Chi è Myss Keta, l'artista mascherata che dichiara: «Ora siamo finalmente libere di esprimerci»

La regina delle notti milanesi e non solo risponde alle nostre domande e svela qualcosa di sé: ma senza togliersi la maschera, ovviamente.

Myss Keta Marie Claire
Mattia Guolo

Ha appena messo in subbuglio l'ultimo Sanremo con il DopoFestival e nel duetto con Elettra Lamborghini Non succederà più grazie alla sua personalità unica e dirompente. Non è possibile definire “la Myss”, perché Myss Keta è un personaggio senza identità nato dalla scena underground milanese per opera del collettivo Motel Forlanini, che ne cura immagine e visione . È la regina indiscussa della nuova gang di cantanti che stanno stravolgendo la scena musicale italiana (alcune sono incluse nel suo video, inno alla sorellanza, Le ragazze di Porta Venezia). Rapper con l’attitudine punk, Myss Keta ha conquistato anche i più snob con canzoni che dissezionano la contemporaneità (Milano sushi e coca, Un donna che conta): tanto che l’Enciclopedia Treccani ha persino dedicato un post al testo di Pazzeska, dall’album Paprika. Ad aprile è pronta per sbarcare a Tokyo (il 18 e 19 sarà al festival Italia, amore mio!, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone) per poi tornare a esibirsi in Europa, a Parigi (25 aprile) e Lipsia (22 maggio). Sempre in prima fila nei dibattiti su identità di genere e neofemminismo, Myss Keta ama prendersi gioco della celebrità inventando una biografia surreale che di volta in volta snocciola nelle interviste, come con noi.

Quali dati biografici sono noti ufficialmente di Myss Keta? La pagina Wikipedia è precisa?

Gli unici miei dati conosciuti sono questi: 90-60-90. Misure o data di nascita? Chi può dirlo. La pagina Wikipedia è precisa ma non troppo, altrimenti verrebbe citata come minimo la famosa passerella Chanel che percorsi insieme a La Prada.

Se dovessi scegliere un verso di una tua canzone che ti rappresenta meglio di tutti?
Mi rappresentano tutti al cento per cento ma in questo esatto momento direi "tu non mi devi dire niente, mi han ritirato la patente", perché me l'hanno davvero ritirata, di nuovo, venti minuti fa mentre cercavo di parcheggiare al binario per prendere un treno.

Hai mai letto una descrizione di te o della tua musica che secondo te ci azzecca in pieno?
Molte ci vanno vicino, ma credetemi quando vi dico che una descrizione di me stessa o della mia musica veritiera sarei in difficoltà a scriverla pure io.

Il primo ricordo legato alla musica che ti viene in mente?

Mia mamma Madonna mi ha sempre portata nei backstage dei suoi concerti: è proprio in quei camerini che ho respirato per la prima volta il mondo della musica.

Camicia di seta e leggings di jersey. Foulard, occhiali, collana, body chain, bracciale, anelli di metallo. Stivali di denim stampa jungle. Tutto Versace. Maschera William Merante e Giovanni Riggio per Myss Keta
Mattia Guolo

Per il pubblico più grande sei diventata il simbolo di qualcuno che riesce a comunicare con le generazioni più giovani, come ci sei riuscita?
Non bisogna porre barriere nel dialogo: giovani, meno giovani, target eccetera. Bisogna semplicemente parlare a chiunque con il cuore aperto. I giovani di questa generazione, come tutti coloro che lo sono stati, semplicemente non vogliono sentirsi criminalizzati dalla generazione precedente o sentirsi comparati a modelli del passato: questo non ha senso e crea solo un muro nel dialogo.

Qual è la marcia in più della nuova generazione italiana di cantanti e musiciste donne?

La marcia in più, secondo me, è data dall'essersi slegate dalle figure femminili culturalmente derivanti da una visione patriarcale. Ora è sicuramente più facile interpretare nuove e diverse modalità di noi stesse e cercare di esprimersi in totale naturalezza e libertà.

Quanto conta per te lo stile per la tua espressione artistica?

Tutto quello che ci permette di esprimerci parla e comunica qualcosa di noi: lo stile e la moda fanno sicuramente parte di questa sfera. Mi piace pensare allo stile come a uno strumento che permette continuamente di reinventarsi e di adattarsi a quello che si vuole comunicare. Siamo noi a plasmare il messaggio attraverso quello che indossiamo, non deve essere il contrario.

C’è una donna che ti ha insegnato o trasmesso qualcosa che si sta rivelando importante per te, la tua carriera o il tuo percorso di vita?

Sono tantissime le figure femminili che mi hanno ispirato con la loro arte e percorso di vita, elencarle tutte mi risulterebbe complicato. Di sicuro una buona parte le potete trovare nel cast del video Le ragazze di Porta Venezia - The Manifesto.

Nella foto di apertura Myss Keta indossa abito e occhiali Dolce&Gabbana; maschera William Merante e Giovanni Riggio. Le foto sono del servizio esclusivo "Unplugged" pubblicato su Marie Claire di marzo 2020.
Servizio Ivana Spernicelli ed Elisabetta Massari. Hanno Collaborato Veronica Campisi e Johana Kouame. Foto Mattia Guolo. Trucco Giovanni Iovine e Sissy Belloglio; manicure Carlotta Saettone, tutti per W-MManagement. Capelli Nicholas James e Patti Bussa per Green Apple. Coordinamento Filippo Agostinelli per Brandwarriors. Video Gloria Bertuzzi.

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