La regina Elisabetta in quarantena passa lo scettro a William: voce assurda o possibilità fondata?

La notizia è ufficiosa ma non fantasiosa: la sovrana del Regno Unito segregata perché in età a rischio, potrebbe cedere il trono al nipote per ragion di Stato?

La regina Elisabetta è pronta ad abdicare durante l’epidemia di Coronavirus? La notizia, premettiamolo subito, non ha nessun fondamento ufficiale ma circola ufficiosamente da qualche ora fra chi è molto vicino alle fonti di Buckingham Palace. Le voci di abdicazione della sovrana dal regno più lungo dello United Kingdom ricorrono spesso, ormai ci abbiamo fatto il callo. Tuttavia, è la prima volta che potrebbero essere non così fantasiose perché i motivi sono tanti, diversi, e tutti ragionevoli.



Dopo l’allarme per il riscontro positivo al tampone di uno stretto collaboratore di Elisabetta II, fanno tenerezza le notizie dal Regno Unito che raccontano le misure di sicurezza estrema per proteggete la fragilità della regina, prossima ai 94 anni che compirà il 21 aprile, e del consorte Filippo, che da tempo si è ritirato dalla vita pubblica per godersi i suoi 98 anni (che diventeranno 99 il 10 giugno) con la buona salute di cui è stato graziato. I due coniugi vivevano ormai separati, lei a Buckingham Palace, lui nel Norfolk, e si rivedevano solo durante l’estate e le feste comandate. Ora invece sono stati riuniti per motivi di sicurezza e vivono insieme nel castello di Windsor con uno staff ridotto all’osso, con i soli membri che non hanno necessità di vedere le proprie famiglie, in modo che restino permanentemente nelle quattro (quattrocento?) mura della residenza, limitando al minimo indispensabile i contatti col mondo esterno.


Dalla sua quarantena, Elisabetta comunica con il nipote William e i pronipotini attraverso Skype e Facetime. Ha fatto una videochiamata strappacuore alla nipote Eugenia per il suo compleanno, trascorso in clausura come tutti noi, ed è molto vicina alla povera Beatrice combattuta tra l’annullamento delle nozze imminenti e la tentazione (di cui potrebbe pentirsi) di convolare a basso profilo senza un ricevimento, per chiudere così lo stillicidio dei continui cambi di data. Pare che la regina abbia anche già ordinato il regalo da mandare al nipotino Archie in Canada (non è il momento delle rappresaglie) che compirà un anno il 6 maggio. Fino a qua, le cose potrebbero pure filare.

Il problema vero è: una regina può interrompere i contatti col resto del mondo e con gli affari di Stato? È bene ripassare sempre, in questi casi, i ruoli dei sovrani britannici che non sono delle statuine rappresentative, ma veri e propri co-protagonisti, con il primo ministro e il parlamento, del governo del paese. Ogni decisione che prende il governo viene sottoposta anche alla regina, con cui il premier si incontra regolarmente, e in questo momento, di decisioni da prendere ce ne sono molte. Le videoconferenze non sono un precedente storico mai affrontato, e comunque c’è da mettere delle firme. Chi può prendersi questi incarichi, oggi come oggi? L’erede al trono, come si sa, è Carlo, principe di Galles. Ma ha 71 anni, quindi supera ampiamente l’età minima di 65 in cui è raccomandato di stare a casa con più restrizione degli altri. Per cui, Carlo è escluso. Resta William, che con i suoi 37 anni è quello che rischia meno di tutta la famiglia Windsor, così come sua moglie Kate Middleton che ne ha 38 e i loro tre figli, che godono dell’inspiegabile semi-immunità dei bambini nei confronti di questi virus. Se l’epidemia dovesse perdurare, è quindi probabile che i giochi passino a William prima del tempo, e con una certa urgenza? Staremo a vedere.

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