È stato l'anno del Rinascimento di Laura Dern, donna del 2019

In rete, già da tempo si è coniato l’hashtag #dernaissance, il Rinascimento della Dern. In realtà, non ha mai smesso di essere favolosa, ma certo l’ultimo anno è stato fantasmagorico.

Ma Laura Dern è pazzesca, Laura Dern non è umana! Questo è quello che viene da pensare quando la si incontra, anche solo sul piccolo schermo che sembra sempre troppo piccolo per lei. Ha 52 anni, un fisico da top model, può essere piuma (la mamma delle sorelle March in Piccole donne, presto al cinema) e può essere ferro (la brutale avvocatessa di Storia di un matrimonio, su Netflix), può essere quello che le pare.

In rete, già da tempo si è coniato l’hashtag #dernaissance, il Rinascimento della Dern. In realtà, non ha mai smesso di essere favolosa, ma certo l’ultimo anno è stato fantasmagorico.

Nel 2019 è andata in onda la seconda stagione della serie Big Little Lies dove il suo personaggio, Renata Klein, ha preso parecchio e meritato spazio. Il suo urlo “I will not NOT be rich” contro il marito idiota che ha perso tutto il patrimonio, è diventato lessico popolare: Laura ha raccontato che, ogni tanto, in giro per Los Angeles, qualcuno, ridendo, glielo cita. Del resto, quell’urlo è quasi una versione contemporanea, nel mondo dei miliardari consumatori di lusso di alta gamma, della scena madre di Via col vento, quando Rossella O’Hara declama: “Non patirò più la fame”. Renata/Laura avrebbe potuto dire anche: “Non vivrò mai più senza borse di Hermès!”.

Per interpretare Renata Klein a quel modo, con quella “cazzimma” e ferocia, Dern si era preparata incontrando molte donne dirigenti, soprattutto in ambiti maschili, per esempio le aziende high tech. Ha raccolto terrificanti racconti di misoginia, anche di misoginia da parte di donne contro altre donne: una top manager le ha raccontato di aver ricevuto un giorno una foto di una partita di calcio di ragazzini con un messaggio che diceva “quello è tuo figlio che ha appena fatto un goal ma tu non puoi saperlo perché sei troppo impegnata per venire a vederlo”. Da storie come questa ha creato il personaggio che le ha fatto vincere un Emmy e un Golden Globe, nel 2017 e 2018.

Quest’anno ha già una nomination ai Golden Globe per Storia di un matrimonio come miglior attrice non protagonista e non ci sarebbe da stupirsi se ne guadagnasse una anche per gli Oscar, premi a cui è stata nominata la prima volta nel ’92, insieme alla madre Diane Ladd per il film Rosa Scompiglio e i suoi amanti. Un’altra candidatura all’Oscar è arrivata nel 2015, come non protagonista per Wild diretto da Jean-Marc Vallée, dove interpretava la madre di Reese Witherspoon: ha stretto amicizia con entrambi e da questo incontro è nato il progetto di Big Little Lies.

Laura Dern è figlia d’arte, pura Hollywood Royalty. La madre è, appunto, Diane Ladd, il padre Bruce Dern. Ha debuttato bambina, come comparsa in un film di Martin Scorsese (Alice non abita più qui). Quando non era con Diane, andava a trovare il padre sul set di Complotto di famiglia di Alfred Hitchcock. Shelley Winters è stata la sua madrina. Casa Dern era frequentata da facce note e leggendarie come Gregory Peck, Jane Fonda, Jack Nicholson e Gena Rowlands.

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Non stupisce che Laura abbia voluto fare l’attrice. Né che oggi abbia una filmografia, tra cinema e tv, di oltre 80 titoli. Che abbia anche creato lei stessa una serie tv, Enlightened, purtroppo sospesa dopo due stagioni. (Peccato, era bella, in molti vorrebbero rivederla e chissà che in tutto questo #dernaissance non succeda).

Il suo primo ruolo importante è stato in Velluto blu di David Lynch, poi artefice del film che l’ha consacrata: Cuore selvaggio – Wild at heart. L’immagine di Laura vestita di rosa e abbracciata a Nicolas Cage, appoggiata all’automobile con cui Sailor e Lula corrono disperati on the road è storia del cinema (e icona degli anni Novanta).

E, di nuovo in rosa, il volto di Laura Dern che spunta dalla jeep, stupefatta, alla vista dei dinosauri in Jurassic Park è un altro fotogramma indimenticabile.

Era una ragazza, allora. Si innamorò del suo compagno di set, Jeff Goldblum: sono stati insieme qualche anno. Dopo questa relazione, Laura si è fidanzata con un altro attore, Billy Bob Thornton ma lui l’ha lasciata per Angelina Jolie. Infine, si è sposata con il cantante e musicista Ben Harper da cui ha avuto un figlio e una figlia, Ellery di 17 anni e Jaya di 14.

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Da Ben Harper ha divorziato. Della pratica, da parte di Laura, si è occupata Laura Wasser, avvocatessa feroce, specializzata in separazioni tra celebrità hollywoodiane. Non sembra strano immaginare che l’interpretazione del personaggio di Storia di un matrimonio sia ispirata a lei. È tutto materiale, “everything is copy”, come diceva la grande sceneggiatrice Nora Ephron. Un divorzio complicato può diventare una parte che ti farà vincere (finalmente) il tuo primo Oscar. Forza Laura.

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