La svolta della regina Elisabetta comprende l'addio alle pellicce

Nell'armadio della sovrana c'erano alcuni capi che ai sudditi non piacevano proprio, ma ora sono spariti per sempre.

Alla monarchia inglese si può rivolgere qualsiasi critica, anche sacrosanta, ma non si può negare che sia sempre stata all’avanguardia su temi sensibili, come quando la regina Vittoria e il consorte Albert si adoperarono contro lo schiavismo. La novità appena emersa riguardo alla regina Elisabetta non è minimamente paragonabile a quel tipo di lotta drammatica, ma è comunque importante e ne aumenterà la popolarità. Secondo la guardarobiera della regina Angela Kelly, che la veste da oltre 25 anni, all'inizio del 2019 la sovrana ha deciso di eliminare dal suo armadio le pellicce e di sostituirle con pellicce fake fur. La rivelazione è una delle tante che si trovano nel libro The Other Side of the Coin: The Queen, the Dresser and the Wardrobe che Angela Kelly ha scritto per raccontare il suo invidiatissimo rapporto di lavoro. “Quando Sua Maestà dovrà partecipare a eventi in climi particolarmente freddi, utilizzerà la finta pelliccia per rimanere al caldo”, ha spiegato semplicemente.

La decisione non è solo personale. Secondo i sondaggi, la maggior parte dei sudditi britannici ritiene ingiusto l’uso delle pellicce e la regina si è sentita libera di adattarsi al sentimento collettivo, decretando così, come dice Angela Kelly, la definitiva uscita di moda di questo materiale, a favore di quelli cruelty free. La regina è andata anche oltre, invitando il suo governo a imboccare, prima o poi, la strada giusta per far diventare il Regno Unito il primo paese in cui è vietata la vendita di pellicce. Un capo che, comunque, nella vita di tutti i giorni non si vede mai indossare dai membri della famiglia reale da tempo, cosa per cui il PETA ha espresso approvazione nel 2013. La regina indossa invece la sua veste storica di Stato nei grandi eventi, come l'apertura del Parlamento, la classica mantella di velluto e ermellino d’ordinanza che, a questo punto, è lecito pensare che fosse già falso nell'ultima apparizione.

Anche se non è mai stata vegetariana, la regina Elisabetta ha manifestato in molti modi, durante il suo regno, l’amore per gli animali. Nel 2004 non ha avuto niente da ridire contro l’Hunting Act che ha vietato la caccia dei mammiferi con i cani, e nel suo ultimo discorso per la riapertura del Parlamento c’è una proposta per la protezione del benessere degli animali, compreso il divieto di importazione nel Regno Unito di trofei di caccia. Tutti sappiamo la sua passione per i cani, in particolare di razza Corgi, paragonabile solo a quella per i cavalli, che monta ancora alla venerabile età che si porta sulle spalle. Ma in pochi sanno che è stata l’affettuosa proprietaria di una mucca di nome Beauchamp Oxford Lady, probabilmente il bovino più fortunato della storia, che ha vissuto felice nelle stalle e nei prati reali, munta amorevolmente ogni giorno, e il cui latte veniva utilizzato per fare formaggi biologici consumati dai Windsor, soprattutto dai bambini. Ma una regnante riceve spesso in regalo animali dai capi di Stato esteri, ed Elisabetta non se n’è mai sbarazzata. Ha tenuto - nelle migliori condizioni possibili che le sue finanze le permettono, per cui è atto da non imitare -, una coppia di ippopotami nani, un bradipo, un coccodrillo, un elefante e due canguri. Per fortuna l’usanza di donare animali esotici non è più così frequente. L’ultima curiosità: per una strana e antica legge, la regina è la proprietaria di ogni singolo cigno nel Regno Unito. Ricordiamolo quando in un laghetto della Scozia ci verrà l’idea di lanciargli loro delle palline di pane, in invece che di brioche.

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