Diamo l'Oscar alla discrezione a Halle Berry

La carriera in stand by, i figli, i divorzi turbolenti, il ritorno pubblico agli Oscar 2021 degno del suo nome: welcome back.

Agli Oscar 2021 manca la categoria miglior ritorno sul red carpet. Ma la vincitrice di quest'anno sarebbe stata scontata: Halle Berry oggi sfavillante, luminosa diva che si riprende la giusta collocazione sotto i riflettori nel momento più (auto)celebrativo del cinema statunitense. L'attrice premio Oscar 2002 per Monster's Ball da record universale arriva sul pink carpet dell'Academy e il suo nome schizza in cima alle tendenze social. Dando una risposta consistente alla questione che fine ha fatto Halle Berry, e ripescando dagli archivi per riordinare il puzzle di dove eravamo rimasti. Lo scorso ottobre su Instagram Halle Berry scriveva di non essere sparita affatto, ma di aver lavorato duramente su qualcosa di non monetizzabile, non industriale, non comprensibile a tutti. "Ho fatto uno scambio: le notti fuori per la ricerca della conoscenza, le feste per le cene private, la rincorsa ai soldi per la rincorsa di uno scopo, lavoro senza senso per la mia passione, essere occupata per la protezione del tempo, estorsione dell'anima per ricerca dell'anima, vivere per gli altri per vivere la mia vita". Semplicemente nascosta in piena vista dopo aver subito le intrusioni più aggressive dello showbiz del nuovo millennio. Ma cosa è successo davvero nei 20 anni in cui la carriera della protagonista di Catwoman è rallentata così tanto da far temere il peggio?

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Il gossip, innanzitutto. L'attenzione di paparazzi e tabloid scandalistici nel dragare la vita privata di Halle Berry è stata sempre altissima, ma particolarmente morbosa. E anche la delicata storia della sordità parziale ad un orecchio dopo essere stata picchiata da un ex fidanzato è stata sbattuta a più riprese sui tabloid: Halle Berry non ha mai rivelato il nome dell'uomo ma alcuni suoi ex hanno indicato fosse Wesley Snipes, con cui lavorò nel suo primo film importante, Jungle Fever di Spike Lee. A completare il quadro, una sequela di relazioni complicate: col primo marito David Justice, giocatore di baseball, finì dopo tre anni e un ordine restrittivo di avvicinamento voluto dall'attrice. Il secondo marito, il cantante Eric Bénet che la accompagnò agli Oscar 2002, entrò in clinica per sex addiction poco dopo la premiazione e il divorzio arrivò l'anno successivo. Ma il peggio doveva ancora arrivare: la lunga battaglia di Halle Berry con l'ex fidanzato Gabriel Aubry per la custodia congiunta della figlia Nahla. Finita su tutti i giornali non solo per i prolungati e continui dibattimenti in tribunale (e il corposo assegno di 16mila dollari mensili per gli alimenti, contro il quale Berry ha richiesto di difendersi da sola, senza avvocati), ma perché Aubry nel 2012 si prese a sberle con il nuovo compagno della ex, Oliver Martinez, che Halle Berry sposò poi l'anno successivo dopo la nascita del secondo figlio Maceo. Ma nel 2015 il divorzio fu inevitabile, e ancora una volta turbolento. Negli ultimi anni l'attrice ha scelto la via della discrezione finché agli Oscar 2021 Halle Berry e Van Hunt, il suo nuovo fidanzato, si sono mostrati assieme per la prima uscita da official couple. Lei in un dream dress color peonia firmato Dolce&Gabbana.

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Nel marasma personale si è espansa The Oscar Curse, così viene definito quando si vince la statuetta, ci si aspetta la fila di regie e sceneggiature spaziali per il decollo definitivo, ma la lotta per i ruoli più interessanti si fa sempre più serrata e il nome scivola lontano dalla A list. Halle Berry, in persona e carriera. Dopo Monster's Ball e il ruolo della Bond Girl Jinx in Die Another Day accanto a Pierce Brosnan,un cambio di passo con un blockbuster a modo suo pioneristico, Halle Berry Catwoman è il primo tentativo di spin off per la antagonista di Batman (sulla donna gatto ci sarà presto il nuovo film con Zöe Kravitz). Risultato? Flop di critica, Razzie Awards, una figuraccia globale. Halle Berry, col tempo, prenderà le distanze dal film. Per 10 anni a proteggerla c'è il franchise degli X-Men, ma di fatto i ruoli da protagonista di Halle Berry in sceneggiature di spessore sono quasi zero. "Credo sia stato principalmente perché non c'era posto per qualcuno come me" ha raccontato Halle Berry a Variety in una lunga intervista nell'ottobre 2020. "Pensavo 'Oh, queste grandi sceneggiature verranno da sé, i grandi registi busseranno alla mia porta'. Non è successo, anzi, è diventato più difficile". Gli stereotipi dell'industria di Hollywood sui ruoli femminili è nota e l'attrice li subisce tutti: è donna, è adulta, si identifica come nera. Ma continua a lottare per cambiare le cose. Riuscendoci, con calma: il primo film da regista di Halle Berry Bruised ha una gestazione lunghissima. Perché non riuscivano a trovare qualcuno che soddisfacesse le aspettative di direzione dell'attrice, impegnatasi per tre anni di allenamenti fisici per interpretare la protagonista Jackie, una lottatrice di arti marziali posta di fronte ad una sfida epica. Allora ha pensato di farlo lei e la produzione ha accettato. "Come attrice, mi presento e faccio la mia parte, e posso fare solo questo. Come regista, ho responsabilità nella totalità di ogni dipartimento. Ho una voce. È stato diverso, mi è piaciuto tantissimo". Bruised è stato presentato al Toronto Film Festival a settembre 2020, ora è stato acquisito da Netflix per la visione in streaming. Poi ci sarà un documentario di Apple sulle personalità nere nello showbiz, dove apparirà accanto a Jamie Foxx e Kevin Hart. A 55 anni Halle Berry è più determinata che mai a cambiare il paradigma attorno a lei. E a rompere la maledizione dell'Oscar, 20 anni dopo.

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