Rock Hudson e Lee Garlington l'amore romantico e sofferto di Hollywood che nessuno poteva raccontare

Negli anni 50 il protagonista de Il gigante era considerato il maschio ideale da sposare, ma lui amava un ragazzo bellissimo che non avrebbe dimenticato mai...

Negli anni 80 con l’esplosione dell’Aids la vita di una celebrity come Rock Hudson ha subito una svolta drastica e duplice. Da una parte c’era il dramma di aver contratto quel male misterioso che stava decimando i membri della comunità gay (e non solo). Dall’altra c’era il sollievo di non dover più fingere di essere qualcosa di diverso dalla realtà, e di constatare che la gente lo amava ancora. La vera storia di Rock Hudson è una di quelle raccontate nella serie Hollywood di Netflix, creata da Ryan Murphy e Ian Brennan. Rock Hudson compare già dalla prima puntata ma in pochi spettatori lo riconoscono subito quando adesca un giovane benzinaio e si presenta con il vero nome Roy Fitzgerald. È un ragazzo di bell’aspetto che gli Studios si stavano preparando a lanciare come il principe azzurro delle donne americane. Aveva tutto ciò che i produttori potevano cercare in una star degli anni 50 e 60: bel fisico, bel viso pulito, altissimo. Ma aveva una vita privata da tenere segreta, che lo costringeva a ripiegare su amori mercenari. Per questo motivo, sarà condannato a recitare anche nella vita vera per decenni, corteggiando sul set Elizabeth Taylor, Lauren Bacall, Gina Lollobrigida e Doris Day, arrivando a sposarsi con una donna. Oggi si parla dei flirt che Rock potrebbe aver avuto con altri attori come Marlon Brando, James Dean ed Errol Flynn, e col musicista Liberace. Ma due storie più importanti e accertate le ha vissute con personaggi meno “vistosi”. Una è con Marc Christian, l’uomo con cui ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, quando ormai non doveva più nascondersi, il quale pur non avendo mai contratto l’Aids, è morto nel 2009 a 56 anni. L’altra storia si svolge proprio nel periodo raccontato in Hollywood, gli anni 50.

Rock Hudson era arrivato a Hollywood da una piccola città dell’Illinois, Winnetka, figlio unico di una centralinista e di un meccanico d’auto. Nato col cognome tedesco del padre, Scherer, a quattro anni prese quello del nuovo marito della madre, Fitzgerald. Reduce della Seconda Guerra Mondiale, arruolato in Marina, andò a vivere a Los Angeles dal padre biologico che nel frattempo si era risposato. Sono gli anni in cui tutti vogliono far parte del dorato mondo del cinema e lui ci provò iscrivendosi all’università per studiare recitazione e storia dello spettacolo. Ma era stato espulso dopo poco, a causa dei voti troppo bassi. Non si era arreso e, come facevano tutti, nel 1947 aveva mandato una sua foto al famoso talent scout Henry Willson. Willson, che si vocifera fosse gay, aveva fiuto e riconosceva una faccia in grado di bucare lo schermo. Dopo averlo convocato e valutato dal vivo, lo aveva messo sotto contratto nella sua agenzia. La prima cosa che fece fu quella di cambiargli nome. Ne scelse uno nuovo combinando il promontorio britannico della Rocca di Gibilterra, in inglese Rock of Gibraltar, e il fiume Hudson. Pochi mesi dopo, Rock debuttò con una particina non accreditata nel suo primo film prodotto dalla Warner Bross, Falchi in picchiata.

Rock Hudson e Doris Day
Silver Screen CollectionGetty Images

Per cominciare a vedere il suo nome nei titoli di apertura, Rock Hudson aveva dovuto attendere Peggy la studentessa, del 1950. E ancora, per un ruolo da protagonista, il 1952 con L’angelo scarlatto, al fianco di Yvonne De Carlo. Quando nel 1962 conobbe Lee Garlington, era ormai una star con alle spalle grandi blockbuster come Il gigante, con Liz Taylor e James Dean, Addio alle armi, con Vittorio De Sica e Alberto Sordi, Amore ritorna, con Doris Day e Magnifica Ossessione di Douglas Sirk. Garlington era un bellissimo ragazzo di 26 anni dagli occhi chiari, i lineamenti regolari e il corpo scolpito dallo sport. Si era appena lasciato con il suo ragazzo e lavorava come comparsa, con il sogno di diventare attore. La sua strada si incrociò con quella del 36enne Hudson sul set di un film in cui lavoravano entrambi. “Rock era la più grande star del cinema al mondo e si diceva che fosse gay”, racconterà Lee molti anni dopo in un’intervista concessa a People. “Così ho pensato ‘Fammi dare un'occhiata’. Me ne rimasi fuori dalla sua roulotte nel parcheggio della Universal fingendo di leggere Variety. Lui uscì e passò oltre senza fermarsi. Poi sì fermò e si guardò indietro, una sola volta. Cominciò così”. A quel punto, Lee si accorse che la rivista che stava fingendo di leggere era sottosopra.

Qualche giorno dopo, Hudson fece in modo di farsi presentare da un amico comune quel ragazzo così carino. Con grande cautela si diedero un primo appuntamento a casa dell'attore. Lee era in soggezione, sia per la fama che per l'altezza di Hudson. Lui gli offrì una birra e lo mise a suo agio. Fu da subito un grande amore, se forse all’inizio Lee aveva pensato che Rock potesse dargli una mano con la carriera, questo passò in secondo piano. Avevano paura di essere scoperti. Nel 1955 la rivista Confidential aveva pubblicato un articolo in cui si ipotizzava l’omosessualità dell’attore e il suo agente Willson aveva dovuto sudare sette camicie per dissipare lo scandalo che ne avrebbe distrutto la carriera, ma soprattutto la campagna di lancio de Il gigante. Poco dopo l’uscita dell’articolo, il 9 novembre del 1955, Rock Hudson aveva sposato Phyllis Gates, la segretaria di Willson. La donna, fino alla sua scomparsa nel 2006, non ha mai ammesso che i tre anni di matrimonio con Rock Hudson fossero stati una strategia del suo management. Diceva di essere uscita con Hudson per diversi mesi e di aver cominciato a convivere con lui già due mesi prima della sua proposta di matrimonio a sorpresa. Insomma, un matrimonio d’amore, almeno da parte sua. Ma è stata lei stessa a chiedere il divorzio, nell'aprile 1958, per crudeltà mentale. Hudson non si è opposto e le ha corrisposto 250 dollari a settimana di alimenti per 10 anni. Da quel momento, la stampa non aveva più avuto storie da raccontare sulla sua vita sentimentale.

Rock Hudson e Phyllis Gates alle nozze
Pictorial ParadeGetty Images

Con Lee Garlington, Rock Hudson adottò delle misure di sicurezza. I due non potevano mai, proprio mai farsi vedere insieme e non avrebbero mai permesso a nessuno di scattargli una foto insieme, nemmeno con l’autoscatto. Esiste una sola foto di loro due insieme, presa in un bar, dove sono sorridenti e neanche troppo distanti. Un’eccezione pericolosa. Per cui creavano il loro album di ricordi scattandosi foto a vicenda. L’unica volta in cui sfidarono la sorte fu in vacanza insieme a Puerto Vallarta in Messico. A indirizzarli lì, assicurandogli che avrebbero trovato un po’ di discrezione, fu Elizabeth Taylor. L’attrice dagli occhi viola era perfettamente al corrente dell’omosessualità del suo amico, ma da buona inglese dalla mentalità aperta, già un passo avanti nei diritti civili per cui poi diventerà attivista, ne tutelava la privacy e lo aiutava a vivere serenamente la sua relazione. In Messico, per la prima volta, Rock e Lee passeggiarono insieme sulla spiaggia senza paura di essere colti in flagrante dai paparazzi. Andavano in giro in una jeep decappottabile e ridevano “nessuno sapeva che eravamo lì”, racconta oggi Lee. “Ci sentivamo a nostro agio, ci sentivamo per la prima volta noi stessi”.

Ma quando tornarono a Los Angeles riprese la loro vita fatta di incontri furtivi nella villa dell’attore al Beverly Hills Crest, dalla quale Lee doveva sgattaiolare fuori alle 6 di mattina per non essere visto da nessuno. Saltava a bordo della sua Chevy Nova e scivolava giù per la strada in folle, accendendo il motore solo quando si trovava il più lontano possibile dal cancello della villa. Il loro rapporto era fatto di quelle piccole cose domestiche destinate a diventare bei ricordi, come quando Rock insegnò a Lee il trucco degli attori per radersi la barba senza mai tagliarsi. Rock se lo portava alle prime dei film ma faceva in modo che entrambi arrivassero separatamente e accompagnati ognuno da una donna. Una volta, Paul Newman e Joanne Woodward li andarono a salutare a una festa e gli lasciarono intendere di aver capito tutto, e di essere felici per loro. Quando una fan innamorata di Rock Hudson si introdusse nella casa mentre lui non c’era, e si mise a dormire nel suo letto, l'attore ebbe i brividi per il rischio che aveva corso; nel cassetto del comodino, che per fortuna la ragazza non aveva aperto, c'erano tutte le foto a torso nudo che aveva scattato al suo amore segreto.

La storia smise di funzionare perché Lee cercava in un compagno la figura paterna, mentre Rock era fragile e insicuro: “Era un gigante gentile", dice ora. La paura di essere scoperti, la continua tensione che vivevano diede il colpo di grazia. Dopo tre anni i due si lasciarono, ma non senza provare ancora dei sentimenti l’uno per l’altro. Quando le loro strade si sono divise, Lee Garlington è diventato un agente di borsa e nel 1986 ha iniziato una relazione stabile. Quando negli Stati Uniti sono diventati legali i Same Sex Marriages, Lee si è sposato con il suo partner. Nel frattempo, il 25 luglio del 1985, Rock Hudson aveva reso noto tramite il suo addetto stampa di aver contratto il virus HIV e di avere l’Aids. Era la prima star a confessarlo e l’affetto e la popolarità che il pubblico nutriva ancora per lui erano così vivi che il coming out fu decisivo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia. Appresa la notizia, Lee subì uno schock. Credeva che l’attore si fosse dimenticato di lui, che non pensasse più a quei pomeriggi passati insieme a bighellonare per casa vestiti comodi (“lui portava sempre pantaloni Chinos e mocassini”). Provò a mettersi in contatto con lui per vederlo. Ma le persone che se ne prendevano cura, tra cui Liz Taylor e Doris Day, lo sconsigliarono dal farlo perché la malattia lo aveva talmente eroso da renderlo irriconoscibile. “È meglio che se lo ricordi com’era prima”, gli dissero. Tre mesi dopo, il 2 ottobre del 1985, Rock Hudson morì a soli 59 anni. Poco dopo, nel 1986, uscì nelle librerie la sua autobiografia postuma, Rock Hudson, His Story scritta con Sara Davidson. Lee Garlington la lesse e rimase sconvolto. Rock parlava di lui, c'era il suo nome. E lo definiva “il suo vero, grande amore”. Quella notte pianse. “Non mi sono mai accorto di quanto ci tenesse a me”, dice ora che 83 anni. “Come avrei voluto fossimo nati 30 anni dopo, per vivere la nostra storia alla luce del sole...

Paul HarrisGetty Images
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