Baby Yoda, o di come Disney ci costringerà a votarci alla fantascienza

Prendi la sapienza del colosso di Mickey Mouse nel creare “cose tenere”, mescola con la sua intelligenza commerciale, aggiungi una saga che non accenna all’obsolescenza e condisci uno dei suoi personaggi più leggendari…

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Courtesy Photo

Se pensavate che i Porg, i tenerissimi volatili di mare del pianeta Ach-to che avete visto nell’episodio VIII, fossero la cosa più carina che questo nuovo universo Star Wars targato Disney si potesse inventare, vi sbagliate di grosso. Pur non essendo ancora arrivata in Italia (e bisognerà aspettare fino al 31 marzo 2020), Disney+ è riuscita a mettere a segno un colpo magistrale in termini di creazione di icone pop, che ci ha conquistati in uno sguardo e colpiti al cuore esattamente come è successo al resto del mondo. La neonata creatura del colosso di Burbank, California, non ha soltanto creato con The Mandalorian la prima serie non animata originale dello Star Wars Universe, aprendo una parentesi creativa completamente nuova all’interno di un franchise amatissimo, ma ha anche messo in campo tutta la sua sapienza in termini di animazione per dare vita all’essere più dolce e delizioso che si sia mai visto nella galassia: Baby Yoda.

Ma andiamo con ordine: arriva un servizio di streaming che al lancio include almeno 25 serie TV originali, 500 film Disney, tutte le stagioni de I Simpson, NatGeo e Disney Channel, e tutto quello di cui abbiamo voglia di parlare è un pupazzetto animato? Se vi state facendo questa domanda, è molto evidente che non avete mai visto The Child, che è il nome dello stupendo, strappacuore neonato che ovviamente non è davvero il Maestro Yoda (che abbiamo visto morire nel Ritorno dello Jedi, mentre The Mandalorian è ambientata 5 anni dopo la Battaglia di Endor che ha posto fine all’Impero), ma appartiene alla sua stessa specie, una razza rara e antica di esseri il cui nome non è mai specificato nella saga, che possiede la forza in modo potente e resta sempre circondata da un’aura di mistero. E un vero mistero è quello che circonda anche questo bambino, di cui al terzo episodio non si conosce ancora la provenienza ma che tutti cercano di rapire con ogni mezzo e con scopi non ancora troppo chiari. Certo somiglia a uno Yoda in miniatura, ma non a quello anziano della trilogia originale o quello plasticoso in CGI della prequel trilogy: è un "cosino" dagli occhi giganteschi e dalle movenze infantili ma che sprigiona un’intelligenza davvero simile al Maestro che tutti i fan di Star Wars amano incondizionatamente, e ha in comune con lui quel magico mix di saggezza pacata e amabile goffaggine che l’ha reso un personaggio indimenticabile.

The Child, o meglio Baby Yoda anche se all’anagrafe conta già 50 primavere (ma è noto che la sua specie invecchia molto più lentamente e vive più a lungo della nostra), sprigiona una quantità tale di dolcezza da essere riuscito non solo a far esplodere Twitter di commenti e Giphy di gif animate misteriosamente scomparse e riapparse nel giro di 24 ore, a suscitare richieste di merchandising immediatamente originali introvabili soddisfatte immediatamente dal black market, ma perfino a far commuovere fino alle lacrime perfino l’impassibile, e completamente digiuno della saga, coprotagonista Werner Herzog.

The Child ha oscurato qualsiasi altro aspetto della pur riuscitissima The Mandalorian, compreso il protagonista Pedro Pascal che nonostante reciti perennemente con un’armatura addosso, è comunque un essere in teoria altrettanto degno di nota, ed è stato tenuto così segreto (per paura di rovinare l’effetto sorpresa) che il successo ha colto di sorpresa persino la Disney che aveva programmato il lancio del merchandising per Natale, ma si sta sicuramente mangiando le mani per non aver sfruttato appieno queste prime tre settimane di Baby Yoda fever e ha recuperato oggi con una prima, nutritissima tranche di gadget. Non è sempre facile capire come nascono i fenomeni virali su web, ma in questo caso la ricetta non è difficile da indovinare: prendi la sapienza Disney nel creare cose tenere, mescola con la sua intelligenza commerciale nello scommettere su una nuova icona con cui popolare i Disney Store di tutto il mondo (già ampiamente ripagata con il successo del droide BB8), aggiungi una saga che non accenna all’obsolescenza e infine condisci uno dei suoi personaggi più leggendari, replicato però in versione cartoonesca e infantile. Il successo è garantito, anche se l’impatto mediatico in questo caso è andato sicuramente molto oltre le più rosee aspettative.

In giro c’è chi dice che Baby Yoda spalancando gli occhioni potrebbe convincere chiunque a fare qualsiasi cosa, chi dice di aver cambiato idea sulla maternità dopo averlo visto, chi sembra già disposto ad assaltare i negozi per fare in modo che ogni membro della sua famiglia ne possieda un ritratto, ma una cosa è certa: Baby Yoda è la cosa migliore arrivata nel mondo dei pupazzi animati dai tempi di E.T. ed è una vittoria commerciale clamorosa, l’ennesima per Disney. Che probabilmente, diventerà ancora più impressionante col passare delle settimane. Se avevate dei dubbi sul perfetto gadget da regalare a Natale, il vostro percorso finisce qua perché un Baby Yoda porterà calore nella vostra casa, addolcirà il cuore dei parenti e renderà i bambini vostri fan sfegatati per tutti gli anni a venire.

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