Sofia di Grecia e Juan Carlos di Borbone, il matrimonio reale più confuso di sempre

Nel 1962 l'erede al trono spagnolo e la principessa greca si unirono in un matrimonio che non volevano, e senza vie d'uscita.

Alla mezzanotte del 18 giugno 2014 per due membri di un’antica famiglia reale si è concluso un ciclo, un sogno, o un incubo, a seconda dei punti di vista. L’abdicazione di re Juan Carlos di Borbone era diventata effettiva, suo figlio Felipe VI era il nuovo re di Spagna, e Sofia, la donna che Juan Carlos aveva sposato nel 1962, da quel momento non era più la regina consorte. Quella fra Juan Carlos e Sofia di Grecia era stato uno dei fidanzamenti di cui la soddisfatta (e ignara) popolazione europea degli anni 60 amava leggere l’evoluzione sui giornali della domenica credendola una storia d'amore. Per i due giovani era stato decisivo l’incontro a un matrimonio di parenti, proprio come era accaduto alla regina Elisabetta e il principe Filippo quasi 30 anni prima. Del marito della regina Elisabetta II, Sofia era parente perché condividevano molti antenati, ma era anche una lontana cugina dello stesso principe Juan Carlos. Quasi tutti i reali europei lo sono in virtù della prolificità della regina Vittoria del Regno Unito che aveva maritato i suoi nove figli con tutti i reali d’Europa sperando – invano – che questo avrebbe mantenuto pace e stabilità in un continente che avrebbe affrontare ben due conflitti mondiali. Di Juan Carlos e Sofia sarebbe bello pensare al colpo di fulmine come quello fra Elisabetta e Filippo. Ma da quel che si sa, tutto iniziò invece per scopi ben precisi e decisioni prese a tavolino. Tanto per cominciare, Juan Carlos non era destinato a diventare re.

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Nato nel 1938 a Roma nel quartiere Parioli, dalla principessa del Regno delle Due Sicilie Maria Mercedes di Borbone e dal conte di Barcellona Giovanni di Borbone, Juan carlos diventò erede al trono quando nel 1947 il dittatore Francisco Franco si autonominò reggente dei monarchi spagnoli e i due fratelli maggiori del conte di Barcellona Giovanni di Borbone rinunciarono al trono. Con lo scenario mutato, il ragazzo venne spedito subito in accademia militare. La principessa Sofia di Grecia e Danimarca, invece, è nata ad Atene nel 1938 ma lasciò la Grecia con tutta la famiglia con l'invasione tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale. Trascorse del tempo in Egitto e Sud Africa, e poi la famiglia attese la fine del conflitto a Londra mentre Sofia studiava molto e diventava una raffinata poliglotta. La guerra aveva scombinato tutte le consuetudini delle famiglie reali e distrutto molti luoghi in cui i figli dei regnanti si incontravano e si fidanzavano tra loro. Per cui alcune madri blasonate cercavano di organizzare occasioni di aggregazione. Una in particolare, Federica di Hannover, moglie di Pablo I di Grecia, ebbe un’idea degna di un’esperta di marketing. Si accordò infatti con l'armatore greco Euginides che voleva lanciare la sua nuova nave da crociera, l'Agamennone, Il quale le aveva promesso una spilla di diamanti per viaggiarci con la sua famiglia. Federica propose un'idea migliore: organizzò una crociera sull’Egeo con tutti i giovani scapoli e nubili delle famiglie reali europee regnanti o senza trono che avrebbe reso la nave leggendaria. Quando l’Agamennone salpò il 22 agosto 1954, a bordo c’erano un'alta densità di sangue blu, e c'erano pure i teenager Juan Carlos e Sofia, figlia della volenterosa organizzatrice dell’evento. Fra i due non si accese alcuna scintilla, né immaginarono che si sarebbero sposati in futuro. Sarà nel giugno del 1961 a York, alle nozze del duca e la duchessa di Kent, che Juan Carlos e Sofia si incontreranno di nuovo e qualcuno comincerà a decidere per il loro destino. La leggenda ufficiale e poetica narra che Juan Carlos vide in Sofia la donna perfetta per regnare con lui e riportare la monarchia spagnola allo splendore del passato quando un giorno il dittatore (che era nato nel 1892) fosse morto. La versione ufficiosa, invece, è che proprio Franco ritenesse Sofia la candidata meno pericolosa per la sua stabilità, e che si sia adoperato perché Juan Carlos la accettasse senza protestare. Il 25enne erede al trono, infatti, aveva già una pessima reputazione di donnaiolo impenitente mentre Sofia di Grecia era nota per la discrezione e il pudore. La proposta di matrimonio si tenne così il 13 settembre del 1961 all'hotel Beau Rivage di Losanna, dove viveva la regina Vittoria Eugenia nonna di Juan Carlos. Il rituale si svolse in modo un po’ bizzarro, perché Juan Carlos lanciò alla fidanzata la scatoletta con l’anello e le disse ridendo: “Sofi, prendilo al volo”. Dietro la docile accettazione di Sofia c’era un dramma nascosto. La giovane era perdutamente innamorata del principe Harald di Norvegia, conosciuto durante la famosa crociera. Ma lui era segretamente legato alla borghese Sonja Haraldsen e aveva rifiutato la proposta dei sensali di prendere in moglie Sofia senza poterne spiegare il perché. Oltre tutto, il Caudillo (così veniva chiamato il dittatore Franco) temeva che le nozze potessero venire compromesse dall’incontenibile irruenza del promesso sposo, per cui stabilì un servizio di controllori che impedissero a Juan Carlos di “disonorare” la fidanzata. Funzionò, e a ridosso delle nozze i rispettivi genitori della coppia si adoperarono per spiegare loro cosa ci si aspettava da questa unione. "Anch'io mi sentivo confuso come te”, disse Giovanni di Borbone al figlio pensando di fargli coraggio, “ma alla fine ho saputo far felice tua madre". Doña Federica, la madre dell’ingenua principessa Sofia che era stata messa a dieta strettissima prima dell’evento, disse invece alla figlia: "Le principesse non fanno l'amore, creano dinastie". Il risultato fu che i due ragazzi arrivarono all’altare spaventatissimi. Il 14 maggio del 1962 Sofia di Grecia e Danimarca e Juan Carlos di Borbone si scambiarono gli anelli. Per ottenere anche l’approvazione di papa Giovanni XXIII, visto che Sofia era nata ortodossa, ci furono due diverse cerimonie. La festa fu sontuosa, Francisco Franco aveva promesso al popolo “le nozze dell’anno” e lo furono. La sposa aveva otto damigelle, tutte aristocratiche, e indossava un abito di pizzo disegnato da Jean Desses. Sull’acconciatura portava la tiara della principessa Vittoria Luisa di Prussia (che un giorno avrebbe messo anche Letizia al matrimonio con Felipe VI). Per la luna di miele, l’armatore Stavros Niarchos grande amico della regina Sofia, offrì in prestito l’Eros, un’imbarcazione di 65 metri con una cabina da sogno per consumare la prima notte di nozze. Che invece saltò, perché un paio di sere prima del matrimonio lo sposo si era cimentato per la prima volta nel karate lussandosi la spalla e si era sposato con una leggera ingessatura nascosta sotto il vestito. Ma il gesso era stato fatto così male e in fretta che si era incollato alla pelle e Sofia passò la notte a rimuoverlo dalla spalla dello sposo che urlava. Pare che le nozze non furono consumate neanche a Spetsopula, l'isola privata di Niarkos dove erano giunti con lo yacht. Il viaggio durò diversi mesi intorno al mondo e ovunque si fermarono, i due sposi furono accolti da un bagno di folla. Tutte le tappe si rivelarono poi politicamente strategiche, il futuro re stava già intrecciando i rapporti con gli stati esteri e quando attraccarono alle Hawaii, la coppia volò a incontrare anche i Kennedy. Al loro ritorno in Spagna, le cose furono un po’ meno festose. Il dittatore li sistemò nelle retroguardie della vita politica e si scoprì che il popolo non era così entusiasta di Sofia che chiamavano “la greca”. I due si occuparono dell’unica cosa che gli restava da fare: assicurare la discendenza. La prima figlia, Elena, arrivò nel 1963, Cristina nel 1965 e Felipe nel 1968. Ma anche se Juan Carlos parlava di Sofia come della donna con tutta la dignità necessaria per portare una corona, di affetto fra loro due non ce n’era molto. Una volta lui partì per una battuta di caccia a Toledo e lei decise di raggiungerlo con i bambini per fargli una sorpresa. Il personale della palazzina di caccia cercò di sbarrarle l’ingresso e solo dopo essere riuscita a imporsi, Sofia irruppe nella camera del marito che trovò a letto con un’altra donna. Era solo uno dei tanti tradimenti che la regina consorte avrebbe subito, si dice che da allora Juan Carlos abbia avuto ben 1500 amanti tra cui Maria Gabriella di Savoia, la figlia di Umberto II, l’unica di cui Sofia è stata davvero gelosa, e persino Lady Diana, pare in una singola occasione a Maiorca negli anni 80. Dall’incidente di Toledo, la coppia ha iniziato a dormire in stanze separate e senza più contatti fisici. Nel frattempo, nel novembre del 1975 Francisco Franco era morto dopo aver confermato Juan Carlos come erede al trono. Si dice che Sofia avesse pensato al divorzio ma che a scoraggiala sia stato l'obbligo di rendere al governo greco la dote di nove milioni di dracme versate nel 1962. Alla fine ha fatto quello che doveva fare: non si è mai lamentata in pubblico, ha pensato ai suoi figli e si è dedicata al sociale, preoccupandosi soprattutto della condizione della donna in Spagna. Ha conquistato anche i sudditi. Juan Carlos e Sofia hanno regnato fino al 2014, quando lui ha deciso di abdicare. In privato non erano più una coppia da tempo, se mai lo siano stati. Il re emerito se n’è poi andato in esilio volontario ad Abu Dhabi, braccato dal fisco e dalla magistratura per tasse non pagate e presunti fondi depositati in paradisi fiscali. La regina Sofia ha mantenuto sempre la sua dignità anche quando a suo marito è stata associata un'amante ufficiale, la bellissima e più giovane Corinna Larsen, per la quale lui stava per chiedere il divorzio mentre era ancora sul trono, dissuaso prontamente dai dignitari di corte. Da quello che dicono i biografi reali, nessuno è in grado di confermare nemmeno se Sofia abbia mai ricambiato i tradimenti del marito. Si dice solo che sia stata innamorata platonicamente di un musicista. Da quando Juan Carlo ha deciso di abdicare, i due coniugi si sono incontrati in poche le occasioni. Restano sempre formali ma si sono scambiati qualche inedito gesto di affetto. In fondo, Sofia ha seguito sempre un consiglio un po’ triste della suocera Maria Mercedes prima delle nozze, che forse dal figlio non si aspettava granché: “Non importa quante battute d'arresto ti darà la vita, purché l’amarezza ti regali saggezza”.

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