Elliot Page primo transgender sulla copertina del Time è un atto di responsabilità universale

Nella sua prima intervista con la nuova identità, l'attore di The Umbrella Academy racconta tutto il percorso che lo ha condotto verso la vera identità.

Elliot Page è in copertina sul Time, ed è un numero destinato a diventare da collezione, quello in edicola, perché è la prima volta che uno dei magazine più famosi del mondo pubblica sulla cover un uomo transgender. Da quando, lo scorso dicembre, quello che eravamo abituati chiamare Ellen Page ha svelato al mondo la sua identità di genere e ha detto di voler essere chiamato Elliot, il suo esempio è stato di grande incoraggiamento per molti altri ragazzi e ragazze che vivono il suo stesso dilemma interiore. Nell'intervista, Elliot parla di sé e del percorso che lo ha portato a indossare la sua vera identità e racconta di quando provò "un'acuta sensazione di trionfo" a 9 anni perché gli era stato finalmente permesso di tagliarsi i capelli. "Mi sentivo un ragazzo", dice Elliot Page nelle prime righe dell'articolo, “e volevo essere un ragazzo, avrei voluto chiedere a mia madre se un giorno lo sarei stato". Elliot è diventato celebre nel 2007 con il film Juno in cui interpretava una 16enne rimasta incinta. Il film, scritto da Diablo Cody, vinse l'Oscar per la migliore sceneggiatura e ha lanciato anche Page nell'olimpo delle star. La sua più recente e popolare interpretazione è quella del problematico personaggio di Vanya nella serie The Umbrella Academy, in cui ha una storia d'amore con un uomo nella prima stagione e con una donna nella seconda. Elliot Page, che è cresciuto ad Halifax, in Nuova Scozia, e ha iniziato a studiare recitazione a 11 anni, ha raccontato al Time che nei giochi immaginari da bambina si visualizzava come un ragazzo, e dopo il taglio di capelli anche gli altri hanno iniziato a percepirlo nel modo in cui si vedeva. Una sensazione che gli sembrò giusta ed eccitante.

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A sbloccare definitivamente le sue volontà è stata la pandemia. Nel 2020, l'isolamento dei lockdown gli ha dato modo di fermarsi e riflettere, e di raggiungere un punto critico. Fino alla comunicazione al mondo, a dicembre, di volersi fare avanti come transgender con l'appoggio dell'allora moglie Emma Portner, da cui si è separato poi durante l'estate per chiedere il divorzio a gennaio del 2021. "Ora sono pienamente quello che sono", ha detto a Katie Steinmetz del Time nella sua prima intervista da transgender, nella quale ha spiegato che "capire se stesso in tutti i dettagli rimane un work in progress. Capire il proprio genere, un'identità innata e rappresentata, personale e sociale, fissa e in evoluzione, è già abbastanza complicato senza essere sotto i riflettori che sembrano non spegnersi mai". Elliot Page ha poi detto alla giornalista di sentire un profondo senso di responsabilità nel condividere la sua verità perché: "persone estremamente influenti stanno diffondendo miti e una retorica dannosa: ogni giorno vedi la nostra esistenza dibattuta. Ma le persone transgender sono una realtà".

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