Dal 2024 l'Oscar al miglior film sarà completamente diverso

L'Academy riscrive il regolamento in nome di una maggior inclusività non sempre garantita dalle nomination: tutte le novità.

foto oscar
Getty Images

Una clausola inclusiva declinata in quattro punti, averne almeno due per entrare nella rosa dei candidati. In breve: dal 2024 l'Oscar per il miglior film, il premio più ambito di Hollywood, cambierà modalità di selezione delle pellicole e potranno concorrere al riconoscimento soltanto i film che rispetteranno minimo due del poker di richieste. A poca distanza temporale dalla scelta della Berlinale, che ha eliminato la distinzione tra miglior attore e migliore attrice già dal 2021 a favore di un Orso genderless che premi direttamente le interpretazioni migliori, il cambiamento in casa Oscar sembra simbolicamente minimo nella pletora di premi assegnati dall'Academy ogni anno. Ma a livello socioculturale, l'industria statunitense ha compiuto un passo indubbiamente significativo per la sua storia contemporanea.

Le novità sull'Oscar per il miglior film diventeranno obbligatorie a partire dal 2024. In questi tre anni la transizione sarà graduale: l'edizione degli Oscar 2021 sarà identica alle precedenti, mentre nel 2022 e nel 2023 i film che vorranno entrare nella rosa dei candidati dovranno presentare un'autocertificazione ai principi di inclusione voluti dall'organizzazione. E qualora dichiarassero il falso, potrebbero essere esclusi dalle nomination agli Oscar. Variety riporta nel dettaglio i nuovi standard, effettivi dalla 96esima edizione, che sono questi quattro: a) rappresentazione, temi e narrazioni presentati sullo schermo (riguarda il cast nel suo complesso, la storia e la trama del film); b) gruppi di lavoro e leadership creativa (per il rispetto della diversità di genere, di etnia, lgbtq+ e disabilità nella crew tecnica); c) opportunità e accesso all'industria cinematografica (uguaglianza nell'assunzione, nel pagamento di apprendistati, nella formazione dei cast tecnici); d) crescita e sviluppo nel pubblico (riguarda la composizione dei gruppi di promozione, marketing e distribuzione). Nei loro oltre 90 anni di storia, le nomination agli Oscar e conseguenti assegnazioni sono state accusate, a ragione, di non rappresentare adeguatamente la società contemporanea: l'egemonia culturale dei bianchi ricchi è stata sempre privilegiata a discapito di storie, interpreti, inclusività. La scelta di dotarsi di nuove regole da rispettare è già un'evoluzione. Qualcosa è cambiato, forse.

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