan Markle nel documentario, riferendosi a Baby Archie. “Come donna è troppo, perché si aggiunge al tentativo di capire come cercare di essere una mamma da zero, o una neosposa” specifica la duchessa, togliendosi un nuovo sassolino dalle flat shoes che ultimamente sembra prediligere.

Ma c’è qualcosa di più nella confessione di Meghan Markle. C’è una donna che non è sola nelle sue difficoltà di adattamento. Il principe Harry è stato chiaro e, in una mossa vista raramente dalle parti di Londra (mentre nel principato di Monaco Charlotte Casiraghi e Dimitri Rassam l’hanno usata una volta per tutte), ha presentato una denuncia contro un giornale per il trattamento riservato alla moglie, già ampiamente difesa in passato dalla cerchia delle amiche più care contro il teppismo digitale. Aver vissuto tragicamente con Lady Diana l’invadenza aggressiva e fatale dei paparazzi ha messo in allarme il principe Harry e Meghan Markle, che si proteggono a vicenda. “Non sempre le persone mi chiedono se sto bene, ma c’è molto da affrontare dietro le quinte” ha raccontato la duchessa.

E ha ammesso solo alla fine, con un semplice “sì”, quanto abbia faticato ad adattarsi ai ritmi pubblici della vita da royal. Nel documentario su Meghan e Harry il “sì, lo ammetto” silenzioso e onesto di Meghan Markle è quello di una commoner che non ha studiato per entrare a Buckingham Palace (alla futura principessa consorte Kate Middleton fischieranno le orecchie?). Una donna che ha saputo costruire la propria vita per sé, senza sognare principi azzurri che pure sono arrivati -e col titolo vero-. Nell’ammissione umana e liberatoria delle difficoltà, Meghan Markle oggi allontana lo spettro della principessa (triste) e si candida ad esempio di nuova forza, gentile q.b. per superare ogni ostacolo. O il prossimo paparazzo appostato.

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