È morto Kirk Douglas, il primo gladiatore, l’ultimo divo di Hollywood

Il papà di Michael Douglas, un tempo celebre quanto lui, se n'è andato a un'età impossibile e dopo una vita da film.

Suit, Formal wear, Event, Fashion, Tuxedo, Fun, Dress, Smile, White-collar worker,
Getty Images

Kirk Douglas è morto a 103 anni, ed era così agé che per le generazioni più recenti è solo il padre di Michael Douglas, quando per quelle indietro è Michael a essere ancora “il figlio di”. Douglas senior di generazioni ne aveva viste nascere almeno quattro, aveva compiuto un’età incredibile che vale doppio se si pensa a quanto i colleghi attori della sua generazione si siano bruciati le ali in fretta tra alcol, droga, troppe sigarette e troppi psicofarmaci. Lui invece lì, tenacemente abbracciato alla vita che ha vissuto senza un attimo di annebbiamento, lucido per sempre, diventando di fatto l’ultimo testimone vivente della Golden Age di Hollywood. Difficile spiegare anche solo a un trentenne quanto fosse importante e mitico il buon vecchio Kirk, forse un paragone sostenibile è con Russel Crowe: se quest’ultimo è stato il Gladiatore è anche perché le storie si ripetono e la formula era stata già collaudata nel 1960 quando Stanley Kubrick ha girato il colossal Spartacus con Kirk Douglas come protagonista, che poi ne era anche il produttore. Fu un successo di portata stratosferica e le donne di tutto il mondo impazzivano per lui.

Kirk Douglas era nato il 9 dicembre 1916 e si chiamava in realta Issur Danielovitch. Era nato ad Amsterdam ma non in Olanda: nella città omonima nello stato di New York, figlio di ebrei russi emigrati che si erano lasciati alle spalle l’impero dei Romanov. Decise di diventare attore all’asilo, quando recitò una poesia durante un saggio e si fece inebriare dagli applausi. Nella Seconda Guerra Mondiale era arruolato nella Marina degli Stati Uniti e fu congedato nel 1944 per ferite di guerra. Da quel momento seguì solo il suo sogno di recitare. Fece gavetta negli spot pubblicitari e alla radio, finché un’amica di nome Lauren Bacall lo presentò a un produttore e gli fece ottenere una parte ne film Lo strano amore di Marta Ivers. Da quel momento girò senza sosta decine di film, a volte mitologici grazie al suo fisico atletico, tra cui una versione dell’Odissea intitolata Ulisse, e con grandi registi, da Kubrick a Vincente Minnelli (Il bruto e la bella, Brama di vivere ), da Billy Wilder (L'asso nella manica) a John Houston (I cinque volti dell'assassino), e Robert Aldrich (L'occhio caldo del cielo), Otto Preminger (Prima vittoria), Brian De Palma (Home Movies - Vizietti familiari), John Landis (Oscar - Un fidanzato per due figlie), Elia Kazan (Il compromesso). Fu candidato tre volte all'Oscar senza mai vincere, ma nel 1996 ritirò quello alla carriera.

Getty Images



Kirk Douglas si definiva da solo “Son of a bitch” e ammetteva di avere un caratteraccio, il peggiore di Hollywood, si diceva. Forse per quello si è sposato solo due volte. Con la prima moglie Diana Dill, sposata nel 1943, ha avuto due figli, l'attore Michael Douglas e il produttore Joel Douglas, prima di divorziare nel 1951. Si sposò ancora con Anne Buydens nel 1954 con cui ha avuto due figli, Peter, produttore, ed Eric, attore, morto nel 2004 per overdose di alcol e droghe. Douglas è rimasto tutta la vita con Anne e nel 2017 ha pubblicato con lei un libro con le loro lettere d’amore. Nonostante ciò, le è stato infedele molte volte e anche con diverse starlet di Hollywood. La moglie, che ha sempre tollerato, dichiarò una volta che non si sarebbe mai aspettata la fedeltà da un uomo venuto dal vecchio continente. Anne è nata nel 1919. È sopravvissuta al suo uomo alla soglia dei 101 anni, dopo quasi 66 di matrimonio. Qualcuno scopra il segreto di lunga vita di questa coppia.

This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Gossip