#Sanremo2021 Vi capitano mai le giornate storte?

Cronache da una terza serata non proprio riuscita. Duetti inclusi.

sanremo, italy   march 04  vittoria ceretti is seen on stage during the 71th sanremo music festival 2021 at teatro ariston on march 04, 2021 in sanremo, italy photo by jacopo raule  daniele venturelligetty images
Jacopo Raule / Daniele VenturelliGetty Images

Vi capitano mai le giornate storte? Quelle dove le cose non girano nonostante le avessi organizzate minuziosamente, con attenzione, mettendoci curiosità e anche un certo slancio, ma poi, alla resa dei conti, non vanno come avrebbero dovuto, ma si riempiono di intoppi e anche di contrattempi… Chi non è ha vissute? Ecco, diciamo che la terza serata del Festival di Sanremo, quella dei duetti ha avuto un po' questo sapore qui, nonostante una partenza potente e cose preziose, qua e là. Sul palco i Negramaro, introdotti da Amadeus con un “Buon compleanno Lucio”. Era il 4 marzo ieri e sarebbe stato il 78esimo compleanno di Lucio Dalla. Giuliano Sangiorgi interpreta il capolavoro dell’immenso artista bolognese 4 marzo 1943, poi celebra Domenico Modugno con Meraviglioso, e chiude - pelle d’oca - con un monologo dedicato alla canzone, alla musica. Alla vita. “C’è un momento esatto in cui le parole, quelle da sole, non bastano a dire per davvero, tutto quello che pensiamo e sentiamo. Che poi tutto quello che pensiamo non starebbe nemmeno in un oceano. Si sa, mica lo puoi bloccare, non lo puoi recitare. Il pensiero, come l’oceano non lo puoi confinare… E allora in questo mare così grande […] c’è un posto che galleggia leggero, leggerissimo sulle nostre vite, un’isola felice[…]. Atterriamo su quest’isola… E solo grazie a quest’isola, restiamo “anime salve, in terra e in mare” capaci di dire ogni giorno “che grande questo tempo, che bella compagnia!” e lo si fa cantando… Si chiama “canzone” questo posto ed è un posto meraviglioso, in cui perfino il tuo dolore, potrà guarire poi “meraviglioso”.

Giuliano Sangiorgi
Jacopo Raule / Daniele VenturelliGetty Images

Un volano per la celebrazione della canzone con i duetti: lo è stato, ma soltanto in parte. Complici errori tecnici (Neffa ha cantato completamente fuori tempo la sua Prima di andare via probabilmente per il malfunzionamento di un computer costringendo Noemi a una fatica immane per restare nel pezzo; il microfono di Fasma - sul palco con Neslie, poco dopo, si spegne, non funziona. Deve intervenire Amadeus, mandare la pubblicità e solo al rientro si ripeterà l’esibizione), ma anche una scaletta in cui i pezzi più forti e gli artisti più noti - i più conosciuti e amati dal pubblico più largo sono stati posizionati nella seconda parte della serata (tra mezzanotte e le 2. Si è al limite del “sequestro di persona”). E complice anche la pressione degli ascolti (in calo rispetto agli anni precedenti). Amadeus e Fiorello faticano a divertirsi sul palco. Si percepisce la loro difficoltà.

Nella serata del “non ne va dritta una”, Ibrahimovic, previsto per le 22.05, scenderà soltanto dopo le 23.00. È rimasto imbottigliato nel traffico, incidente e tre ore di coda fermo sul pulmino transfer. Racconterà, con video testimoniale, di essersi precipitato giù, aver fermato un motociclista “fortuna era milanista” che lo ha portato all’Ariston…L’incontro che poi avrà con Sinisa Mihajlovic - suo amico - è di quelli scritti e veri. Fino al quadretto finale degli “Abbadeus”: le due coppie di amici, Amadeus e Fiorello e “Sini” e Ibra” cantano un improbabile Io vagabondo.

Jacopo M. RauleGetty Images

La presenza femminile della serata, la top model che ci invidia il mondo, Vittoria Ceretti, è bellissima, elegante, spigliata, ma non scalda particolarmente il pubblico. Fa il suo. È però pronta e abile, nei suoi soli 22 anni, quando si trova costretta a rispondere d’istinto alla frase di Fiorello - evitabile - “sei un po’ magretta, eh”. Lei “Beh, un po’ di formette ce le ho”.

Vittoria Ceretti in Giorgio Armani Privé e gioielli Bvlgari
Alfonso CatalanoGetty Images

Momento magico il quadro di Achille Lauro con protagoniste Monica Guerritore - Penelope “Sono una donna, nessuno mi ascolta” e poi Emma. “Il pregiudizio è una prigione, il giudizio è condanna, Dio benedica gli incompresi”.

Achille Lauro ed Emma Marrone
Jacopo M. RauleGetty Images
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