I concerti che verranno, secondo Samuel dei Subsonica

Il cantante fa le prove generali con un secret concert e dice la sua sulla fase di transizione dei live: "Oggi dobbiamo ridimensionarci, per poter tornare ad abbracciarci sotto il palco domani".

milan, italy   may 27 samuel umberto romano, said samuel, of italian rock band subsonica performs live for wired next fest at giardini indro montanelli in milan, italy on may 27, 2016 photo by sergione infuso corbis via getty images
Sergione Infuso - CorbisGetty Images

Provare a ricominciare. Ripartendo da un secret show per pochi eletti, in una cornice nuova e insieme antica, come la città di Torino, nel cortile dell'NH Hotel, che poi era il cortile della casa di Antonio Gramsci. Piove di una pioggia fitta che non sembra scoraggiare Samuel, cantante dei Subsonica, che però stasera è qui in quanto cantante solista, con il suo primo lavoro, Il codice della bellezza, uscito nel 2017 (e appena ripubblicato in una speciale versione live con l'Orchestra Bandakadabra). Il tentativo di tornare alla normalità – pur con tutte le regole del caso, dalla mascherina al social distancing passando per la misurazione della temperatura dei partecipanti, 130 persone – è stato reso possibile grazie alla partnership con Martini, altra istituzione torinese, che ha organizzato con il cantante, in una settimana di tempo, il rendez-vous musicale che vedrà il pubblico guardare la performance dai tetti e dai balconi affacciati sul cortile. Camicia stampata, catena, cappellino, un drink in mano, e l'aria rilassata, del professionista ormai navigato, Samuel, al secolo Samuel Umberto Romano, sembra avere la rara dote di non invecchiare mai, da quel 1996 che segnò la nascita della formazione dei Subsonica. E, a quanto pare, non sembra aver perso il gusto per le sfide. Contornato da giornalisti incuriositi e un po' entusiasti dal ritorno alla musica live, trasuda tranquillità. Ma, da musicista, categoria che fatica più di altre a ritrovare una parvenza di normalità, l'esperienza del prima, e del dopo, non si dubita, avrà avuto un impatto sulla sua vita quotidiana.

Cosa hai fatto, tu, durante la quarantena?
In realtà ne ho approfittato per dedicarmi al mio prossimo album, e quindi chiudermi nel mio piccolo studio, il Golfo Mistico, che è anche luogo di aggregazione di eventi culturali, di cooking experience e mixology. Non potendo invitare nessuno, sono stato lì da solo per due mesi, buttando le basi per il secondo album. Quindi mi sono tenuto abbastanza occupato, pur non potendo esibirmi dal vivo: i piani che avevo sono stati ovviamente scombussolati dallo tsunami organizzativo, si è creato un buco temporale tra il tour dei Subsonica che è saltato, così come tutte le altre attività live previste.

Da musicista, quali sono gli umori che hai percepito tra i tuoi colleghi, in questo periodo?
Un'ansia diffusa, a dir la verità. Anche perché, a guardare il percorso legislativo (quello del Decreto Rilancio), ci sono ancora alcuni dubbi, che generano confusione: non si è ancora capito qual è il limite per il quale si diventa "fuori legge", e ad oggi, ad esempio, non sappiamo se si può viaggiare in furgone in più di sei. Questa cosa vuol dire che se, come nel nostro caso di stasera, siamo in 8, in teoria dovremmo viaggiare in due furgoni, quindi ovviamente raddoppiando le spese. Restiamo in attesa, e speriamo.

Com'è nata l'idea di questo secret show di stasera, a cui seguiranno altre tappe?
Nasce per fare un gesto simbolico, tentare di ricominciare con la musica suonata dal vivo. Ho recuperato un concerto live del mio primo lavoro da solista che avevo registrato due anni fa con quest'orchestra di fiati di Torino, la Bandakadabra, e che mi era servito per sincronizzare la musica con il documentario omonimo andata in onda su Sky Arte, e ho pensato ad organizzare un tour. La band è composta da 10 elementi, ma per le necessità legate alle leggi attuali, ad esempio, non saranno tutti presenti in ogni data: in alcuni casi si esibiranno con me 1 o o 2 elementi, e comunque stiamo calibrando il calendario, in attesa che qualcosa si smuova a livello legislativo. In occasione del 15 giugno, invece, data dalla quale è possibile riprendere con gli eventi live, con le precauzioni del caso, ho pensato che sarebbe però stato bello se ci fossero stati tutti. Ad aiutarci, anche con i fondi, ci ha pensato Martini, anche perché partivamo da zero. E l'idea di questa sera si spera che regali un po' di fiducia ai promoter, che in questo momento hanno abbastanza paura nell'organizzare eventi, e quindi i live fanno fatica a ripartire, e le agenzie di booking hanno difficoltà a lavorare. Se si crea un precedente, e si dimostra che la cosa si può fare mantenendo dei limiti di sicurezza, come la misurazione della temperatura e percorsi studiati per far muovere la gente, magari si riesce a ingranare la marcia.

L'ultimo concerto che sei andato a vedere prima del lockdown?
I Kiss, a Milano.

In quale modo, secondo te, si può ripartire?
Per adesso è necessario ripensare il concetto di "concerto" a cui siamo abituati: gli artisti devono costruire degli spettacoli ad hoc per adeguarsi a questa cornice. Un live dei Subsonica, ad oggi, sarebbe impensabile. Personalmente ho ridimensionato il mio progetto per essere economicamente sostenibile e dare la possibilità a chi vuole ricominciare, di provare a farlo. Boosta (Davide Dileo, tastierista dei Subsonica) sta facendo la stessa cosa con il suo progetto solista: se gli artisti abbandonano quell'idea di fare la classica tournée rappresentativa e quel desiderio egoriferito di "far più gente di", pensando anche alle necessità del promoter, e ridimensionando quindi anche i propri cachet, è possibile ripartire. Produzioni diverse, più intimiste, non nuove a chi come noi ha iniziato a lavorare negli Anni 90 e trovava normale adeguare lo spettacolo a seconda della capienza del posto, alternando palazzetti a piccoli locali.

Il tetto e i balconi del cortile dell’Hotel NH, dove gli ospiti si sono posizionati per assistere al concerto, rispettando il social distancing
FRANCESCO PRANDONI

Ai concerti sono sempre legati dei ricordi e delle emozioni. Ce ne sono alcune per te indelebili?
L'album di debutto dei Subsonica è uscito nel 1997: solo in quell'anno abbiamo fatto più di 200 concerti. Per gli anni successivi ne ho fatti almeno 1oo per anno, quindi ho un chilometraggio importante, diciamo così. Ne sono successe di ogni, alcune passate alla storia, dalla rissa tra pubblico e il gruppo alla corrente che salta e il pubblico che canta la tua canzone all'unisono, alla serata passata con i 4 irriducibili delle prime volte. Ho passato una vita sul palco. Starci però con gli altri Subsonica in questo momento è impossibile, quindi dobbiamo necessariamente esplorare strade diverse, ma l'emozione di quando torneremo a suonare, la pregusto già.

In Germania e America hanno sperimentato i concerti al drive in. Negli Stati Uniti, addirittura, sul palco dello studio televisivo di The Late Show with Stephen Colbert, i Flaming Lips si sono esibiti in bolle di plastica. Oltre agli eccessi creati in tv, secondo te dovremo abituarci a questa tipologia di eventi o sarà una fase di transizione per tornare in sicurezza alla normalità?
Il live di domani non può che essere quello che era già prima: il bello del concerto è passare una notte con gli amici abbracciati ai cancelli di uno stadio aspettando che si aprano, essere sudati e abbracciarsi, scambiarsi gli umori. Difficile pensare al live in un'altra forma: ci vorrà del tempo per poterlo fare in sicurezza, ma l'obiettivo rimane quello.

Il concerto di Samuel con il suo primo album da solista è stata l’occasione per presentare il Martini Fiero, nuovo aperitivo della famiglia con succo di arance amare della Murcia
FRANCESCO PRANDONI

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