La lingerie di Madonna finisce all'asta, merce rara, rubata in momenti privati (welcome shock biz)

La primigenia queen of pop non è così in crisi (umana e finanziaria) come i maligni amano pensare.

"Madonna oggi è costretta a vendersi le mutande per sopravvivere" questa frase è una malignità costruita da zero. È così che funziona il mondo delle gole profonde delle celebs: Madonna oggi è in crisi creativa, Madonna a 61 anni non è più credibile come una volta, Madonna senza idee musicali non è più la queen of pop di un tempo? Si maligna, si dice, si spettegola. La pop diva per eccellenza non parla, impegnata com’è nelle numerose date del tour di Madame X che si dipanerà in piccole location (addio stadi) per fare nuovamente qualcosa di diverso (a Chicago ha ospitato anche il padre tra il pubblico, riportano i siti specializzati). Tutte le altre mettono piede negli stadi e nelle gigantesche venue dei festival? Le gambe di Madonna la portano controcorrente, all’intimità di sale più umane, per vedere le facce di chi accorre ad ascoltarla. Alle critiche ci è abituata da 40 anni di carriera, la sfiorano appena ormai. Ci sono i figli di Madonna, Lourdes Maria ormai modella, Rocco con cui ha appianato i rapporti, David Banda il calciatore (a Lisbona, ma l’avventura portoghese è finita e si sono ritrasferiti negli USA), Mercy e le due gemelline adorate Esther e Stella. La vera avanguardia di Madonna è la (ri)scoperta di un’intimità dei sentimenti che dribbla quella sfacciatamente erotica di un tempo.

Ma c’è un’altro discorso molto privato che turba la pace adamantina della cantante. Le mutande di Madonna vendute da Gotta Have Rock’n’Roll, casa d'asta specializzata in memorabilia delle rockstar e personalità musicali più influenti del 900, sono diventate un caso a sé. Legale, in parte: nel 2017 Madonna fece causa alla ex amica e art advisor Darlene Lutz, accusata di essersi appropriata indebitamente non solo di quadri e soldi della popstar ma anche di oggetti personali, lingerie e vestiti accumulati in casa. Il tribunale di New York ha stabilito che il valore affettivo degli oggetti non legittimava la cantante nel richiederli indietro. “Perché non dovrei farci soldi? Che c’è di male?” ha tuonato Darlene Lutz ad Artnet nel luglio scorso. E così è stato: la Lutz ha fatto intervenire la casa d’aste per vendere gli oggetti che le erano stati riconosciuti come proprietà. Tra questi c’era la celebre lettera d’amore (finito) che il rapper Tupac Shakur scrisse dal carcere a Madonna, con cui allora era fidanzato, poi quaderni di appunti, una spazzola con impigliati i suoi capelli, foto e negativi originali di feste con spogliarellisti e parecchia corrispondenza privata. E soprattutto, la lingerie di Madonna sul palco nei suoi più celebri tour, oltre ad un paio di mutandine che aveva inviato per posta, discretamente, a un flirt non meglio identificato.

Madonna è una delle star più bramate dal punto di vista della memorabilia, e per molti aspetti è l’ultima vera superstar per cui i fan sono in grado di fare follie alle aste di oggetti personali. “È la più grande icona che ci sia. Penso siano lei e Marilyn Monroe, ma quando si parla di musica non c’è nessuno come lei” ha commentato Ed Kosinski, fondatore di Gotta Have Rock and Roll, alla giornalista di The Outline che lo ha intervistato proprio sull’asta di memorabilia di Madonna. Questa sacralità che le si attribuisce fa sì che un oggetto a lei appartenuto divenga alla pari di una reliquia religiosa: “È la versione profana di quello che erano le dita o le vesti dei santi. Un oggetto che diventa intermediario tra me e la star” lo ha definito Leo Braudy, storico di cultura pop all’università della Southern California. Nemmeno per il coevo e oggi compianto Michael Jackson morto nel 2009 si è arrivati a tanto. Riformuliamo: Madonna oggi è l’unica star vivente a essere (s)oggetto di culto tale. Nel 2014 la giacca che la diva indossava nel film Cercasi Susan Disperatamente è stata venduta per 252mila dollari, e altri elementi/oggetti/abiti che sono stati a contatto con lei sono reliquie per molti collezionisti. Della biancheria usata venduta online son piene le fosse, e le curiosità morbose dei fan di Madonna non si fermano di certo di fronte all’occasione.

Un ex bodyguard e flirt di Madge, Jim Albright, donò sempre alla casa d’aste una serie di fax, registrazioni di messaggi in segreteria e un video che la popstar gli aveva inviato durante la loro relazione, a inizi anni 90. Oltre, naturalmente, ad almeno due paia di mutandine usate appartenute a Madonna, che gli avvocati della cantante non sono riusciti a recuperare. A differenza di Elvis Presley, ad esempio, Madonna è ancora viva, i suoi ricordi le appartengono ancora, a lei prima che a qualunque estraneo. Che anche legalmente, ma forse in modo immorale, vuole sottrarle oggetti e vita in nome del profitto personale, nascondendolo sotto l’idolatria. Provocazione/illazione: Madonna è in mutande perché sono i suoi fan a volerla spogliare di tutto ciò che le appartiene?

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