Brad Pitt ha vinto la battaglia contro Angelina Jolie: la custodia dei figli ora è condivisa

Dopo cinque anni di udienze e indagini, un giudice ha dato ragione all'attore, ma la ex moglie non ha intenzione di arrendersi.

Dopo una lunga battaglia giudiziaria, Brad Pitt ha segnato un punto e ha ottenuto la custodia congiunta dei figli avuti e adottati con Angelina Jolie, Pax, di 17 anni, Zahara di 16, Shiloh di 14 e i gemelli Vivienne e Knox di 12. L'unico dei sei ragazzi ad aver raggiunto la maggiore età è Maddox, di 19 anni, che quindi non rientra più nella sentenza. Angelina Jolie ha chiesto il divorzio da Brad Pitt nel 2016 e la contesa per l'affido dei loro sei bambini, affidata al giudice privato John Ouderkirk assunto dall'ex coppia per sovrintendere al caso, era iniziata subito anche se è stata tenuta il più possibile al riparo dai media per tutelare i ragazzi. Si è trattato di un procedimento complesso che ha coinvolto un gran numero di testimoni, di esperti e di terapisti che hanno parlato anche con i bambini. L'attrice, che ha oggi 46 anni, aveva chiesto l'affido esclusivo per non esporre i figli ai problemi dell'ex marito 57enne - si è parlato di alcolismo e altri disagi incompatibili con una buona condotta paterna - che avrebbero portato al divorzio. Quello di oggi è però un esito che Angelina Jolie ha definito "provvisorio". Anche se l'attrice oggi non è del tutto contraria alla decisione che "aumenterebbe in modo significativo" il tempo trascorso da Brad Pitt con i ragazzi, che a cinque anni dal divorzio sono più maturi, ha espresso l'intenzione di presentare ricorso per "altre questioni" riservate. L'anno scorso, Angelina Jolie aveva già chiesto di rimuovere dal caso il giudice John Ouderkirk perché si sarebbe rifiutato di mettere agli atti "prove rilevanti per la sicurezza e il benessere dei bambini", e si sarebbe "rifiutato di ascoltare il contributo degli adolescenti minori in merito alle loro esperienze, esigenze o desideri riguardo al loro destino di custodia", possibilità prevista in California per i ragazzi dai 14 ai 17 anni che permette loro di testimoniare, se lo desiderano. Non si tratta quindi dell'ultimo capitolo della vicenda che però, viste le complicazioni che allungano i tempi, potrebbe concludersi infine per sopraggiunta maggiore età dei ragazzi.

This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Gossip