La straordinaria storia di Ada Lovelace, la madre di tutti i programmatori di computer

A metà dell'800, in Inghilterra, una ragazza con un talento innato per la matematica pose le basi per i linguaggi di programmazione di oggi (e non la ringraziamo abbastanza).

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Il 14 dicembre del 2003 l’allora primo ministro britannico Tony Blair tenne una conferenza stampa dal civico 10 di Downing Street, sede storica del premier, per annunciare la cattura di Saddam Hussein. Sulla parete alle sue spalle lo sovrastava il dipinto di una donna vestita di bianco che solo in pochi sapevano riconoscere. Si trattava di Augusta Ada Byorn, meglio nota come Ada Lovelace, ritratta dalla pittrice inglese Margaret Sarah Carpenter nel 1835. Un incontro fra due donne straordinarie, per l’epoca. Se Margaret era una delle più apprezzate ritrattiste del Regno Unito, Ada passerà infatti alla storia come la madre di tutti i programmatori di computer.

Ada Lovelace nel ritratto di Margaret Carpenter che si trova al 10 di Downing Street a Londra, sede del Primo Ministro britannico
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Augusta Ada Byorn, nata il 10 dicembre del 1815, era l’unica figlia di quel Lord Byorn. O meglio, l’unica che il famoso poeta e maestro d’eleganza dell’epoca avesse avuto da sua moglie, la baronessa di Wentworth Anne Isabella Milbanke, perché ne aveva già altri da relazioni con donne che non aveva sposato. Anne Isabella Byron era una donna di grandissima cultura e allo stesso tempo fortemente religiosa, cosa che suscitava perplessità riguardo la sua unione con Byron, che era agnostico. Bastarono pochi mesi perché il matrimonio fra Anne e il poeta si impregnasse dei veleni che da fuori non era stato difficile prevedere. La baronessa sospettava, e non ne faceva mistero, che suo marito avesse una relazione incestuosa con la sorellastra Augusta, nata dal secondo matrimonio del padre John. Lo scandalo fu tale che a poche settimane dalla nascita della bambina il poeta dovette lasciare la Gran Bretagna (durante questo esilio soggiornò anche a Venezia, Ravenna, Genova, Porto Venere e Pisa) e la piccola Ada fu cresciuta dalla nonna materna. La figura della madre rimane controversa: lottò per avere la custodia della figlia ma poi la vide molto poco e dovette giustificarsi per tutta la vita con l’alta società inglese per aver praticamente cacciato il marito.

Ada Lovelace in un ritratto dell’epoca
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La baronessa era convinta che suo marito fosse pazzo, era pentita di averlo sposato e di aver generato con lui una figlia che poteva averne ereditato la follia. Per cercare di contrastare questo rischio, spinse Ada allo studio di qualcosa che si trovasse all’opposto esatto dall'eccesso romantico dal padre: la matematica, di cui lei stessa era un’esperta. Fu così che, nonostante la salute cagionevole, Ada ricevette un’istruzione insolita per una ragazza aristocratica della metà dell’800, senza che questo rendesse evidente come quelle che si credevano fossero tendenze naturali della donna verso argomenti leggeri e faccende domestiche, fossero invece frutto di condizionamento sociale. Ada era circondata da tutor che le insegnavano matematica e scienze, tra cui William Frend, un ecclesiastico riformatore, William King, il medico della sua famiglia e Mary Somerville, una delle prime donne ad essere ammessa alla Royal Astronomical Society. Ogni tanto, la madre la costringeva a rimanere sdraiata per lunghi periodi di tempo a comando, convinta che questo l’avrebbe aiutata a sviluppare l'autocontrollo di cui il padre era carente.

Lord Byron morì in Grecia quando Ada aveva otto anni. Nonostante l’avversione della madre, la ragazza rimase per tutta la vita molto interessata alla figura del padre di cui non aveva mai visto nemmeno un ritratto e che le aveva dedicato un poema, anche se alla sua nascita era rimasto molto deluso perché voleva un maschietto. Quando aveva 17 anni Ada incontrò il più importante dei suoi mentore, il matematico e inventore Charles Babbage, che la introdusse alla matematica avanzata insieme al professore dell'Università di Londra Augustus de Morgan. Bisogna dire che al tempo, per molti, l’interesse per una donna incline alle materie scientifiche era quasi paragonabile allo sperimentalismo di un etologo che insegna a una scimmia a comunicare, e chi si interessava a lei a volte lo faceva con questo intento dimostrativo, considerandola un fenomeno da studiare. Altri, invece, nel suo talento non ci trovavano nulla di strano e questo le permise di avere vicino molti intellettuali dell’epoca, compreso Charles Dickens. Ma la figura più importante per lei rimase Babbage, il padre dei computer. Ada era infatti particolarmente interessata al lavoro di Babbage sulla cosiddetta “macchina analitica”, il primo prototipo di un computer meccanico.

Ada Lovelace ritratta da Alfred Edward Chalon
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Ada Byron era già totalmente affascinata da una macchina in grado di eseguire calcoli semplici che Babbage le aveva permesso di vedere prima che fosse terminata, ma la macchina analitica avrebbe permesso di gestirne di più complessi. Quanto la giovane donna, che nel frattempo aveva sposato il futuro conte di Lovelace William King, sarebbe stata fondamentale al progetto e all’informatica, si capi quando traducendo dall’italiano un articolo che l’ingegnere Luigi Federico Menabrea aveva dedicato alla macchina di Babbage, vi aggiunse note per il triplo della lunghezza dell’articolo stesso. Per molti informatici di oggi, quelle note di Ada Lovelace contenevano quello che si può considerare il primo algoritmo progettato per essere eseguito da una macchina. Non solo, ha anche teorizzato il “looping” il processo con cui un motore può ripetere una serie di istruzioni, cosa che i programmi eseguono oggi. Per questo e per altri dettagli delle note su quell’articolo, Ada Lovelace è considerata la prima programmatrice di computer.

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Ada fu fortunata perché suo marito, il conte di Lovelace, appoggiava il suo talento ed è stato anche un buon marito con cui condivideva la passione per i cavalli e la affiancava nei salotti intellettuali dell’epoca dove incontravano grandi personaggi. Ebbero tre figli, due maschi e una femmina, il primo volle chiamarlo Byron in memoria del padre e la femmina Anne in omaggio alla madre. Fu meno fortunata con la salute. Nel 1937 aveva contratto il colera e la sua salute ne aveva risentito ulteriormente. Soffriva anche di asma e i medici le somministravano laudano e oppio per i dolori addominali. A causa di queste sostanze cominciò a patire sbalzi d'umore e ad avere allucinazioni. Quando aveva solo 35 anni cominciò a soffrire per quello che si sarebbe rivelato cancro all’utero. Sua madre intervenne fra lei e il marito e non è ben chiaro cosa sia successo, ma un giorno Ada lo chiamò al capezzale per dirgli qualcosa che lo allontanò per sempre. Anne trasmise alla figlia la devozione religiosa - quasi maniacale – mentre i medici ne esaurivano le forze con la terapia delle sanguisughe. Morì il 27 novembre del 1852 e per sua espressa richiesta è stata sepolta vicino al padre che non aveva mai conosciuto, nella chiesa di St Mary Magdalene a Hucknall, nel Nottinghamshire che oggi, purtroppo, è uno dei 96 beni storici britannici in decadenza per i quali vengono lanciati continui appelli di salvataggio.

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