Gloria Steinem la donna che ha scritto la storia del femminismo

L' 86enne americana, ha contribuito alla causa non soltanto con il lavoro da giornalista e attivista, ma battendosi tutta la vita contro ogni pregiudizio.

american feminist, journalist and political activist, gloria steinem speaking at a women against pornography conference at martin luther king jr high school, new york city, 15th september 1979 photo by sara krulwichnew york times coarchive photosgetty images
Sara Krulwich

Se oggi siamo convinte che si possa essere femministe anche in minigonna e con la manicure perfetta, lo dobbiamo a lei. Gloria Steinem, 86enne americana, ha contribuito alla causa non soltanto con il lavoro da giornalista e attivista, ma battendosi tutta la vita contro il pregiudizio di chi vedeva in lei solo una donna bella e glamorous dai lunghi capelli castani e gli immancabili occhialoni fumé. E se Beyoncé, Chimamanda Ngozi Adichie ed Emma Watson sono prese a esempio dalle ragazze più giovani, se movimenti come Time’s Up e MeToo sono riusciti ad avere una rilevanza mondiale, è anche perché Gloria non si è mai stancata di portare avanti le sue battaglie. E quindi, anche le nostre.

Courtesy Photo

Super-politica
. Da una vita sostiene l’importanza di eleggere una donna a capo degli Stati Uniti. Nel 2008, pur giudicando positivamente le idee del senatore Barack Obama (che nel 2013 le conferisce la prestigiosa Medal of Freedom), chiede la candidatura di Hillary Clinton come Presidente, e lo fa anche nel 2016.

Ron GalellaGetty Images

Iper-coraggiosa. A 52 anni, le viene diagnosticato un tumore al seno da cui guarisce. A 66, si sposa con l’imprenditore e animalista David Bale, che muore tre anni dopo per un tumore. Compie gli 80 anni a dorso di un elefante in Botswana, si tinge i capelli e rifiuta la chirurgia estetica. Nel 2005, con Jane Fonda, istituisce il Women’s Media Center per il potenziamento della visibilità femminile. È una delle speaker alla prima Women’s March di Washington il 21 gennaio 2017.

BettmannGetty Images

Ultra-impegnata. Inizia come giornalista nel 1962 con articolisulla contraccezione. L’anno dopo si «infiltra» come coniglietta nel Playboy Club di New York. Denuncia lo sfruttamento delle ragazze, ma riceve molte critiche (anche da donne). Nel 1972 fonda con Dorothy Pitman Hughes (indimenticabile la loro foto con il pugno alzato) la rivista femminista Ms., pubblicata tuttora.

Courtesy Sundance film festival

Multi-mediatica. Appare in film, fumetti, docu, show (The Good Wife), la cita Reese Witherspoon ne La rivincita delle bionde (2001). Al Sundance c’è stato il biopic The Glorias (con Julianne Moore). Ad aprile debutta su Hulu Mrs. America, serie sul femminismo anni 70. Nei suoi panni, Rose Byrne.

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