"Nessuno mi ha mai chiesto come mi sento": il diario di Meghan Markle

La duchessa di Sussex ha svelato come sia possibile stare male anche quando sposi un principe (o proprio per quello) e come l'abbia salvata scrivere pagine su pagine.

“Nel 2019 ero la persona più trollata al mondo, maschio o femmina. Per otto mesi sono stata praticamente invisibile, in maternità o presa dal bambino. Ma ciò che è stato possibile inventare ugualmente su di me è insostenibile". Meghan Markle non ci sta a essere etichettata come la Yoko Ono della famiglia reale, quella che ha diviso i figli di Lady Diana, ci tiene che si sappia che dietro la sua immagine sorridente c’è stato (e c’è ancora) un forte stress, il disagio che ne è derivato, il rischio di essere trascinata in un baratro e la forza che ha trovato per tirare avanti e prendere la decisione della fuga - che è partita da Harry - e di una nuova vita sostenendosi con i propri guadagni scrivendo ogni giorno qualche riga su un diario. "Non mi importa se hai 15 o 25 anni, se le persone dicono cose su di te che non sono vere, la tua salute mentale ed emotiva subisce dei danni", ha spiegato mentre era ospite del podacast Teenager Therapy in occasione del World Mental Health Day.

In pochi, in questa occasione in cui Meghan e il principe Harry sono stati intervistati da tre studenti, hanno notato la t-shirt di lei con la stampa delle iniziali R.B.G., un omaggio a Ruth Bader Ginsburg, la giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti scomparsa il 18 ottobre scorso, entrata ormai nell’Olimpo delle icone femministe. Meghan Markle può non piacere a tutti, soprattutto dopo il colpo di testa del Megxit, può suscitare il biasimo del “hai voluto la bicicletta senza saper pedalare?”, ma merita una riflessione individuale: quante di noi, al suo posto avrebbero almeno avuto la tentazione di fare come lei? Esistono donne con la tempra di Jackie Onassis, di Grace di Monaco e di Kate Middleton, l’ideale consorte per sovrani, la perfetta futura regina madre che esce dall’ospedale dopo il parto ben truccata e ben pettinata, le caviglie sgonfie e il volto disteso. Ma ci sono anche le Lady Diana che non sopportano la pressione e non possono chiedere al marito “fuggiamo” (affair Camilla a parte...) perché è l’erede al trono e non può farlo senza affrontare le conseguenze del prozio Edoardo VIII che abdicò per amore. È indubbio che fra Kate e Meghan, quella che più si avvicina alla madre del principe William e del principe Harry sia la seconda.

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Proviamo a metterci nei panni di Meghan Markle, quando il destino manda nella tua vita un principe vero, che è pure un bravo ragazzo e innamorato, ma devi combinare la fortuna con l’imbarazzo di avere una famiglia “problematica” che sai che ti sosterrà solo per un quarto e l’unica che potrai invitare al matrimonio è la mamma Doria Ragland mentre gli altri, il padre Thomas Markle e i due fratellastri Samantha Markle e Thomas Markle jr, ti metterebbero solo in imbarazzo rendendo il commento “chi ha bisogno di nemici, quando hai una famiglia così?”, comparso su YouTube sotto un’intervista a Thomas jr, il più sensato della storia del web. Pensiamo allo stress prima di un matrimonio - potrai pure avere una squadra di wedding planner al tuo servizio, ma se non vigili su tutto qualche falla si apre sempre - e devi anche prepararti per fare la tua parte in quel grande show che seguiranno milioni, miliardi di persone, mentre i riflettori si spostano maliziosamente anche su tuo padre, che viene interpellato e fotografato (facendosi pagare) persino mentre sceglie l’abito per un matrimonio a cui non parteciperà, restituendo un’immagine familiare un po’ ridicola, con quella vaga sensazione che si voglia posare sulla sposa un velo di classismo e mostrare da che razza di situazione arriva (e come le sia andata bene, fortunella). Okay, fa parte del gioco, se scendi sulla pista da ballo, devi ballare. Ma al posto di Meghan ognuna di noi si chiederebbe perché mai la stampa e la tv continuino a dare voce a persone come la tua sorellastra Samantha (specificando sempre, "estranged sister") che forse di te ne sa quanto il portiere del tuo stabile, ma che a scadenza regolare rilascia dichiarazioni in cui spiega che sei: un’arrampicatrice sociale, che ti sono sempre piaciuti i ragazzi dai capelli rossi, che scriverà un libro in cui rivelerà chi sei davvero, che poi fa inversione a U quando viene annunciato il matrimonio e ti definisce “lovely” perché spera nell’invito e ci tiene a specificare che non è vero che la tua famiglia non ti è mai stata vicina e che questo matrimonio ne unirà due (inteso come i Markle e i Windsor), ma che poi torna a lanciare strali quando scopre che l’invito non lo riceverà mai e che fare l’eroina dei diritti umanitari non ha senso se poi ignori la tua famiglia. Fino a dichiarare in pubblico che il principe Harry ha sbagliato, avrebbe dovuto sposare Cressida Bonas, la fidanzata precedente “perché lei è più simile a Lady Diana”, ma tu non hai mai incontrato in vita tua né Harry, né Cressida, né tantomeno Diana.

Tutto questo sarebbe ridotto a semplici beghe di famiglia che per noi comuni mortali si consumano all’interno di qualche chat WhatsApp o sul filo di qualche telefonata, mentre per Meghan Markle l'attenzione implacabile dei media è diventata insopportabile. Ancora una volta, la si può giustificare solo parzialmente perché non si può sposare il figlio dell’erede al trono del Regno Unito, per di più figlio di Lady Diana, e pretendere una vita facile facile. Ma certamente Meghan non prevedeva di dover affrontato le critiche da parte dei tabloid britannici (molte, a suo giudizio, sessiste e razziste) senza uno scudo di protezione totale dalla famiglia reale. Semplicemente perché non aveva capito che i Windsor non sono i Kardashian, e a meno che la diffamazione non comprometta profondamente la reputazione della Corona o metta a rischio la sicurezza nazionale, le critiche se le devono lasciar scivolare addosso senza neanche lo spreco di un no comment. Non glielo ha insegnato nemmeno Harry, che in tutto questo ha lasciato riemergere il trauma infantile della morte della madre, per un acceleratore pigiato troppo scappando dai paparazzi, seguendola nel disagio. Forse, entrambi dovrebbero fare pace con i media, domarli e cavalcarli. O ignorarli. Nel frattempo, quando all’incontro con i ragazzi di Teenager Therapy, le è stato chiesto di descrivere il suo stato d’animo nella sua situazione, Meghan Markle si è commossa e ha aperto il cuore: "grazie per avermelo chiesto, non molte persone mi chiedono mai se sto bene". Difficile pensare che stesse fingendo.

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